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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 2037/2022 del 18/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della condanna per detenzione e porto di arma clandestina (fucile monocanna cal. 22 privo di matricola, senza calcio, con colpo in canna) commesso il 27-28 giugno 2018. Il ricorrente ha dedotto la sussistenza della causa di giustificazione della legittima difesa ex art. 52 c.p., sostenendo di avere estratto e usato l'arma per respingere l'aggressione di un orso e che, per la sua attività di pastore e per il rischio concreto nel bosco, era costretto a tenere l'arma con sé, pur non avendo un'autorizzazione amministrativa per il porto.

La decisione

Il ricorso è dichiarato inammissibile. La Corte di legittimità ha confermato la valutazione dei giudici di merito: la legittima difesa è stata esclusa perché l'arma era stata portata fuori dal furgone in un momento antecedente al sorgere del pericolo, sicché manca la prova che il porto e l'uso dell'arma siano stati determinati dall'immediatezza del pericolo. La Corte ha ritenuto che la mera asserzione di pericolo futuro/continuativo (attività di pastore, rischio per la presenza dell'orso) non legittima di per sé la misura e non sostituisce la prova della sussistenza immediata della causa di giustificazione. Conseguentemente confermata la condanna della sentenza di merito (pena: anni 1 e mesi 6 di reclusione per detenzione e porto di arma clandestina), con condanna alle spese processuali e pagamento di euro 3.000,00 in favore della cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 23 legge 18 aprile 1975, n. 110

    art. 23 legge 18 aprile 1975, n. 110

    Dispone il quadro sanzionatorio per armi clandestine; la condotta di detenzione e porto dell'arma priva di matricola e senza autorizzazione integra il reato contestato.

  • art. 52 cod. pen.

    La causa di giustificazione della legittima difesa richiede un pericolo attuale, concreto e imminente; il rischio futuro o astratto non è sufficiente. Nel caso, la Corte ha ritenuto che il porto antecedente al pericolo esclude la sussistenza dell'esimente.

  • art. 530, comma 2, cod. proc. pen.

    art. 530, comma 2, cod. proc. pen.

    Stabilisce il regime dell'assoluzione per insufficienza di prove; la sentenza richiama la giurisprudenza secondo cui l'indicazione generica di un'esimente senza prove precise non legittima l'assoluzione.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede la sanzione pecuniaria a favore della cassa delle ammende in caso di ricorso inammissibile o infondato; la Corte ha irrogato euro 3.000,00.

  • Giurisprudenza (Sez. 5 - n. 22040 del 21/02/2020, Rv. 279356, Rondanini)

    Sez. 5 - n. 22040 del 21/02/2020 Rv. 279356, Rondanini

    Richiamata per il principio che la mera indicazione astratta di una causa di giustificazione, priva di precise e concrete allegazioni di fatto, non autorizza l'assoluzione ex art. 530, comma 2, c.p.p.; l'onere probatorio grava su chi invoca l'esimente.

Massime di principio

  • La legittima difesa richiede pericolo attuale, concreto e imminente: la mera previsione di un rischio futuro o continuativo non basta a giustificare il porto e l'uso di un'arma.
  • Se l'arma è stata portata o è già disponibile prima che sorga il pericolo, ciò può escludere la causa di giustificazione perché non prova che l'uso sia stato imposto dall'immediatezza del pericolo.
  • Chi invoca un'esimente ha l'onere di fornire elementi precisi e concreti che permettano al giudice di accertare la sussistenza immediata del pericolo; affermazioni generiche non sono sufficienti.
  • L'assenza di autorizzazioni amministrative per il porto d'armi non è di per sé decisiva rispetto alla legittima difesa, ma la mancanza di autorizzazione e il porto preventivo possono concorrere a escludere l'esimente se non comprovata l'immediatezza del pericolo.
  • In situazioni di rischio ricorrente dovuto all'attività lavorativa (es. pastore in zone con fauna pericolosa) è consigliabile adottare misure preventive legali (ottenere autorizzazioni, utilizzare mezzi non letali, segnalare e richiedere interventi alle autorità) poiché il rischio potenziale non sostituisce la prova di una necessità difensiva immediata.

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