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Ordinanza

Ordinanza n. 179/2026 - Torino, Sezione 2

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, dell'ordinanza di demolizione n. -OMISSIS- del Comune di Torino del -OMISSIS- e notificata con Pec del -OMISSIS-, avente ad oggetto “Pratica n. -OMISSIS-- Demolizione n. -OMISSIS- - Interventi eseguiti in assenza di permesso di costruire, in totale difformità o con variazioni essenziali - -OMISSIS-(N.C.E.U. Foglio -OMISSIS-”, nonché di ogni altro atto connesso.

Giustizia amministrativa202600675

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Piemonte - Torino, Sez. IIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza comunale di demolizione e rimessa in pristino relativa a interventi edilizi asseritamente eseguiti in assenza di permesso di costruire, in totale difformità o con variazioni essenziali

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietario o destinatario dell'ordine edilizio)

Prevale il privato

La controversia

La società ha impugnato, chiedendone la sospensione cautelare, l'ordinanza di demolizione adottata dal Comune di Torino nei confronti indistintamente di tre soggetti. Il giudice ha rilevato, in sede di sommario esame cautelare, che l'atto non distingue le singole opere abusive riferibili a ciascun destinatario, in violazione dell'obbligo di determinatezza particolarmente rigoroso per un provvedimento afflittivo. È stata inoltre dedotta o comunque rilevata l'insufficienza del pregresso verbale di sopralluogo a colmare tale indeterminatezza e la dubbia riconducibilità della permanenza di un telo di copertura alle fattispecie sanzionatorie degli artt. 27, comma 2, e 31 del d.P.R. n. 380/2001 e dell'art. 167 del d.lgs. n. 42/2004.

La decisione

Il TAR ha accolto la domanda cautelare e ha sospeso l'efficacia dell'ordinanza di demolizione. La prognosi cautelare è fondata, anzitutto, sulla manifesta indeterminatezza dell'ordine, che ingiunge la rimessione in pristino a tre soggetti senza specificare quali opere abusive siano imputabili a ciascuno; tale vizio non può essere sanato mediante rinvio al verbale di sopralluogo. Il giudice ha altresì ravvisato dubbi sulla riconducibilità della permanenza del telo di copertura alle norme edilizie e paesaggistiche poste a fondamento dell'ordinanza. La trattazione di merito è stata fissata per il 12 maggio 2027. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la domanda cautelare nel processo amministrativo; sulla base di tale disposizione il TAR ha esaminato e accolto la richiesta di sospensione dell'efficacia dell'ordinanza impugnata.

  • art. 27, comma 2, d.P.R. n. 380/2001

    Il giudice ha ritenuto quantomeno dubbia l'applicabilità della disposizione alla permanenza del telo di copertura.

  • art. 31 d.P.R. n. 380/2001

    Il giudice ha ritenuto quantomeno dubbia la riconducibilità della permanenza del telo di copertura alla fattispecie sanzionatoria edilizia richiamata nell'ordinanza.

  • art. 167 d.lgs. n. 42/2004

    Il giudice ha ritenuto quantomeno dubbia l'applicabilità della disciplina paesaggistica alla permanenza del telo di copertura.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. n. 196/2003

    Richiamato quale fondamento dell'oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, unitamente alla normativa nazionale sulla protezione dei dati personali, quale fondamento dell'oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Un'ordinanza di demolizione rivolta a più destinatari deve individuare con sufficiente determinatezza le singole opere abusive riferibili a ciascuno di essi; l'ingiunzione indistinta della rimessione in pristino viola un obbligo di determinatezza particolarmente rigoroso per la natura afflittiva della misura.
  • L'indeterminatezza dell'ordinanza di demolizione non può essere colmata mediante il mero rinvio a un pregresso verbale di sopralluogo, se l'atto dispositivo non consente autonomamente di individuare le opere e gli obblighi imputabili a ciascun destinatario.
  • In sede cautelare, la dubbia riconducibilità dell'opera alle fattispecie sanzionatorie edilizie e paesaggistiche poste a fondamento dell'ordinanza costituisce elemento idoneo a sostenere la sospensione dell'efficacia del provvedimento.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniSanatoria paesaggistica
RamiEdiliziaBeni culturali e paesaggio
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiTutela cautelareDifetto di motivazionePrincipio di legalità e tipicità

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