Cassazione Civile, Sentenza n. 6537/2025 del 12/03/2025
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Controversia relativa alla legittimità e alla rimozione di impianti (autoclave, canna fumaria, tubazioni gas, tubazione di troppo pieno, puntazza impianto elettrico) installati su giardino/autorimessa che originariamente facevano parte del medesimo compendio immobiliare. La questione verteva sulla titolarità del giardino (proprietà esclusiva vs pertinenza comune ai due fabbricati), sulla legittimità delle opere in forza di atto di donazione del 1988 e sulla conformità alle norme sulle distanze e sulla pericolosità (in particolare artt. 889 e 890 c.c.). Il ricorrente principale (Eustachio) deduceva carenza, contraddittorietà e apparente motivazione da parte della Corte d'appello; la resistente (Nunzia) chiedeva il riconoscimento della proprietà esclusiva del giardino e la rimozione di specifici manufatti per violazione di distanze e di norme di sicurezza. Il contenzioso comprendeva anche domanda di manleva tra Gallo ed Eustachio.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il primo motivo del ricorso principale (vizio di motivazione apparente/contraddittoria della Corte d'appello) ritenendo la motivazione sulla tubazione del gas inconferente e inconciliabile con gli altri accertamenti; ha quindi cassato la sentenza impugnata nei punti relativi ai motivi accolti. Ha altresì accolto i primi sette motivi del ricorso incidentale (della resistente) riguardanti, in particolare, l'accertamento del regime di proprietà/pertinenza del giardino, la canna fumaria e l'autoclave (per la quale la Corte territoriale aveva dato motivazione apodittica escludendo l'applicabilità dell'art. 889). Alcuni motivi incidentali sono stati invece dichiarati assorbiti. La Corte ha disposto il rinvio alla Corte d'appello di Bari in diversa composizione per il nuovo esame e per la liquidazione delle spese di legittimità. Di fatto la sentenza di appello è stata cassata in relazione ai profili di motivazione e ai punti di diritto indicati, con necessità di nuovo giudizio sulla proprietà del giardino, sulla legittimità di singoli manufatti e sull'applicazione delle norme sulle distanze e sulla pericolosità.
Norme richiamate
Costituzione, art. 111 co. 6
garantisce il minimo costituzionale di motivazione delle decisioni giudiziarie; la Corte ha ritenuto violato il principio per motivazione apparente/contraddittoria nella sentenza di appello
Codice di procedura civile, art. 132 co. 2 n. 4
richiama i requisiti della motivazione della sentenza; censurata per contraddittorietà e carenza motivazionale
Codice di procedura civile, art. 360 co. 1 n. 5
limiti del sindacato di legittimità sulla motivazione in cassazione; il vizio riconosciuto è stato quello di motivazione apparente/contraddittoria rilevante costituzionalmente
Codice civile, art. 817
disciplina della servitù; richiamato in relazione alla qualificazione delle opere e alla possibile costituzione di servitù
Codice civile, art. 818
regole sulle servitù e modalità di costituzione; rilevante per la discussione sulla validità delle servitù non trascritte o prive di forma
Codice civile, art. 889
regola le distanze per cisterne e depositi pericolosi: la qualificazione di alcuni impianti (es. autoclave/serbatoi) rispetto alla nozione di 'cisterna' è stata contestata; la Corte richiede adeguata motivazione in relazione all'art. 889
Codice civile, art. 890
previsione di presunzione di pericolosità per fabbriche e depositi: se esiste un regolamento comunale la presunzione è assoluta; in mancanza è relativa e superabile con prova; la Corte ha ritenuto che la Corte territoriale non abbia svolto l'accertamento necessario in relazione alla canna fumaria
Codice civile, art. 949
riguarda l'onere della prova sulla proprietà e sul possesso; richiamato rispetto all'accertamento della proprietà esclusiva del giardino
Codice civile, art. 1102
disciplinante l'uso della cosa comune; evocato nella valutazione delle relazioni tra proprietà dei fabbricati e uso del giardino
Codice civile, art. 1117
elenco delle parti comuni dell'edificio; invocato nella discussione sulla natura del complesso immobiliare e pertinenze
Codice di procedura civile, art. 112
divieto per il giudice di decidere oltre o diversamente da quanto chiesto dalle parti; censurata come violata per aver introdotto elementi non dedotti dalle parti
D.P.R. n. 412/1993, art. 5
normativa tecnica richiamata nel ricorso incidentale in relazione alla canna fumaria e alle distanze/standard di sicurezza
Massime di principio
- La qualificazione della proprietà (proprietà esclusiva vs pertinenza o proprietà comune) è centrale: il giudice deve esaminare e motivare compiutamente gli atti di provenienza, le mappe catastali, l'uso esclusivo e gli accessi per determinare il regime giuridico del suolo.
- In caso di impianti potenzialmente pericolosi (es. canne fumarie, depositi, tubazioni gas) va applicata la presunzione di pericolosità di cui all'art. 890 c.c.: se esiste un regolamento comunale che fissa distanze la presunzione è assoluta; in mancanza il giudice deve valutare le prove che possono superare la presunzione.
- La distinzione tra autoclave/serbatoio e 'cisterna' ai fini dell'art. 889 c.c. richiede motivazione e incertezza non può essere risolta apoditticamente: occorre verificare natura, capienza, materiali e pericolosità reale dell'impianto.
- Le servitù o diritti reali che incidono sulla proprietà altrui richiedono regole formali per la loro costituzione e trascrizione quando previsto; se la titolarità di un diritto è sostanzialmente derivata da atti anteriori (es. donazione) questi atti devono essere valutati compiutamente per stabilire la legittimità delle opere.
- Il giudice d'appello deve fornire una motivazione coerente e non contraddittoria: carenze motivazionali gravi (motivazione apparente o inconciliabile) sono sindacabili in cassazione e possono portare alla cassazione e al rinvio.
- Quando la controversia coinvolge più parti con domande incrociate (inclusa richiesta di manleva), il giudice deve chiarire gli effetti patrimoniali e le responsabilità tra i diversi soggetti e motivare ogni pronuncia di condanna alla manleva.
- In ipotesi di opere realizzate sul confine o su aree contese, la prova dell'accesso esclusivo, delle mappe e dei titoli è decisiva; l'omessa valutazione di elementi documentali determinanti può determinare l'annullamento della decisione e il rinvio per un nuovo esame.
- In caso di dubbio sulla sicurezza o conformità alle norme tecniche locali, è opportuno richiedere accertamenti tecnici (CTU specifiche) e valutare eventuali conformità a regolamenti edilizi o norme comunali prima di disporre la rimozione.
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