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Sentenza

Sentenza n. 497/2026 - Brescia, Sezione 2

per l'annullamento - del provvedimento pratica numero PE/2023/17000/ PDC, del 09/11/2023, protocollo di partenza n. 31045/2023 del 10/11/2023, avente ad oggetto “richiesta di integrazione documenti e sospensione termini” e del provvedimento pratica numero PE/2023/17000/AP_ORD, del 13/11/2023, protocollo di partenza n. 31230/2023 del 13/11/2023, avente ad oggetto “richiesta pagamento sanzione paesaggistica art. 34 dpr N. 380/2001 - MORETTI ROSSANA ELENA”, nonché di ogni altro atto presupposto o conseguente.

Giustizia amministrativa202400085

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Brescia, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: richiesta di integrazione documentale e sospensione dei termini, nonché richiesta di pagamento di una sanzione paesaggistica riferita all'art. 34 d.P.R. 380/2001

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato due atti adottati dal Comune nell'ambito di una pratica amministrativa: il primo avente a oggetto la richiesta di integrazione documentale e la sospensione dei termini; il secondo avente a oggetto la richiesta di pagamento di una sanzione paesaggistica indicata come riferita all'art. 34 d.P.R. 380/2001. Il testo non espone i motivi specifici di illegittimità dedotti nel ricorso. Successivamente, a seguito della definizione stragiudiziale della posizione, la ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione del giudizio e ha chiesto la declaratoria di improcedibilità, con compensazione delle spese.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, ai sensi degli artt. 35, comma 1, lettera c), e 85, comma 9, c.p.a. La dichiarazione della ricorrente, motivata dall'intervenuta definizione stragiudiziale della posizione, è stata depositata prima dell'udienza; il Comune vi ha aderito mediante atto depositato il 15 gennaio 2026. Non è stata quindi esaminata la legittimità degli atti impugnati né i motivi di ricorso. Le spese di lite sono state integralmente compensate.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a.

    Consente di dichiarare l'improcedibilità del ricorso quando sopravviene il difetto di interesse alla decisione.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato quale disposizione processuale applicabile alla definizione del giudizio in presenza della sopravvenuta carenza di interesse.

  • art. 34 d.P.R. 380/2001

    Indicato nell'oggetto dell'atto comunale impugnato quale riferimento della richiesta di pagamento della sanzione paesaggistica; il TAR non ne ha esaminato l'applicazione sostanziale.

Massime di principio

  • La sopravvenuta definizione stragiudiziale della posizione controversa, accompagnata dalla dichiarazione della parte ricorrente di non avere più interesse alla decisione, determina l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse quando non residui un'utilità concreta e attuale derivante dalla pronuncia.
  • Quando il ricorso è dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, il giudice non è tenuto a esaminare nel merito i motivi di illegittimità dedotti contro gli atti impugnati.
  • Le spese di lite possono essere integralmente compensate quando la definizione stragiudiziale della posizione interviene nel corso del giudizio e la parte resistente aderisce alla richiesta di improcedibilità.

Come è indicizzato

MaterieTitoli abilitativi ediliziSanatoria paesaggisticaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaBeni culturali e paesaggioProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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