Sentenza del 17/09/2015 n. 3923 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia
I - ACCERTAMENTO - Processo verbale di constatazione - Contestazione - Querela di falso - Necessaria. II - Scudo fiscale - Effetti premiali - Attività scudate - Preclusione accertamento - Sussiste.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
La controversia riguardava, da un lato, il valore probatorio del processo verbale di constatazione redatto dalla Guardia di Finanza o dagli organi di controllo fiscale e, dall’altro, l’effetto preclusivo della dichiarazione riservata presentata ai sensi dello scudo fiscale previsto dal d.l. 78/2009, art. 13-bis. Il contribuente sosteneva che i dati contenuti nel PVC potessero essere superati mediante prove contrarie e che le attività oggetto di rimpatrio o regolarizzazione non potessero essere sottoposte ad accertamento.
La decisione
La sentenza ha affermato che il PVC è assistito da fede privilegiata ai sensi dell’art. 2700 c.c. quanto ai fatti attestati come avvenuti in presenza dei verificatori o da loro compiuti, e che tali risultanze non possono essere semplicemente sconfessate con prove contrarie: per contestarne la veridicità è necessaria la querela di falso. Ha inoltre riconosciuto allo scudo fiscale effetti premiali sostanziali, ritenendo che la dichiarazione riservata protegga il contribuente dalle implicazioni fiscali della detenzione delle attività regolarizzate o rimpatriate e precluda l’accertamento per i periodi d’imposta ancora accertabili, nei limiti e alle condizioni previste dalla disciplina.
Norme richiamate
Art. 2700 del codice civile
L’atto pubblico fa piena prova, fino a querela di falso, della provenienza del documento dal pubblico ufficiale che lo ha formato, nonché delle dichiarazioni delle parti e degli altri fatti che il pubblico ufficiale attesta avvenuti in sua presenza o da lui compiuti.
Il processo verbale di constatazione redatto da un pubblico ufficiale gode di fede privilegiata per i fatti direttamente constatati o compiuti dal verbalizzante. La contestazione della veridicità di tali fatti richiede la proposizione della querela di falso.
Decreto-legge n. 78/2009, art. 13-bis
Dichiarazione riservata e disciplina dello scudo fiscale.
La regolarizzazione o il rimpatrio delle attività estere produce effetti premiali e, nei limiti previsti dalla legge, impedisce all’Amministrazione finanziaria di procedere ad accertamenti fiscali collegati alla detenzione delle attività oggetto dello scudo per i periodi ancora accertabili.
Massime di principio
- Un PVC non è automaticamente incontestabile in ogni sua parte: la fede privilegiata riguarda i fatti direttamente percepiti o compiuti dal pubblico ufficiale, mentre valutazioni, deduzioni e ricostruzioni possono essere contestate con i normali mezzi di prova.
- Quando si nega la veridicità materiale di un fatto attestato dal pubblico ufficiale come avvenuto in sua presenza, la semplice produzione di prove contrarie può non essere sufficiente ed è normalmente necessaria la querela di falso.
- Gli istituti premiali, come lo scudo fiscale, possono comportare una preclusione all’accertamento, ma tale effetto opera solo se sono rispettati i requisiti soggettivi, oggettivi e temporali previsti dalla legge.
- La protezione dello scudo fiscale riguarda le attività effettivamente rimpatriate o regolarizzate e le conseguenze fiscali coperte dalla disciplina; non costituisce necessariamente una sanatoria generale per fatti diversi o per violazioni estranee a tali attività.
- In casi analoghi è essenziale distinguere tra la contestazione dei fatti materiali riportati nel verbale e la contestazione delle conclusioni giuridiche o fiscali dell’ufficio, oltre a verificare il periodo d’imposta e l’esatta portata dell’eventuale effetto preclusivo.
Testo integrale
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