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Sentenza

Sentenza n. 10371/2026 - Roma, Sezione 5T

per l'annullamento - dell’ordine di introito CO104420 del 18 luglio 2023 recante ad oggetto “Canone Demaniale Marittimo per l'anno 2023 - Stabilimento Balneare denominato “Il Venezia” sito in Roma, lungomare Amerigo Vespucci 6/8. Concessione Demaniale Marittima per Atto Formale n. 17 del 19.09.2008”; - del decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti 30.12.2022, pubblicato sulla G.U. del 07.02.2023, recante “Aggiornamenti relativi all'anno 2023, delle misure unitarie dei canoni per le concessioni demaniali marittime”; - della circolare esplicativa n. 2 del 30.12.2022 del direttore generale per la vigilanza sulle Autorità di sistema portuale, il trasporto marittimo e per vie d’acqua interne del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti avente ad oggetto “Articolo 04 del decreto-legge 5 ottobre 1993, n. 400 – Aggiornamento delle misure unitarie dei canoni annui relativi alle concessioni demaniali marittime – Anno 2023”; - della circolare n. 22 del 25.5.2009 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, direzione generale dei porti, avente ad oggetto “nuove disposizioni per la determinazione dei canoni per le concessioni demaniali marittime - Legge n. 296/2006”; - della deliberazione n. 5 del 26.11.2015 rubricata “Modifica della Deliberazione di Giunta Municipale n. 52 del 10 ottobre 2014” in materia di attribuzione al territorio di Ostia di un coefficiente maggiorato ad alta Valenza Turistica.

Giustizia amministrativa202314156

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V terSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordine di introito del canone demaniale marittimo per l’anno 2023, unitamente agli atti presupposti relativi all’aggiornamento dei canoni e all’attribuzione al litorale romano della categoria di alta valenza turistica

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (concessionario demaniale)

Prevale il privato

La controversia

La società concessionaria ha impugnato l’ordine di introito relativo al canone demaniale marittimo per il 2023, pari a euro 105.261,53, contestando: l’adeguamento del 25,15% delle misure unitarie dei canoni disposto dal decreto ministeriale del 30 dicembre 2022; l’applicazione al litorale di Ostia del coefficiente maggiorato corrispondente all’alta valenza turistica; la rielaborazione delle consistenze e delle superfici oggetto della concessione; la ripartizione tra aree scoperte, opere di facile rimozione e opere di difficile rimozione; il contrasto con le risultanze della verificazione disposta nei precedenti giudizi e con i criteri già enunciati dal TAR. Sono stati dedotti violazione e falsa applicazione della legge n. 296/2006 e della normativa richiamata, violazione delle regole sulla partecipazione procedimentale, lesione del legittimo affidamento, difetto di motivazione, difetto di istruttoria, travisamento dei presupposti, illogicità manifesta e ingiustizia manifesta. Roma Capitale ha eccepito il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo e la tardività delle censure relative al decreto ministeriale; le amministrazioni statali hanno eccepito l’improcedibilità per l’intervenuta caducazione del decreto ministeriale.

La decisione

Il TAR ha respinto l’eccezione di difetto di giurisdizione, ritenendo che la controversia non riguardasse una mera quantificazione patrimoniale del canone, ma l’esercizio di poteri autoritativi e tecnico-discrezionali incidenti sul rapporto concessorio, inclusa la qualificazione delle opere e dell’area demaniale. Ha ritenuto assorbite le eccezioni di tardività e improcedibilità relative al decreto ministeriale, poiché tale decreto era già stato annullato dalla Sezione con efficacia erga omnes. Nel merito, ha accolto parzialmente il ricorso. L’ordine di introito è stato annullato nella parte in cui applicava l’adeguamento del 25,15% previsto dal decreto ministeriale del 30 dicembre 2022, già annullato, e nella parte in cui applicava il coefficiente maggiorato per l’alta valenza turistica del litorale romano, fondato su deliberazioni comunali già annullate dal giudice amministrativo. Sono state invece respinte le censure relative al legittimo affidamento, poiché l’ordine di introito costituisce atto dovuto per la determinazione del canone e la sua eventuale illegittimità non consolida aspettative sulla misura del canone; la ricorrente, inoltre, non aveva fornito un principio di prova sulle asserite risultanze dei sopralluoghi del 2020. Sono state respinte anche le contestazioni sulle superfici complessive, rilevando che i dati della verificazione conducevano a una superficie persino maggiore di quella indicata dal Comune. Il TAR ha ritenuto corretta l’inclusione del campo da beach volley tra le opere di facile rimozione, trattandosi di area delimitata e destinata a uno specifico utilizzo, non assimilabile ad area scoperta indistintamente fruibile. Ha inoltre ritenuto corretta la qualificazione del solarium asservito alla piscina come opera di difficile rimozione e ha dichiarato infondata la censura relativa alla superficie delle opere di difficile rimozione ex commerciali. Le spese sono state integralmente compensate per reciproca soccombenza.

Norme richiamate

  • art. 1, comma 251, legge n. 296/2006

    La disciplina è stata utilizzata quale base normativa per la determinazione e la rideterminazione dei canoni demaniali marittimi; la sua applicazione, quando implica valutazioni autoritative e tecnico-discrezionali sul rapporto concessorio, rientra nella giurisdizione amministrativa.

  • art. 04 del decreto-legge n. 400/1993

    Richiamato quale fondamento della disciplina dell’aggiornamento delle misure unitarie dei canoni demaniali marittimi.

  • legge n. 7/1990, artt. 7 e seguenti

    Richiamata per le censure relative alla partecipazione procedimentale, non accolte nella decisione.

  • art. 2697 c.c.

    Il principio dispositivo, temperato dal metodo acquisitivo nel processo amministrativo, non esonera il ricorrente dall’onere di fornire almeno un principio di prova dei fatti allegati.

  • art. 88, comma 2, lett. d), c.p.a.

    Richiamato per motivare il rinvio alle argomentazioni di precedenti sentenze della Sezione su questioni analoghe.

Massime di principio

  • Le controversie sulla determinazione del canone demaniale marittimo appartengono alla giurisdizione amministrativa quando non si limitano a una mera quantificazione patrimoniale, ma coinvolgono l’esercizio di poteri autoritativi o tecnico-discrezionali sull’assetto del rapporto concessorio, sulla qualificazione delle opere e sulla classificazione dell’area.
  • L’annullamento giudiziale di un atto generale e inscindibile che costituisce il presupposto della determinazione del canone produce effetti anche sugli ordini di introito individuali fondati su quell’atto, determinandone l’illegittimità derivata.
  • L’annullamento erga omnes di un decreto ministeriale di aggiornamento delle misure unitarie dei canoni impedisce all’amministrazione di applicare quell’adeguamento negli ordini di introito relativi alle concessioni demaniali marittime.
  • Gli ordini di introito che determinano il canone dovuto per una concessione demaniale in essere sono atti dovuti e la loro eventuale illegittimità non determina, di per sé, la lesione di un legittimo affidamento del concessionario sulla stabilità dell’importo del canone.
  • Nel giudizio amministrativo il metodo acquisitivo tempera, ma non esclude, l’onere della parte di fornire almeno un principio di prova a sostegno dei fatti posti a fondamento delle censure.
  • La qualificazione delle opere demaniali come di facile o difficile rimozione deve essere effettuata sulla base delle caratteristiche concrete delle strutture e dei criteri tecnici applicabili: un’area delimitata, sottratta alla fruizione indistinta e destinata a uno specifico utilizzo, non è assimilabile a una semplice area scoperta.

Come è indicizzato

MaterieConcessioni demaniali marittimeGiurisdizione e riparto
RamiDemanio e patrimonio pubblicoProcesso amministrativo
IstitutiRiparto di giurisdizioneDifetto di istruttoriaLegittimo affidamentoOnere della prova e principio dispositivo

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