Cassazione Penale, Sentenza n. 4634/2022 del 10/02/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
I ricorsi impugnano la sentenza della Corte d'Appello di Milano del 17/02/2021 che aveva confermato la condanna per bancarotta fraudolenta documentale (art. 216, primo comma, n. 2 legge fall.) commessa in qualità di liquidatori della Kom Catering Services s.r.l. Le censure contestano in particolare: 1) la mancata e contraddittoria ricostruzione della condotta materiale degli imputati (se si trattò di sottrazione/distruzione/occultamento delle scritture o di tenuta irregolare della contabilità); 2) l'indeterminazione dell'elemento soggettivo (dolo specifico vs dolo generico); 3) la violazione del principio di correlazione tra imputazione e sentenza per aver attribuito a Mereghetti condotte temporaneamente successive alla sua revoca; 4) la mancata valutazione dell'applicabilità della circostanza attenuante della particolare tenuità del danno ex art. 219 legge fallimentare, nonché il mancato rispetto delle indicazioni rese dalla Corte di cassazione nel precedente annullamento con rinvio.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto fondati, in relazione alla questione dell'elemento oggettivo e soggettivo, i primi due motivi di ricorso (di Mereghetti e Lanzi). Ha rilevato che la Corte di Appello, giudice di rinvio, non si è uniformata alla precedente pronuncia della Cassazione e ha dato una motivazione ambigua e contraddittoria, non sciogliendo l'alternativa tra le due fattispecie previste dall'art. 216, primo comma, n. 2 legge fall. (sottrazione/distruzione/omessa tenuta con dolo specifico vs tenuta irregolare con dolo generico), né precisando in modo adeguato il dolo di ciascun imputato. La Corte ha pertanto annullato la sentenza impugnata e ha disposto il rinvio ad altra sezione della Corte d'Appello di Milano per un nuovo esame evitando i vizi riscontrati. I restanti motivi proposti da Mereghetti sono stati assorbiti.
Norme richiamate
art. 216, primo comma, n. 2, legge fallimentare
Prevede due ipotesi alternative di bancarotta documentale: la sottrazione/distruzione/occultamento (o omessa tenuta) delle scritture, caratterizzata da dolo specifico, e la tenuta della contabilità in modo da renderne impossibile la ricostruzione, caratterizzata da dolo generico. La decisione evidenzia l'obbligo del giudice di individuare quale delle due ipotesi sia stata integrata e di collegarvi il corrispondente elemento soggettivo.
art. 219 legge fallimentare
Circostanza attenuante del danno di particolare tenuità: la giurisprudenza consolidata considera tale attenuante compatibile anche con il reato di bancarotta documentale; il giudice di rinvio doveva valutare esplicitamente la sua applicabilità in caso di conferma della condanna.
art. 627, comma 3, cod. proc. pen.
Stabilisce che il giudice del rinvio deve uniformarsi al principio di diritto affermato dalla Cassazione; se non lo fa, la Corte di legittimità può annullare la decisione del giudice di rinvio.
art. 606, comma 1, lett. b) ed e), cod. proc. pen.
Costituiscono base delle censure per violazione di legge e per vizio di motivazione; la Cassazione ha ritenuto fondati i vizî connessi alla motivazione insufficiente e alla mancata individuazione degli elementi costitutivi del reato.
art. 521 e art. 604 cod. proc. pen.
Riguardano il principio di correlazione tra imputazione e sentenza; la Corte ha richiamato che non è consentito estendere la contestazione a comportamenti non imputati, né riformulare l'accusa in modo da privare l'imputato della possibilità di difendersi adeguatamente.
Sentenza Corte Costituzionale n. 222/2018 e Sezioni Unite Cassazione, Suraci n. 28910/2019
Giurisprudenza citata riguardante la valutazione e la rideterminazione delle pene accessorie e i principi applicabili nella materia delle pene accessorie e attenuanti; la Corte di appello doveva tenerne conto nella rideterminazione delle pene accessorie.
Massime di principio
- Dopo un annullamento con rinvio, il giudice di rinvio è vincolato ai principi di diritto indicati dalla Cassazione e deve conformarsi esplicitamente alle direttive ricevute; la mancata uniformità può giustificare nuovo annullamento.
- In materia di bancarotta documentale (art. 216, comma 1, n.2 legge fall.), il giudice deve chiarire quale delle due ipotesi alternative sia stata realizzata (sottrazione/distruzione/omessa tenuta con dolo specifico oppure tenuta irregolare con dolo generico) e motivare separatamente sugli elementi oggettivi e soggettivi per ciascun imputato.
- Non è ammesso attribuire a un imputato responsabilità corrispondenti a fatti temporaneamente successivi alla sua cessazione dalla carica senza adeguata contestazione e senza consentire la difesa: il nesso temporale e le qualità formali (ruolo e periodo) devono essere rispettati.
- Il giudice deve sempre valutare esplicitamente l'eventuale applicabilità della circostanza attenuante della particolare tenuità del danno anche quando si procede per bancarotta documentale.
- La qualificazione della condotta (dolus specificus vs dolus generalis) non può essere desunta in modo contraddittorio; occorre indicare gli elementi concreti che dimostrano la volontà di procurare un ingiusto profitto o di arrecare pregiudizio ai creditori quando si adduce il dolo specifico.
- Non si può riformulare l'imputazione oltre i termini dell'atto di accusa: ogni estensione fattuale richiede preventiva contestazione e garantire la possibilità di difesa.
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