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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 6556/2025 del 12/03/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Europcar ha chiesto l'ammissione al passivo del fallimento per un credito di regresso verso la fallita (derivante dall'essere coobbligata solidalmente rispetto ad Automar S.p.A.), chiedendo l'ammissione con riserva di un credito condizionato all'eventuale pagamento che Automar dovesse ottenere. Il tribunale ha rigettato la domanda rilevando che Europcar non aveva pagato Automar e quindi non aveva ancora maturato alcun diritto di regresso. Europcar ha poi dedotto sopravvenienze (sentenze di merito e pagamenti intervenuti tra lei e Automar), ma la Corte di Cassazione ha ritenuto tali sopravvenienze inammissibili in sede di legittimità salvo che non mutino in modo definitivo e irreversibile la situazione giuridica controversa.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato il principio per cui il diritto di regresso del coobbligato in solido (o del fideiussore) nasce solo al momento del pagamento integrale del creditore comune; pertanto un coobbligato che non abbia pagato non può essere ammesso al passivo del fallimento con riserva per un credito condizionale. Le memorie e le sopravvenienze documentali prodotte nel giudizio di cassazione non sono state ritenute rilevanti perché non hanno determinato una modifica definitiva e irreversibile della situazione giuridica controversa. Sul piano processuale la Corte ha inoltre dato atto della possibile integrazione del contributo unificato da parte della ricorrente secondo la normativa vigente.

Norme richiamate

  • art. 1299 c.c.

    richiamato in tema di rapporti interni tra coobbligati: il debitore in solido può ripetere dai condebitori la parte di ciascuno, ma il diritto di regresso richiede il pagamento effettivo

  • art. 7-ter d.lgs. n. 286/2005

    richiesto per spiegare la solidarietà rispetto alla prestazione che ha originato la pretesa di Automar; utilizzato per inquadrare la qualità di coobbligata della ricorrente

  • art. 61, comma 2, l.fall.

    interpretato nel senso che il regresso del coobbligato ha natura concorsuale e, pur esercitabile dopo il pagamento posteriore alla dichiarazione di fallimento, il credito di regresso nasce solo a seguito del pagamento integrale

  • art. 55, comma 3, l.fall.

    richiamato per spiegare i limiti dell'ammissione al passivo con riserva: la norma sui crediti soggetti a condizione è eccezionale e non può essere estesa ai diritti la cui esistenza dipende da un fatto non maturato prima dell'apertura del concorso

  • art. 96 l.fall.

    citato in relazione alla riserva richiesta in sede di ammissione al passivo; la Corte valuta la riserva alla luce delle regole sul concorso dei creditori

  • art. 101 l.fall.

    richiamato in tema di sbarramento temporale e rischio connesso alla rapida liquidazione dell'attivo; giustifica il rigore sul regime delle ammissioni tardive e con riserva

  • artt. 113, 117, 127 l.fall.

    richiamati come parte dello "statuto speciale" del credito ammesso con riserva per sottolineare la speciale tutela e i limiti dell'ammissione con riserva

  • art. 112 c.p.c.

    richiamato nei motivi di cassazione (presunta violazione e falsa applicazione) in ordine a valutazioni di fatto e di diritto compiute dal giudice di merito

  • art. 360 c.p.c. nn. 3 e 5

    richiamati come norme di censura in cassazione (violazione di norme processuali e omesso esame di fatto decisivo); la Corte li dichiara infondati rispetto alla vicenda

  • art. 372 c.p.c.

    richiamato per delimitare i casi in cui è consentita la produzione di nuovi documenti e di fatti sopravvenuti in sede di legittimità

  • artt. 378 e 380-bis c.p.c.

    citati per spiegare la funzione delle memorie in cassazione: servono a chiarire le tesi già dedotte, non a introdurre nuovi fatti o eccezioni che richiedano accertamenti di fatto

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002 e art. 1, comma 17, l. n. 228/2012

    richiamati per la questione del contributo unificato: la Corte rileva la sussistenza dei presupposti per un eventuale ulteriore versamento da parte della ricorrente

  • art. 24 Cost.

    menzionato nei motivi di ricorso come mezzo di censura (violazione del diritto di difesa), ma la Corte non ritiene fondata tale censura

Massime di principio

  • Il diritto di regresso del coobbligato in solido nasce solo al momento dell'avvenuto pagamento integrale al creditore comune; prima del pagamento non sussiste un credito di regresso ammissibile al passivo.
  • Un coobbligato che non abbia pagato non può essere ammesso al passivo del fallimento con riserva per un credito condizionale la cui esistenza dipende dal pagamento futuro.
  • Se il coobbligato paga dopo la dichiarazione di fallimento, il credito di regresso ha natura concorsuale e potrà essere insinuato e valutato nei limiti e nelle forme previsti dalle regole del concorso dei creditori, previa prova dell'avvenuto pagamento.
  • In sede di Cassazione le memorie non possono essere usate per introdurre nuove eccezioni o fatti sopravvenuti che richiedano accertamenti di fatto, salvo che la sopravvenienza abbia determinato una modificazione definitiva e irreversibile della situazione giuridica controversa.
  • L'ammissione con riserva è una misura eccezionale, applicabile restrittivamente e, in generale, non estendibile a diritti la cui esistenza stessa dipende da fatti non realizzati prima dell'apertura del fallimento.
  • Chi intende far valere un credito di regresso deve provare il pagamento integrale al creditore comune per poter ottenere l'ammissione del relativo credito al passivo; il rischio di riparto e di esaurimento dell'attivo rimane a carico del solvens che non abbia ottenuto prima l'ammissione con riserva.

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