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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17018/2022 del 02/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso contestava principalmente la nullità assoluta della notifica del decreto di citazione a giudizio di primo grado, notificato al domicilio eletto il 11/6/2008, mentre l'imputato era e rimaneva detenuto per altra causa e dunque non aveva conoscenza del processo né della vocatio in iudicium; si deduceva che il processo era stato celebrato in sua assenza non volontaria (processo in absentia illegittimo). Inoltre si censurava la qualificazione in due reati autonomi di ricettazione in continuazione laddove l'azione di ricezione dell'autovettura con targa furtiva era essenzialmente unica, e si rimproverava la mancata motivazione nel riconoscimento della recidiva qualificata.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo: ha accertato la nullità assoluta della notifica del decreto di citazione e l'assenza di conoscenza effettiva del processo da parte dell'imputato, escludendo che la presenza di difensori d'ufficio potesse sanare la nullità. I secondi motivi sono stati assorbiti. La Corte ha annullato senza rinvio la sentenza della Corte di appello e la sentenza di primo grado e ha disposto la trasmissione degli atti al Tribunale di Tivoli per nuovo giudizio.

Norme richiamate

  • art. 606, comma 1, cod. proc. pen.

    Uso come testuale elencazione delle categorie di motivi di ricorso per cassazione (lett. b, c, e richiamate per indicare i vizi denunciati).

  • art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    Norma procedurale richiamata per la proposizione del ricorso per cassazione a cura del difensore nominato.

  • art. 179, comma 1, cod. proc. pen.

    Richiamata per affermare la natura della nullità (assoluta e insanabile) della notifica irregolare che ha impedito la conoscenza effettiva del processo.

  • artt. 420-bis, 420-ter, 420-quater, 420-quinquies cod. proc. pen.

    Interpretati nel senso che il processo in absentia richiede la conoscenza sostanziale ed effettiva del procedimento da parte dell'imputato; l'assenza deve essere 'consapevole e volontaria' per essere legittima.

  • art. 97, comma 4, cod. proc. pen.

    Richiamato perché il difensore d'ufficio era stato nominato ai sensi di questa norma; la Corte ha però escluso che la nomina e la presenza del difensore di ufficio possano sanare la nullità derivante dalla mancata conoscenza dell'imputato.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez. U. e altre pronunce citate)

    Sez. U. n. 28912 del 28/2/2019; Sez. U. n. 23948 del 28/11/2019; Sez. U. n. 14573 del 25/11/2021; Sez. U. n. 119 del 27/10/2004; Corte Cost. n. 364/1988

    La Corte si è richiamata a orientamenti di legittimità che valorizzano il principio della conoscibilità sostanziale ed effettiva del processo e del concetto di incolpevole ignoranza quale fattore impeditivo della configurabilità del processo in absentia.

Massime di principio

  • La celebrazione di un processo in absentia è legittima solo se l'assenza dell'imputato è effettivamente consapevole e volontaria; la mera ritualità formale delle notifiche non è sufficiente a presumere tale consapevolezza.
  • Se l'imputato è detenuto per altro titolo e quindi non può avere conoscenza di un atto notificato al domicilio eletto, la notifica è inefficace e la conseguente sentenza è affetta da nullità assoluta insanabile.
  • La presenza o la nomina di un difensore d'ufficio non supplisce automaticamente alla mancanza di conoscenza effettiva del processo da parte dell'imputato, salvo prova di reale interlocuzione e rappresentanza fiduciaria.
  • Quando sussiste una nullità assorbente relativa al diritto di difesa e alla conoscenza del processo, i profili di merito (es. autonoma punibilità di fattispecie o valutazione della recidiva) restano assorbiti e non vengono esaminati fino al nuovo giudizio.
  • In casi analoghi, il rimedio praticabile è l'annullamento senza rinvio delle sentenze affette da nullità insanabile e la trasmissione degli atti per nuovo giudizio al giudice di primo grado competente.

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