Sentenza n. 201/2026 - Roma, Sezione 5Q
Per la dichiarazione di illegittimità del silenzio serbato dal MAECI in ordine alla richiesta del 17/9/2025 di un appuntamento per la formalizzazione dell’istanza di visto per motivi di studio.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: silenzio serbato sulla richiesta di fissazione di un appuntamento per formalizzare l’istanza di visto per motivi di studio
Esito
Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha dedotto l’illegittimità del silenzio formatosi sulla richiesta del 17 settembre 2025, diretta a ottenere un appuntamento presso l’Ambasciata d’Italia a Islamabad per la formalizzazione dell’istanza di visto d’ingresso per motivi di studio. La domanda è stata proposta ai sensi dell’art. 117 c.p.a., sostenendo che la competente sede diplomatico-consolare fosse obbligata a provvedere e che l’inerzia, protrattasi oltre il termine previsto per la conclusione del procedimento, avesse determinato un arresto procedimentale. La controversia riguarda in particolare la qualificazione della fissazione dell’appuntamento quale fase preliminare integrante il procedimento di rilascio del visto e, quindi, soggetta al sindacato del giudice amministrativo sull’inerzia.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso. Ha ritenuto che la fissazione dell’appuntamento presso l’Ambasciata, necessaria per formalizzare l’istanza di visto, costituisca parte integrante del procedimento amministrativo e non una fase sottratta al controllo giurisdizionale. La richiesta di appuntamento è stata qualificata come istanza in senso tecnico, idonea a far sorgere l’obbligo di provvedere in capo alla sede diplomatica. Il termine per la conclusione del procedimento comprende anche la fase preliminare di fissazione dell’appuntamento e, ai sensi dell’art. 5, comma 8, d.P.R. 394/1999, non può superare complessivamente novanta giorni. Il Collegio ha ordinato all’Ambasciata d’Italia a Islamabad di convocare il ricorrente con la massima sollecitudine e comunque entro quindici giorni dalla comunicazione della sentenza. Le spese di lite sono state compensate, salvo il rimborso del contributo unificato eventualmente versato dal ricorrente, in ragione del periodo non significativamente esteso tra la richiesta e il ricorso e delle obiettive difficoltà organizzative rappresentate dal MAECI.
Norme richiamate
art. 117 c.p.a.
Disciplina l’azione avverso il silenzio della pubblica amministrazione; il ricorso è stato utilizzato per ottenere l’accertamento dell’illegittimità dell’inerzia e l’ordine di provvedere.
art. 5, comma 8, d.P.R. 394/1999
Il termine complessivo per la conclusione del procedimento di visto, comprensivo anche della fase preliminare di fissazione dell’appuntamento, non può superare novanta giorni.
art. 60 c.p.a.
La sentenza è stata pronunciata in forma semplificata, come indicato in epigrafe.
Massime di principio
- La richiesta di fissazione di un appuntamento necessario per formalizzare un’istanza di visto costituisce un’istanza in senso tecnico e può far sorgere l’obbligo di provvedere della competente sede diplomatico-consolare.
- La fase preliminare di fissazione dell’appuntamento, quando è necessaria per avviare formalmente il procedimento di rilascio del visto, è parte integrante del procedimento amministrativo e non può essere sottratta al sindacato del giudice amministrativo sull’inerzia.
- Nel procedimento di rilascio del visto, il termine per la conclusione comprende anche il periodo necessario alla convocazione dell’interessato e, ai sensi dell’art. 5, comma 8, d.P.R. 394/1999, non può superare complessivamente novanta giorni.
- L’inerzia della sede diplomatico-consolare che impedisca l’avvio o determini l’arresto del procedimento di visto può essere accertata come illegittima e può comportare l’ordine giudiziale di convocare l’interessato entro un termine assegnato dal giudice.
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