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Sentenza

Sentenza n. 11521/2026 - Roma, Sezione 5Q

ricorso avverso il silenzio serbato dall’Ambasciata d’Italia a Islamabad sulla richiesta di visto di ingresso per lavoro subordinato presentata dal ricorrente.

Giustizia amministrativa202603478

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio serbato dall'Ambasciata d’Italia a Islamabad sull’istanza di attivazione del procedimento per il rilascio di un visto di ingresso per lavoro subordinato

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha proposto ricorso ai sensi dell’art. 117 c.p.a. contro il silenzio dell’Amministrazione sull’istanza volta all’attivazione del procedimento per il rilascio di un visto di ingresso in Italia per motivi di lavoro subordinato, chiedendo una pronuncia che imponesse all’Amministrazione di procedere. Dopo la proposizione del ricorso, la competente sede diplomatica ha fissato un appuntamento per la presentazione della domanda di visto, attivando così il procedimento amministrativo.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. L’attivazione del procedimento da parte della sede diplomatica ha fatto venir meno l’interesse del ricorrente a ottenere una pronuncia giudiziale che condannasse l’Amministrazione a procedere. Le spese di lite sono state integralmente compensate, considerando l’enorme numero di richieste di visto gravante sulla sede diplomatica e la complessità dell’iter previsto dalla legge per la conclusione del procedimento.

Norme richiamate

  • art. 117 c.p.a.

    Disciplina il ricorso avverso il silenzio dell’Amministrazione; il ricorso è stato proposto per ottenere l’attivazione del procedimento relativo alla domanda di visto.

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Consente la declaratoria di improcedibilità quando, nel corso del giudizio, sopravviene il difetto di interesse alla decisione; tale effetto si è verificato perché l’Amministrazione ha successivamente attivato il procedimento.

Massime di principio

  • Nel giudizio avverso il silenzio, la sopravvenuta attivazione del procedimento amministrativo da parte dell’Amministrazione fa venir meno l’interesse del ricorrente a ottenere una pronuncia che imponga all’Amministrazione di procedere e determina l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse.
  • La fissazione dell’appuntamento necessario alla presentazione della domanda di visto costituisce, ai fini del giudizio contro il silenzio, attivazione del procedimento e rende improcedibile la domanda diretta esclusivamente a ottenere l’avvio della procedura.
  • La compensazione delle spese può essere disposta quando la sede diplomatica sia gravata da un elevato numero di richieste di visto e il procedimento presenti una particolare complessità, integrando tali circostanze giusti motivi.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaTermini e notificazione del ricorsoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

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