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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 23744/2023 del 31/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano l'ordinanza che aveva confermato la custodia cautelare in carcere per il delitto di cui all'art. 74 d.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309. Hanno proposto tre motivi: (1) inutilizzabilità delle intercettazioni ambientali nell'autovettura di Iovene poiché il decreto di convalida del GIP non menzionava le intercettazioni ambientali e il successivo atto integrativo sarebbe stato motivato in modo apparente; (2) illegittimità per difetto del requisito dell'urgenza e per il ritardo (oltre tre mesi) tra il decreto del P.M. e l'attivazione effettiva delle intercettazioni ambientali, resa vana la giustificazione dell'urgenza; (3) incompetenza territoriale del giudice italiano (Napoli) per fatti in larga parte commessi/organizzati all'estero (Olanda), con richiesta di individuare la competenza in base al luogo del più grave reato (Limena, Padova).

La decisione

I ricorsi sono stati rigettati. Sul primo e sul secondo motivo la Corte ha ritenuto che: il decreto di convalida del GIP, pur richiamando formalmente l'utenza di Criscuolo, nella parte motiva aveva richiamato l'informativa del GICO che conteneva la richiesta di intercettare anche le conversazioni dentro l'autovettura di Iovene; il provvedimento successivo del 19/10/2018 va qualificato come integrazione (non come semplice correzione materiale) e la motivazione è adeguata anche "per relationem" richiamando gli atti del P.M. e le note di polizia. Inoltre, l'eventuale tardività formale della integrazione non ha conseguenze sulla utilizzabilità delle intercettazioni perché, nel periodo intercorso, non erano state comunque svolte operazioni di captazione: la giurisprudenza limita l'inutilizzabilità ai risultati già acquisiti prima della convalida. Quanto al requisito dell'urgenza, la valutazione si riferisce al momento del decreto del P.M. e la successiva convalida assorbe e rende non sindacabile tale requisito in sede di ricorso. Sul terzo motivo la Corte ha confermato la competenza territoriale di Napoli: il reato associativo è permanente e la competenza si radica nel luogo in cui ha sede la base operativa dove si svolgono programmazione, direzione e organizzazione dell'attività criminosa; dalle indagini era emerso che la base e l'operatività erano a Napoli nonostante spostamenti dei vertici all'estero. Conseguentemente i ricorsi sono stati rigettati, i ricorrenti condannati al pagamento delle spese processuali e gli atti trasmessi alla Cancelleria per gli adempimenti di cui all'art. 94 disp. att. c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 309 cod. proc. pen.

    Norma richiamata in relazione alla conferma della misura cautelare da parte del Tribunale. Usata come riferimento procedurale per il controllo della custodia cautelare.

  • art. 74 d.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309

    Norma sostanziale che disciplina le ipotesi di reato in materia di stupefacenti contestate agli indagati (merce e traffici di stupefacenti).

  • art. 130 cod. proc. pen.

    Disciplina la correzione di errori materiali nei provvedimenti giudiziari. La Corte ha osservato che il provvedimento successivo non andava qualificato come mera correzione materiale (che richiede camera di consiglio), ma come integrazione.

  • art. 267 cod. proc. pen.

    Regola la procedura delle intercettazioni disposte in via d'urgenza e la convalida da parte del giudice: la mancata convalida rende inutilizzabili le intercettazioni già effettuate; la convalida, anche se motivata per relationem, assorbe il provvedimento del P.M. e stabilisce la legittimità delle operazioni successive.

  • art. 8 cod. proc. pen.

    Stabilisce le regole sulla competenza per territorio; per reati permanenti (come l'associazione per delinquere) rileva il luogo di inizio della consumazione, individuato nella sede operativa dell'associazione.

  • art. 16 cod. proc. pen.

    Norma richiamata in tema di competenza per il luogo del reato più grave nel concorso di reati; la Corte valuta comunque la natura permanente dell'associazione e la base operativa come criterio decisivo.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che consente di disporre la condanna alle spese processuali in caso di rigetto del ricorso; applicata per condannare i ricorrenti al pagamento delle spese.

  • art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.

    Disposizione applicativa sulla trasmissione degli atti alla cancelleria per gli adempimenti successivi; la Corte ha disposto la trasmissione degli atti a norma di questa disposizione.

Massime di principio

  • Intercettazioni in via d'urgenza: la valutazione del requisito dell'urgenza si riferisce al momento in cui il P.M. adotta il decreto; la successiva convalida del giudice assorbe il provvedimento e normalmente esclude che la difesa possa contestare ex post l'urgenza se la convalida è intervenuta.
  • Motivazione "per relationem": il richiamo esplicito all'informativa del P.M. o alle note di polizia nella parte motiva del provvedimento del GIP può essere sufficiente a integrare l'onere motivazionale delle convalide delle intercettazioni.
  • Effetti della tardività formale: la tardiva integrazione o convalida rende inutilizzabili solo le operazioni già eseguite prima della convalida; se non erano state ancora avviate intercettazioni significative, la tardività non invalida i risultati acquisiti successivamente.
  • Correzione vs integrazione del provvedimento: un atto successivo che aggiunge "bersagli" o destinatari può essere qualificato come integrazione piuttosto che correzione materiale; la qualificazione incide sui presupposti procedurali (es. camera di consiglio).
  • Onere della difesa nel contestare la tempestività: per provare l'illegittimità per tardività la difesa deve, di norma, produrre elementi documentali specifici (es. registri interni di passaggio degli atti) che attestino il mancato rispetto dei termini procedurali.
  • Competenza territoriale per delitti associativi: nei reati di associazione per delinquere (natura permanente) la competenza territoriale si individua nel luogo della base operativa effettiva, dove si svolgono programmazione, direzione e organizzazione, anche se azioni operative o acquisti materiali avvengono all'estero.

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