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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 48782/2023 del 07/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza di conferma della Corte d'Appello che li aveva condannati per furto (riqualificato dall'originaria imputazione di riciclaggio), deducendo: 1) assenza di contribuzione causale al reato, in quanto le sottrazioni sarebbero state poste in essere esclusivamente dal direttore della filiale (Baschiera); 2) mancanza dell'elemento soggettivo (dolo), poiché i ricorrenti avrebbero ingenuamente confidato nella buona fede del direttore e si sarebbero semplicemente limitati a richiedere somme dopo il rigetto dei fidi, senza consapevolezza della illiceità.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto legittima la valutazione del giudice di merito secondo cui le dichiarazioni del direttore Baschiera erano attendibili e corroborate da riscontri esterni (tra cui contabili trovate in possesso degli imputati e difformi dalle registrazioni ufficiali della banca). La sentenza ha richiamato la nozione di "doppia conforme" (sentenza di primo grado e appello che formano un unicum motivazionale) e ha escluso vizi manifesti di illogicità o contraddittorietà nella motivazione. Inoltre la Corte ha richiamato il principio di inammissibilità del ricorso che ripropone motivi già valutati e ritenuti infondati. Conseguentemente i ricorrenti sono condannati al pagamento delle spese processuali e a versare euro 3.000 ciascuno alla cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • Codice penale, art. 624 (furto)

    La condotta è stata ritenuta riconducibile al delitto di furto, con applicazione delle norme penali sul reato principale in relazione ai fatti di appropriazione delle somme.

  • Codice penale, art. 625 n.2 (circostanze aggravanti)

    È stata applicata la circostanza aggravante prevista dall'art. 625 n.2 in relazione alla modalità e agli esiti del reato, contribuendo alla determinazione della pena.

  • Codice penale, art. 61 n.11 (concorrente di persone nel reato)

    Si è ritenuta la responsabilità in concorso, applicando i criteri di partecipazione al reato e valutando i contributi causali e la volontà degli imputati.

  • Decreto legislativo 10 ottobre 2022, n. 150 (riforma "Cartabia")

    La Corte ha precisato che la costituzione di parte civile non revocata equivale a querela ai fini della procedibilità per reati che, dopo la riforma, sono procedibili a querela; pertanto la parte civile della banca garantisce la procedibilità.

  • Codice di procedura penale, art. 591 comma 1 lett. c) (inammissibilità per aspecificità dei motivi)

    Richiamata per affermare l'inammissibilità dei ricorsi che non pongono censure specifiche ma si limitano a riproporre motivi già esaminati e ritenuti infondati dal giudice d'appello.

Massime di principio

  • Se la sentenza di primo grado e quella d'appello sono "conformi" (doppia conforme), la Cassazione valuta il complesso motivazionale come un unico corpo e richiede vizi manifesti di illogicità o contraddittorietà per ammettere il ricorso.
  • Le dichiarazioni di un coautore o del direttore (confessione o ammissione) possono fondare la condanna se corredate da riscontri esterni oggettivi (documenti, contabili, incongruenze nelle scritture ufficiali).
  • La mera rappresentazione alternativa dei fatti in Cassazione, senza censure specifiche e argomentate sulla motivazione del giudice di merito, è di regola inammissibile.
  • La presenza di documentazione privata (contabili, registri) in possesso degli imputati che non trova riscontro nelle scritture ufficiali dell'ente è elemento di riscontro esterno idoneo a sostenere la colpevolezza.
  • Dopo la riforma (d.lgs. 150/2022), la costituzione di parte civile non revocata può essere considerata equivalente alla querela ai fini della procedibilità per reati divenuti procedibili a querela.

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