Sentenza n. 164/2026 - Lecce, Sezione 1
per il risarcimento del danno subito dalla società ricorrente a causa degli illegittimi provvedimenti adottati, nonché degli illeciti comportamenti tenuti dal Comune di Carovigno in relazione al piano di lottizzazione in località Pantanagianni, compreso in zone T25 (turistico – residenziale di ristrutturazione e completamento) e T35 (turistico – residenziale di espansione) del Programma di Fabbricazione vigente; previa, ove occorra, declaratoria di nullità o comunque annullamento della nota del Responsabile dell’area 3 Lavori Pubblici del Comune di Carovigno, datata 24 febbraio 2020, in quanto violativa/elusiva di giudicato inter partes, comunque illegittima.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: atti e comportamenti del Comune di Carovigno relativi alla mancata o ritardata stipula della convenzione attuativa di un piano di lottizzazione, nonché nota comunale del 24 febbraio 2020 dedotta come nulla, elusiva del giudicato o comunque illegittima
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società ha chiesto il risarcimento dei danni asseritamente derivanti da illegittimi provvedimenti e comportamenti del Comune di Carovigno, che avrebbero determinato la mancata o ritardata stipula della convenzione attuativa del piano di lottizzazione in località Pantanagianni e, di conseguenza, la mancata o ritardata vendita dei suoli e degli immobili da edificare. Ha inoltre chiesto, ove occorrente, la declaratoria di nullità o l'annullamento della nota del Responsabile dell’area 3 Lavori Pubblici del Comune del 24 febbraio 2020, deducendone la violazione o elusione del giudicato inter partes e, comunque, l’illegittimità. Nel corso del giudizio, prima della decisione, la società ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione del ricorso, chiedendone la declaratoria di improcedibilità e la compensazione delle spese.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., senza esaminare nel merito la domanda risarcitoria né le censure relative alla nota comunale. Il giudice ha applicato il principio dispositivo in senso ampio: quando il ricorrente dichiara espressamente, prima che la causa sia trattenuta in decisione, di non avere più interesse alla pronuncia, il giudice non può decidere il merito, procedere d’ufficio o sostituirsi alla parte nella valutazione dell’interesse ad agire, ma deve prendere atto della dichiarazione e dichiarare l’improcedibilità. Le spese sono state compensate, poiché le difese del Comune sono state depositate dopo la dichiarazione di sopravvenuto difetto di interesse.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
Il ricorso va dichiarato improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse.
La sopravvenuta carenza di interesse, espressamente dichiarata dal ricorrente prima della decisione, impone la declaratoria di improcedibilità del ricorso.
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
Massime di principio
- Nel processo amministrativo, la dichiarazione espressa del ricorrente di non avere più interesse alla decisione, resa prima che la causa sia trattenuta in decisione, impone al giudice di dichiarare l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse, senza decidere il merito d’ufficio o sostituirsi alla parte nella valutazione dell’interesse ad agire.
- Il principio dispositivo in senso ampio riconosce al ricorrente la disponibilità dell’azione sino al momento in cui la causa è trattenuta in decisione; in assenza di repliche o diverse richieste della controparte, il giudice deve conformarsi alla dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse.
- La dichiarazione di sopravvenuto difetto di interesse non comporta automaticamente la condanna alle spese della parte resistente quando le sue difese siano state depositate successivamente alla dichiarazione; in tale situazione le spese possono essere compensate.
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