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Ordinanza

Ordinanza n. 879/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 6

per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Prima) n. 14838/2023.

Giustizia amministrativa202400223

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VIRinvio pregiudiziale alla Corte di giustizia UEAzione di annullamento

Atto impugnato: Sentenza del TAR Lazio n. 14838/2023, nell'ambito di un giudizio sospeso e già oggetto di rinvio pregiudiziale alla Corte di giustizia

Esito

RIMESSIONE

La controversia

Il Consiglio di Stato, investito dell'appello e avendo già disposto la sospensione del giudizio e il rinvio pregiudiziale con ordinanza n. 4151/2025, ha ricevuto dalla Cancelleria della Corte di giustizia la richiesta di precisare se intendesse mantenere tutti o parte dei quesiti pregiudiziali, alla luce dell'ordinanza del 18 dicembre 2025 nella causa C-491/24 e della sentenza del 15 gennaio 2026 nella causa C-588/24. Il primo quesito, formulato al punto 53 dell'ordinanza n. 4151/2025, è stato ritenuto sostanzialmente riproduttivo di un quesito già sottoposto dalla stessa Sezione con ordinanza n. 6057/2024, sul quale la Corte di giustizia aveva già fornito ampia risposta. Il secondo quesito, formulato ai punti da 54 a 65 dell'ordinanza n. 4151/2025 e riferito alla rilevanza e all'onere della prova della concreta lesione del diritto di difesa ai fini dell'annullamento di un provvedimento adottato in violazione del termine ragionevole, è stato ritenuto ancora rilevante, poiché l'ordinanza di rinvio aveva sottoposto alla Corte ulteriori elementi con riguardo al principio di certezza giuridica, anche nella materia sanzionatoria.

La decisione

La Sezione ha dichiarato di non avere più interesse al primo quesito pregiudiziale, in quanto già sostanzialmente risolto dalla Corte di giustizia con l'ordinanza del 18 dicembre 2025 e dalla precedente giurisprudenza unionale. Ha invece confermato il proprio interesse alla decisione sul solo secondo quesito, ritenendo che permangano profili non integralmente esauriti dalle pronunce sopravvenute, in particolare con riguardo alla certezza giuridica e alla prova della concreta lesione del diritto di difesa. Il giudizio principale resta sospeso ai sensi dell'ordinanza n. 4151/2025. È stato disposto l'invio dell'ordinanza alla Corte di giustizia. Non è stata definita la controversia principale né pronunciata una decisione sull'appello o sulle spese.

Norme richiamate

  • art. 267 TFUE

    Il rinvio pregiudiziale costituisce un meccanismo istituzionale di dialogo tra giudice nazionale e Corte di giustizia; la decisione di adire la Corte spetta al giudice nazionale, indipendentemente dall'iniziativa delle parti.

  • art. 99 c.p.a.

Massime di principio

  • Nel procedimento pregiudiziale, la richiesta della Cancelleria della Corte di giustizia di precisare se il giudice nazionale intenda mantenere i quesiti non determina l'apertura di un autonomo incidente processuale nel giudizio principale, soprattutto quando quest'ultimo è già sospeso.
  • Il giudice nazionale del rinvio può dichiarare superato un quesito pregiudiziale quando la Corte di giustizia abbia già fornito una risposta sostanziale allo stesso quesito, anche mediante una precedente pronuncia resa in altra causa.
  • Il giudice nazionale può mantenere il rinvio limitatamente ai quesiti rispetto ai quali permangano profili rilevanti non integralmente risolti dalla giurisprudenza sopravvenuta, indicando gli ulteriori elementi interpretativi sottoposti alla Corte di giustizia.
  • Il coordinamento tra giudice nazionale e Corte di giustizia deve svolgersi secondo il principio di leale collaborazione e con modalità procedurali adeguate a rispettare le esigenze organizzative della Corte, senza trasformare necessariamente l'interlocuzione in un rito camerale tipico.

Come è indicizzato

MaterieRinvio pregiudiziale UE e questioni di costituzionalità
RamiProcesso amministrativo
IstitutiPrimato del diritto UE e disapplicazione

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