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Sentenza

Sentenza n. 7142/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 3

per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania (sezione settima) n. 07363/2023, resa tra le parti.

Giustizia amministrativa202406150

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Ordinanza di demolizione n. 241 dell’8 novembre 2018, relativa a opere realizzate in un immobile nel centro storico di Sorrento soggetto a vincolo paesaggistico e monumentale, e nota del 3 febbraio 2021 di parziale rigetto dell’istanza di annullamento in autotutela

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I proprietari avevano impugnato l’ordine di demolizione e il successivo diniego parziale di autotutela. In appello hanno dedotto: 1) l’erronea individuazione del genitore quale destinatario dell’ordine, perché avrebbe presentato la SCIA del 12 gennaio 2016 solo come procuratore generale del proprietario; la mancata comunicazione di avvio al proprietario; l’errata qualificazione delle opere, sostenendo che la pavimentazione sarebbe edilizia libera o soggetta a sanzione pecuniaria, che le tettoie, il servizio igienico e il forno preesisterebbero da oltre sessant’anni e che non sarebbe possibile ripristinare lo scavo per la presenza di un sequestro penale. 2) Hanno riproposto le censure di difetto di istruttoria e motivazione, travisamento, violazione delle norme edilizie e paesaggistiche e dei principi di leale collaborazione e buon andamento, insistendo sulla non abusività delle opere. In corso d’appello hanno comunicato la rimozione spontanea delle opere indicate ai punti 4, 5 e 11 dell’ordinanza (piccolo volume, forno e sbancamento); le relative doglianze sono quindi rimaste prive d’interesse. Il giudizio è proseguito per pavimentazione, due tettoie, servizio igienico e rifacimento di impianti e tramezzi.

La decisione

L’appello è stato respinto. Il Consiglio di Stato ha ritenuto legittima l’individuazione del genitore quale destinatario dell’ordine: oltre ad avere presentato la SCIA come procuratore generale, egli aveva un rapporto qualificato con il bene, vi risiedeva e ne aveva la disponibilità materiale, traendone utilità. Ha respinto la censura sulla comunicazione di avvio: l’ingiunzione di demolizione è vincolata e l’omissione partecipativa non determina invalidità ai sensi dell’art. 21-octies l. 241/1990; inoltre la comunicazione era stata notificata al genitore, procuratore generale del proprietario e coabitante con lui, e le osservazioni presentate dimostravano l’effettiva partecipazione. Quanto alle opere ancora controverse, la loro valutazione complessiva evidenziava una trasformazione rilevante dell’area e nuova volumetria in zona vincolata. Le tettoie, per dimensioni, materiali, struttura e ancoraggio, non erano pertinenze o arredi, ma nuove costruzioni che richiedevano permesso di costruire e autorizzazione paesaggistica. Gli appellanti non avevano provato la preesistenza dei manufatti al 1967 o all’imposizione del vincolo: il verbale di sopralluogo del 2005 e fotografie non datate erano inidonei. La pavimentazione costituiva trasformazione permanente e non risultava specificamente contestata la necessità dell’autorizzazione paesaggistica semplificata e del nulla osta relativo al vincolo monumentale. Il rifacimento degli impianti e dei tramezzi riguardava inoltre un manufatto abusivo e non era compreso nella SCIA del 2016. Respinto il primo motivo, il secondo è stato assorbito perché riproponeva le medesime contestazioni sulla legittimità delle opere. Spese del grado compensate per la peculiarità della vicenda.

Norme richiamate

  • art. 31, comma 2, d.P.R. 380/2001

    egli è procuratore generale del signor Coppola Antonino e, in tale veste, ha presentato la SCIA del 12 gennaio 2016 relativa ai lavori di adeguamento del passo carrabile, sicché va qualificato come responsabile dell’abuso ai sensi dell’art. 31, comma 2, d.P.R. 380 del 2001;

    La responsabilità ai fini dell’ordine di demolizione non è limitata all’autore materiale o al proprietario: può riguardare anche chi, in relazione all’opera abusiva, ne abbia la disponibilità e ne tragga utilità.

  • art. 7 l. 241/1990

    la natura vincolata dell’ingiunzione a demolire non consente di assegnare rilevanza alla partecipazione procedimentale del privato e determina la degradazione della lamentata violazione dell’art. 7 l. 241 del 1990 a mera irregolarità non invalidante ai sensi dell’art 21 octies della legge citata.

    Per l’ingiunzione di demolizione, la violazione dell’obbligo di comunicazione di avvio non comporta di per sé l’annullabilità dell’atto, data la natura vincolata del potere.

  • art. 21-octies l. 241/1990

    la natura vincolata dell’ingiunzione a demolire non consente di assegnare rilevanza alla partecipazione procedimentale del privato e determina la degradazione della lamentata violazione dell’art. 7 l. 241 del 1990 a mera irregolarità non invalidante ai sensi dell’art 21 octies della legge citata.

    La violazione della comunicazione di avvio, nel procedimento vincolato che conduce all’ordine di demolizione, è una mera irregolarità non invalidante.

  • art. 3, comma 1, lett. e), d.P.R. 380/2001

    le due tettoie, per dimensioni, tipologia costruttiva, materiali e modalità di ancoraggio non integrano una mera pertinenza o un arredo esterno, ma incidono stabilmente e durevolmente sull’assetto edilizio preesistente, determinando nuovo volume e nuovo carico urbanistico ed integrando una nuova costruzione, ai sensi dell’art. 3, comma 1, lett. e), d.P.R. n. 380/2001, che richiede il permesso di costruire

    Le tettoie che, per caratteristiche costruttive e consistenza, incidono stabilmente sull’assetto edilizio, creando volume e carico urbanistico, sono nuove costruzioni soggette a permesso di costruire.

  • d.P.R. 31/2017, Allegato B

    quanto alla sostituzione della pavimentazione, essa integra una trasformazione permanente dei luoghi insuscettibile di essere realizzata con semplice SCIA; il ricorrente, peraltro non articola alcuna critica specifica in ordine a quanto osservato nell’impugnato diniego di autotutela con riguardo al difetto dell’autorizzazione paesaggistica semplificata (allegato B del d.P.R. 31 del 2017), ricadendo l’opera all’interno del centro storico, e del nulla osta per essere l’immobile sottoposto a vincolo monumentale;

    La sostituzione della pavimentazione, qualificata come trasformazione permanente in centro storico, non è realizzabile con la sola SCIA; nel caso concreto il giudice ha inoltre rilevato la necessità dell’autorizzazione paesaggistica semplificata e del nulla osta dovuto al vincolo monumentale.

Massime di principio

  • Sono legittimi destinatari dell’ordine di demolizione non soltanto gli autori materiali e i proprietari dell’area, ma anche soggetti che abbiano un rapporto qualificato con l’opera abusiva, la detengano o la utilizzino traendone un vantaggio diretto e attuale e contribuiscano alla sua permanenza sul territorio in violazione della disciplina urbanistica.
  • La mancata comunicazione di avvio nel procedimento che conduce a un’ingiunzione di demolizione, provvedimento vincolato, costituisce una mera irregolarità non invalidante ai sensi dell’art. 21-octies l. 241/1990.
  • Tettoie che, considerate per dimensioni, tipologia costruttiva, materiali e modalità di ancoraggio, incidono stabilmente sull’assetto edilizio, determinando nuova volumetria e nuovo carico urbanistico, integrano nuove costruzioni soggette a permesso di costruire e, in area vincolata, all’autorizzazione paesaggistica.
  • La preesistenza di opere abusive rispetto alle date rilevanti deve essere provata con elementi idonei; un verbale di sopralluogo successivo e fotografie prive di data non sono sufficienti a dimostrare l’anteriorità dei manufatti al 1967 o all’imposizione del vincolo paesaggistico.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniTitoli abilitativi ediliziAutorizzazione paesaggisticaSanatoria paesaggistica
RamiEdiliziaBeni culturali e paesaggio
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiVizi formali non invalidantiOnere della prova e principio dispositivoDiscrezionalità amministrativa e tecnica

Testo integrale

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