Ordinanza n. 272/2026 - Napoli, Sezione 8
per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, a) del provvedimento di acquisizione al patrimonio comunale n° 62 del 30/10/2025 (prot. n° 20949/2025), a firma del Responsabile dell’Area V° - Urbanistica ed Edilizia Privata - Infrastrutture - Mobilità, Arch. Margherita Maria Busiello, recante: “Accertamento dell’inottemperanza all’ordinanza di demolizione n° 2 del 05/01/2010 e dichiarazione di acquisizione gratuita al patrimonio comunale del bene, dell’area di sedime e dell’area pertinenziali dell’opera edilizia abusiva realizzata in Via Primo Maggio n° 12 ed identificata in catasto al foglio 1 particella 5115 sub. 28, porzione del sub 24 e porzione dell’area scoperta sub 26, ai sensi dell’art. 31 commi 3 e 4 del Dpr 6 giugno 2001 n° 380”; b) per quanto occorra dell’ordinanza di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi n° 2 del 05/01/2010, notificata ilmedesimo giorno ai sig. Francesco D’Ambra e Salvatore D’Ambra; c) per quanto occorra del verbale di accertamento di violazione delle norme edilizie n° 20/2009 prot. n. 2141/09/P.M. del 09/11/2009; c) per quanto occorra del verbale di accertamento redatto in data 13/05/2016 prot. n° 4813 con il quale è stata accertata l’inottemperanza all’ordinanza di demolizione n° 2/2010; d) per quanto occorra del provvedimento n° 35 del 18/05/2016, a firma del Responsabile Area V-Tecnica, geom. Vito Buonomo, con il quale è stato ordinato lo sgombero del piano terra (ex porticato) dichiarando altresì l’acquisizione al patrimonio comunale; e) per quanto occorra del verbale di sopralluogo effettuato in data 01/09/2025; f) di ogni altro atto preordinato, connesso e/o conseguenziale comunque lesivo degli interessi del ricorrente comprese le indagini istruttorie se ed in quanto compiute.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: provvedimento di acquisizione gratuita al patrimonio comunale del bene abusivo, dell’area di sedime e delle aree pertinenziali, adottato dopo l’accertamento dell’inottemperanza a un’ordinanza di demolizione
Esito
Favorevole al ricorrente (proprietario)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha impugnato, chiedendone l’annullamento previa sospensione, il provvedimento comunale di acquisizione al patrimonio comunale adottato ai sensi dell’art. 31, commi 3 e 4, d.P.R. n. 380/2001, nonché, per quanto occorra, la precedente ordinanza di demolizione e ripristino, i verbali di accertamento dell’abuso e dell’inottemperanza, il provvedimento di sgombero e acquisizione del 2016, il verbale di sopralluogo del 2025 e gli atti connessi. La censura esaminata in sede cautelare riguarda l’illegittimità dell’acquisizione fondata sull’automatica produzione dell’effetto acquisitivo per il decorso del termine originario di demolizione, nonostante l’Amministrazione fosse a conoscenza del frazionamento della particella e della successiva demolizione spontanea delle opere, eseguita prima dell’adozione del nuovo provvedimento di acquisizione.
La decisione
Il TAR ha accolto la domanda cautelare e sospeso l’efficacia del provvedimento di acquisizione. Ha ritenuto sussistente, a un primo sommario esame, il fumus boni iuris, poiché l’Amministrazione aveva considerato irrilevante la demolizione spontanea successiva alla scadenza del termine assegnato, ma anteriore all’adozione del provvedimento di acquisizione. Il Collegio ha richiamato l’orientamento secondo cui, pur avendo l’acquisizione natura dichiarativa e producendo l’acquisto ipso iure alla scadenza del termine di novanta giorni, l’acquisizione non deve essere disposta quando il privato ottempera tardivamente ma prima dell’adozione del provvedimento comunale destinato alla trascrizione, essendo stato comunque raggiunto lo scopo principale della misura, consistente nella demolizione dell’opera abusiva. È stato inoltre ravvisato il periculum in mora nel pregiudizio derivante dalla perdita della proprietà. Il Comune è stato condannato al pagamento delle spese della fase cautelare, liquidate in euro 1.500,00 oltre accessori di legge, con distrazione. La trattazione del merito è stata fissata alla prima udienza pubblica del mese di marzo 2027.
Norme richiamate
art. 31, commi 3 e 4, d.P.R. n. 380/2001
«l'atto di acquisizione del bene al patrimonio comunale, emesso ai sensi dell'art. 31, comma 3, d.P.R. n. 380 del 2001, ha natura dichiarativa e comporta - in base alle regole dell'obbligo propter rem - l'acquisto ipso iure del bene identificato nell'ordinanza di demolizione alla scadenza del termine di 90 giorni fissato con l'ordinanza di demolizione»
L’atto di acquisizione ha natura dichiarativa e l’acquisto del bene si produce ipso iure alla scadenza del termine di novanta giorni; tuttavia, se la demolizione viene eseguita tardivamente ma prima dell’adozione del provvedimento di acquisizione da trascrivere, non si procede all’acquisizione perché è stato raggiunto lo scopo della misura.
art. 55 c.p.a.
Disciplina la domanda cautelare incidentale accolta dal TAR con sospensione dell’efficacia dell’atto impugnato.
Massime di principio
- L’acquisizione gratuita al patrimonio comunale prevista dall’art. 31, comma 3, d.P.R. n. 380/2001 ha natura dichiarativa e si ricollega all’acquisto ipso iure del bene identificato nell’ordinanza di demolizione alla scadenza del termine di novanta giorni assegnato per l’ottemperanza.
- La demolizione spontanea eseguita tardivamente, ma prima dell’adozione del provvedimento comunale di acquisizione destinato alla trascrizione nei registri immobiliari, impedisce l’acquisizione, poiché la finalità principale della misura — la rimozione dell’opera abusiva — è stata comunque raggiunta.
- In sede cautelare, il periculum in mora può ravvisarsi nel pregiudizio derivante dalla perdita della proprietà conseguente all’efficacia del provvedimento di acquisizione al patrimonio comunale.
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