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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 45933/2022 del 05/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza che aveva rigettato l'istanza di riparazione per ingiusta detenzione relativamente al reato di tentata rapina. Sosteneva che la Corte d'appello aveva attribuito a lui elementi di fatto riconducibili al coimputato Misuraca (es. rinvenimento di oggetti nell'automobile di quest'ultimo) o circostanze poi risultate insussistenti (partecipazione a altre rapine), che il possesso di oggetti di uso comune (taglierino, occhiali da sole, scaldacollo) non può configurare colpa grave, e che l'associazione con un soggetto senza precedenti non può invece costituire di per sé colpa grave. Inoltre lamentava che la misura cautelare era stata mantenuta anche dopo chiarimenti sul fatto che gli imputati non si stavano dirigendo verso la banca e dopo un non luogo a procedere per altre rapine.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che il giudice di merito avesse correttamente valutato gli elementi di fatto (il ritrovamento, all'atto del controllo, di un grosso taglierino in possesso del ricorrente, occhiali da sole, scaldacollo; il coltello del coimputato; sul sedile posteriore manette e un dito in lattice) e che, pur avendo la sentenza di merito assolto per una diversa interpretazione giuridica del tentativo, gli elementi materiali non sono stati smentiti. La Corte ha applicato il principio secondo cui il giudice di legittimità verifica la coerenza logico-argomentativa della motivazione ma non può rinnovare la valutazione di fatto; ha condiviso la conclusione secondo cui la condotta del Franceschini integri una "colpa grave" ai sensi dell'art. 314 cod. proc. pen., poiché aveva creato l'apparenza di piena partecipazione all'attività criminosa e così resa prevedibile l'adozione di un provvedimento restrittivo. Conseguentemente il ricorso è stato respinto e il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e alla rifusione delle spese in favore dell'Amministrazione resistente (liquidate in euro 1.000).

Norme richiamate

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Tale norma è stata interpretata nel senso che la Corte di Cassazione, nell'esame del vizio di motivazione, è limitata a valutare la coerenza logico-argomentativa della decisione e non può sostituirsi ai giudici di merito nella rivalutazione degli elementi di fatto.

  • art. 314 cod. proc. pen.

    La norma sulle riparazioni per ingiusta detenzione è stata applicata nella versione che esclude la riparazione quando la detenzione derivi da colpa grave del detenuto; la Corte ha ritenuto che la condotta del ricorrente configurasse colpa grave, idonea a escludere il diritto alla riparazione.

Massime di principio

  • Il giudice della riparazione può escludere l'obbligo di riparazione se rileva una colpa grave dell'imputato che abbia concretamente contribuito a creare l'apparenza di responsabilità penale, anche se poi vi sia stata assoluzione o non luogo a procedere per motivi interpretativi.
  • La Corte di Cassazione è limitata a verificare la logicità e la coerenza della motivazione dei giudici di merito; non può rimettere in discussione gli accertamenti di fatto se questi risultano non contraddittori o manifestamente illogici.
  • Il possesso di strumenti o oggetti, se valutato nel complesso delle circostanze (luogo, comportamento, rinvenimenti sull'autovettura, elementi idonei a strumenti per forzare sistemi di sicurezza), può essere considerato, in concreto, elemento indicativo di condotte di grave negligenza idonee a giustificare l'intervento dell'autorità e la misura restrittiva.
  • L'assoluzione fondata su una diversa valutazione giuridica del tentativo non annulla automaticamente la rilevanza, ai fini della riparazione, di comportamenti materiali che abbiano ragionevolmente indotto gli investigatori a intervenire.

Testo integrale

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