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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 955/2023 del 13/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso straordinario per cassazione avverso la sentenza n. 38080/2021 della Corte di Cassazione che aveva dichiarato inammissibile il ricorso di Daveti contro la sentenza della Corte d'appello di Firenze (21.7.2020) che lo aveva riconosciuto responsabile di reati relativi a evasione di imposte e diritti doganali e falsità in documenti pubblici e informatici. Il ricorrente deduceva errori materiali e di fatto: 1) errata attribuzione al Daveti della compilazione dei modelli F24 (mai compilati né trasmessi da lui ma da altro studio), 2) errato apprezzamento delle intercettazioni e della normativa nazionale e comunitaria sui documenti informatici di accompagnamento della merce soggetta ad accisa, 3) errata applicazione della disciplina sulla procedura informatica e sui soggetti rilevanti in relazione alla falsità dei documenti informatici, 4) censura sull'eliminazione dell'aggravante di cui all'art. 291-ter DPR n. 43/1973 e sulla mancata applicazione della libertà vigilata.

La decisione

Il ricorso straordinario è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che le censure dedotte non configurino errori di fatto percepibili ai sensi dell'art. 625-bis c.p.p., ma consistano in valutazioni e interpretazioni di merito e di diritto (errore di giudizio) non sindacabili con il rimedio straordinario. La sentenza ha osservato che il ricorrente tentava di ottenere una nuova valutazione del compendio probatorio, operazione non consentita in Cassazione. Per l'inammissibilità è stata disposta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e a una sanzione pecuniaria.

Norme richiamate

  • art. 625-bis cod. proc. pen.

    Il rimedio straordinario previsto da tale norma è applicabile solo per errori di fatto di natura percettiva (svista o equivoco) che abbiano effettivamente influenzato la decisione; non è utilizzabile per censurare errori di valutazione, di giudizio o di interpretazione normativa.

  • art. 291-ter d.P.R. n. 43/1973

    Richiamato in relazione all'aggravante controversa; la Corte ha ritenuto che la dedotta eliminazione dell'aggravante attiene a valutazioni di merito sulla configurazione del reato (contrabbando) e non a un errore materiale deducibile con il rimedio straordinario.

Massime di principio

  • Il ricorso straordinario ex art. 625-bis c.p.p. è ammesso solo per errori di fatto percettivi (svista o fuorviante rappresentazione percettiva) che abbiano modificato l'esito della decisione; non può essere usato per rimettere in discussione valutazioni probatorie o interpretazioni di diritto.
  • Se si contesta l'attribuzione di atti (es. compilazione e trasmissione di F24) occorre dimostrare concretamente un errore materiale nella lettura o trascrizione degli atti del giudizio, non limitarsi ad affermazioni di diversa valutazione probatoria.
  • Le questioni di interpretazione della normativa doganale o sulla procedura informatica rientrano nella sfera del giudizio di diritto/merito e devono essere proposte nei gradi ordinari di impugnazione, non mediante ricorso straordinario per presunto errore di fatto.
  • Tentare una nuova valutazione del compendio probatorio in sede di legittimità o straordinaria è generalmente improduttivo: occorre limitarsi a censure di diritto o dimostrare specifici errori percettivi nei provvedimenti impugnati.
  • L'inammissibilità del ricorso straordinario può comportare condanna alle spese e applicazione di sanzione pecuniaria salvo che ricorra la mancanza di colpa nella determinazione dell'inammissibilità.

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