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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 23132/2026 del 23/06/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Richiesta di restituzione nel termine ex art. 175 c.p.p. per poter proporre appello avverso la sentenza del Tribunale di Rimini del 13/01/2021 (condenna a 10 mesi per danneggiamento), per presumibile "ignoranza incolpevole" della pendenza del processo. Il ricorrente ha dedotto che la notifica della citazione a giudizio, effettuata al difensore di fiducia (Avv. Veronica Magnani), non sarebbe mai giunta a sua conoscenza; a supporto ha richiamato la rinuncia all'incarico dell'Avv. Magnani e il mancato ritiro di una raccomandata relativa a diverso procedimento del 2016 come indice di assenza di contatti tra assistito e difensore.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto che la nomina di un difensore di fiducia costituisce presunzione relativa di conoscenza del processo (ai sensi dell'art. 420-bis, comma 2 c.p.p.) e che il ricorrente non ha prodotto elementi persuasivi idonei a superare tale presunzione. Tra i fatti valutati: notificazione del decreto di citazione al difensore il 28/05/2018, la rinuncia dell'Avv. Magnani un mese dopo senza alcuna comunicazione di mancati contatti, e l'indicazione da parte del Dilecce di domicilio e numero di cellulare al momento dell'identificazione. Il mancato ritiro di una raccomandata in altro procedimento (2016) è stato ritenuto non determinante. La decisione è stata ritenuta logica e coerente; il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese del procedimento ai sensi dell'art. 616 c.p.p. (decisione resa il 3 giugno 2026).

Norme richiamate

  • art. 175 cod. proc. pen.

    Regola la restituzione nel termine per proporre appello quando l'imputato non ha avuto effettiva conoscenza del processo; è un rimedio generale per recuperare il potere di impugnativa.

  • art. 629-bis cod. proc. pen.

    art. 629-bis cod. proc. pen.

    Dispositivo che disciplina la rescissione del giudicato: rimedio straordinario volto a revocare una sentenza irrevocabile se la dichiarazione di assenza è stata pronunciata in difetto dei presupposti di legge.

  • art. 420-bis, comma 2, cod. proc. pen.

    art. 420-bis, comma 2, cod. proc. pen.

    La nomina di un difensore di fiducia costituisce indicazione (presunzione relativa) che chi nomina ha conoscenza della pendenza del processo; detta presunzione è superabile mediante allegazioni persuasive che rendano credibile l'ignoranza incolpevole.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Disciplina la liquidazione delle spese processuali: la parte privata che propone un ricorso rigettato può essere condannata al pagamento delle spese del procedimento.

Massime di principio

  • La nomina di un difensore di fiducia presuppone, in via relativa, la conoscenza della pendenza del procedimento e può legittimare la celebrazione del processo in assenza.
  • La presunzione derivante dalla nomina del difensore è "rebuttable": l'imputato deve però fornire allegazioni concrete e persuasivi elementi di fatto che rendano credibile l'ignoranza incolpevole, non meri rilievi generici.
  • I rimedi della restituzione nel termine (art. 175) e della rescissione del giudicato (art. 629-bis) possono concorrere e non sono necessariamente alternativi; ciascuno opera se ricorrono i propri presupposti (il primo per recuperare il potere di impugnazione, il secondo per ottenere la revoca della sentenza irrevocabile).
  • Circostanze come la notifica al difensore domiciliatario, la successiva rinuncia senza contestazione di mancati contatti e l'esistenza di recapiti (domicilio, cellulare) dell'imputato indeboliscono la tesi dell'ignoranza incolpevole.
  • Eventi riferiti ad altri procedimenti (es. mancato ritiro di una raccomandata in causa anteriore) hanno valore probatorio limitato e devono essere contestualizzati specificamente per risultare decisivi.
  • Per massimizzare le probabilità di successo in istanze di restituzione nel termine è consigliabile documentare con elementi verificabili (comunicazioni scritte, tentativi di contatto, attestazioni terze) la reale impossibilità di venire a conoscenza del processo e dimostrare l'assenza di colpevolezza o negligenza dell'imputato.

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