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Sentenza

Sentenza del 05/04/2018 n. 1081 - Comm. Trib. Reg. per la Puglia

DISPOSIZIONI DI CARATTERE GENERALE - Domicilio fiscale - Attestazione dei vigili urbani - Sufficienza - Non sussiste

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La contestazione non è stata accolta. È stato affermato che grava sul ricorrente l'onere di provare che l'avviso sia stato notificato in un luogo diverso dalla propria residenza. A tal fine è necessario un certificato storico di residenza, mentre l'attestazione dei vigili urbani può dimostrare soltanto l'attuale dimora di fatto e non è sufficiente a provare la diversa residenza anagrafica al momento della notifica.

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente contestava la validità della notifica dell'avviso di accertamento, sostenendo che fosse stata effettuata in un luogo diverso dalla propria residenza. A sostegno della doglianza aveva prodotto un'attestazione dei vigili urbani relativa alla propria dimora. La questione riguardava l'idoneità di tale attestazione a dimostrare la residenza anagrafica e, quindi, l'erroneità del luogo di notificazione.

Massime di principio

  • Chi contesta la validità della notifica per errata indicazione della residenza deve fornire una prova documentale idonea, normalmente il certificato storico di residenza riferito alla data della notifica.
  • Un'attestazione della polizia municipale relativa alla dimora attuale non dimostra necessariamente quale fosse la residenza anagrafica in passato e, da sola, non è sufficiente a invalidare la notifica.
  • La contestazione della notifica non può basarsi su mere allegazioni: il contribuente deve dimostrare concretamente che l'atto è stato notificato in un luogo diverso da quello risultante dai registri anagrafici.
  • La dimora di fatto e la residenza anagrafica sono nozioni diverse; la prima non sostituisce automaticamente la prova della seconda.

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