Cassazione Penale, Sentenza n. 22913/2026 del 22/06/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
L'imputato è stato accusato di illecita detenzione di sostanze stupefacenti (marijuana e cocaina) trovate nel retrobottega della sua attività di fioraio; nella stessa attività è stata sequestrata la somma di euro 26.375,00. Con patteggiamento ai sensi dell'art. 444 c.p.p. il Tribunale ha applicato la pena concordata e ha disposto la confisca della somma ai sensi dell'art. 85-bis d.P.R. 309/90 nonché le pene accessorie del divieto di espatrio e del ritiro della patente. Il ricorso censura: (i) la confisca della somma in quanto non sarebbe provata attività di vendita/cessione e la disponibilità del denaro sarebbe giustificabile con l'attività lecita (documentazione contabile); (ii) la mancata e insufficiente motivazione sull'applicazione delle pene accessorie (sospensione patente e divieto di espatrio).
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha confermato la confisca della somma ritenendo corretta l'applicazione dell'art. 240-bis c.p. (confisca «allargata») e dell'art. 85-bis d.P.R. 309/90, in quanto il Tribunale ha adeguatamente motivato la sproporzione tra i redditi leciti documentati e la somma contante trovata (prelievi bancari insufficienti a giustificare l'importo) e l'assenza di una giustificazione credibile da parte dell'imputato; la Corte ha richiamato la presunzione iuris tantum di illecita accumulazione che può essere superata solo con prove specifiche e verificabili. Quanto alle pene accessorie, la Corte ha ritenuto che il Tribunale abbia fornito, seppure brevemente, una motivazione (funzione specialpreventiva) sufficiente a reggere il controllo di logicità. Conseguentemente il ricorso è respinto; il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 (Testo Unico stupefacenti), art. 73, commi 1 e 4
Norma sostanziale che incrimina le condotte di detenzione, vendita e altre forme di illecita commercializzazione di stupefacenti; la condanna per reati in tale catalogo consente l'applicazione delle misure previste per il contrasto dei profitti illeciti
d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, art. 85 e art. 85-bis
Prevedono le pene accessorie (p.es. divieto di espatrio, ritiro patente) e la possibilità di confisca "allargata" nei reati connessi agli stupefacenti; la confisca può essere disposta anche per beni non direttamente collegati al singolo reato di vendita se sussistono i presupposti di legge
Codice penale, art. 240 e art. 240-bis
L'art. 240 disciplina la confisca per profitto o prodotto del reato; l'art. 240-bis introduce la confisca allargata per i reati elencati quando sussiste sproporzione tra redditi e beni e non vi è giustificazione credibile: opera una presunzione iuris tantum di accumulazione illecita cui il reo può sottrarsi solo con prove specifiche e verificabili
Codice di procedura penale, art. 444
Disciplina l'accordo negoziale (patteggiamento) che permette l'applicazione della pena concordata tra difesa e pubblica accusa con controllo e pronuncia del giudice; le statuizioni patrimoniali (confisca) possono essere comunque disposte nel procedimento
Codice di procedura penale, art. 616
Consente la condanna del ricorrente al pagamento di una somma in favore della Cassa delle ammende in caso di ricorso dichiarato inammissibile quando non si è ravvisata assenza di colpa nella determinazione dell'inammissibilità
Massime di principio
- La confisca "allargata" (art. 240-bis c.p. e art. 85-bis d.P.R. 309/90) è applicabile anche quando il reato accertato è la detenzione di stupefacenti: se emerge una sproporzione tra redditi leciti dichiarati e patrimonio (o contante) disponibile, opera una presunzione iuris tantum di accumulazione illecita.
- L'onere di provare la sproporzione spetta all'accusa; una volta dimostrata, grava sull'imputato l'onere di fornire una giustificazione credibile e specifica (es. documentazione contabile dettagliata, movimenti bancari, fatture, documenti fiscali) per superare la presunzione.
- La semplice disponibilità di denaro contante non è di per sé sufficiente a escludere la confisca se dalla documentazione bancaria e contabile non risultano prelievi/entrate coerenti con l'ammontare; le deduzioni difensive devono essere concrete e verificabili.
- Le pene accessorie facoltative (p.es. divieto di espatrio, ritiro della patente) richiedono motivazione specifica ma non necessariamente estesa: una motivazione concisa e logicamente collegata alla funzione specialpreventiva può essere sufficiente, salvo che risulti manifestamente illogica o eccentrica.
- In procedure di patteggiamento (art. 444 c.p.p.) il giudice può comunque disporre misure patrimoniali e tali decisioni sono sindacabili dalla Cassazione nei limiti dell'ammissibilità del ricorso; chi impugna deve contestare specificamente la insufficienza logico-giuridica della motivazione per sperare in accoglimento.
- Per chi esercita attività commerciale è cruciale conservare e rendere immediatamente disponibili documentazione contabile, estratti conto, registri di cassa e prove di introiti e prelievi per poter efficacemente contrastare presunzioni di accumulazione illecita.
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