Cassazione Penale, Sentenza n. 36828/2022 del 29/09/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del tribunale del riesame che aveva respinto la richiesta di revoca del sequestro preventivo sullo stabilimento OMNIA S.r.l. Contestazioni principali: vizio motivazionale per presunta tecnica del copia/incolla e mancata autonoma valutazione delle argomentazioni difensive; uso di una planimetria del 2017 anziché della planimetria del 2018 fornita dalla difesa, con conseguente errata valutazione del fumus commissi delicti; assenza del periculum in mora perché il ricorrente avrebbe chiesto e predisposto interventi di bonifica e avrebbe agito sotto la guida del PM; omissione da parte del giudice del riesame di considerare documenti e memorie difensive ritenuti rilevanti dalla difesa.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso come infondato. Ha ritenuto legittima la nomina e procura speciale conferita al difensore; ha dichiarato inammissibile la censura sulla tecnica redazionale del giudice del riesame, rilevando che l'ordinanza conteneva valutazioni autonome e adeguata motivazione sui presupposti sostanziali del sequestro. Quanto al fumus, la Corte ha confermato la valutazione degli accertamenti di polizia giudiziaria (quantitativi ingenti di rifiuti, miscelazione di rifiuti con codici CER diversi, stoccaggi impropri, presenza di amianto, ostruzione della viabilità interna) come idonei a fondare il sospetto di reato ex art. 256 D.Lgs. 152/2006. Quanto al periculum, la Corte ha ritenuto che la libera disponibilità dell'impianto avrebbe potuto aggravare o protrarre le conseguenze dannose e che le iniziative proposte dalla difesa non risultavano nei fatti sufficienti o decisive a rimuovere il pericolo; inoltre la produzione documentale tardiva non era stata dimostrata decisiva. La decisione di riesame è stata quindi confermata e il ricorrente è stato condannato alle spese del grado di merito.
Norme richiamate
D.Lgs. n. 152/2006, art. 256 commi 4 e 5
La gestione abusiva di rifiuti comprende la violazione delle prescrizioni autorizzative e il divieto di miscelazione; lo stoccaggio improprio, la mancata separazione e la miscelazione di rifiuti con codici CER differenti integrano il fumus del reato.
Codice di procedura penale, art. 125 comma 3
Obbligo di motivazione degli atti a pena di nullità; la Corte precisa però che la tecnica del 'copia-incolla' non determina automaticamente la nullità se il giudice dimostra una valutazione autonoma e risponde alle doglianze rilevanti.
Codice di procedura penale, art. 325 co.1
Il ricorso per cassazione contro ordinanze cautelari reali è consentito solo per vizio di violazione di legge; la Corte ricorda i limiti della censura in cassazione su motivazione e apprezzamento dei fatti.
Codice di procedura penale, art. 321 n. 3-bis
Norme sui termini e sulle modalità del sequestro d'urgenza; il GIP e il PM hanno rispettato i termini e le procedure richieste per la convalida del sequestro.
Codice di procedura penale, art. 292 comma 2-ter
Al giudice del riesame non è richiesto di menzionare ogni singolo elemento favorevole se questi non risultano oggettivamente contrastanti o decisivi rispetto agli elementi accusatori; l'obbligo motivazionale è circoscritto.
D.Lgs. n. 152/2006, art. 208 e art. 184 comma 1-3
Disciplina dell'autorizzazione e dei rifiuti classificati: la conformità tra l'utilizzo delle aree e gli elaborati autorizzativi (planimetrie, allegati di progetto) è elemento rilevante per verificare la regolarità della gestione; comunque, la concreta situazione di fatto può prevalere sulla contestazione formale di documenti quando emergano gravi irregolarità materiali.
Codice di procedura penale, artt. 100 e 122
Riguardano la figura della procura e della rappresentanza tecnica; la Corte conferma che atti di nomina che contengano gli elementi essenziali possono valere come procura speciale per impugnare.
Codice di procedura penale, art. 391-bis
Riferimento a dichiarazioni rese durante le indagini difensive; la Corte valuta la tempestività e la decisività di tali elementi nel quadro complessivo e può ritenere irrilevanti documenti prodotti tardivamente o non decisivi.
Massime di principio
- Per ottenere il dissequestro di un'area sottoposta a sequestro preventivo per reati ambientali è necessario dimostrare l'insussistenza del fumus del reato o l'assenza di un periculum concreto e attuale; mere promesse di bonifica o accordi non realizzati non sono di per sé sufficienti.
- La motivazione del giudice del riesame può riprendere parti degli atti precedenti ma deve contenere una valutazione autonoma e rispondere alle doglianze rilevanti; la tecnica del copia/incolla non invalida automaticamente il provvedimento se sussiste una rielaborazione critica.
- Documenti prodotti tardivamente o non chiaramente decisivi (es. planimetrie non decisive o depositi fatti dopo l'udienza) rischiano di essere ritenuti irrilevanti: va provata la loro effettiva incidenza sul quadro indiziario.
- In materia di sequestro preventivo il giudizio di legittimità in Cassazione è limitato a errori di diritto o a vizi motivazionali radicali; non si sostituisce al sindacato di merito sui fatti salvo che la motivazione sia del tutto assente o priva dei minimi requisiti.
- La presenza concreta di rifiuti miscelati, l'ostruzione della viabilità interna dell'impianto, la mancata separazione secondo codici CER e la presenza di materiali pericolosi (es. amianto) costituiscono elementi forti per il fumus del reato ambientale.
- Per la difesa è strategico: 1) acquisire e depositare tempestivamente documentazione autorizzativa e planimetrie aggiornate; 2) dimostrare l'effettiva e immediata capacità di bonifica (con prove di esecuzione, non solo di intenzione); 3) conferire espressa procura speciale al difensore per le impugnazioni; 4) richiedere misure alternative o interventi sotto controllo della P.G. se si propone attività di messa in sicurezza.
- Il PM può autorizzare operazioni di smaltimento e adeguamento sotto controllo della P.G.; tali iniziative possono attenuare il periculum ma non sempre eliminano la legittimità del sequestro se persistono gravi condizioni di rischio.
- Quando si contesta la motivazione del giudice, è necessario indicare con precisione perché l'omissione o la valutazione errata avrebbe dovuto essere decisiva: in cassazione manca efficacia la censura generica priva di specifica dimostrazione della decisività dell'elemento omesso.
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