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Cassazione Penale, Ordinanza n. 18794/2025 del 19/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha impugnato la sentenza della Corte d'appello che aveva confermato la condanna di primo grado per un reato di frode contrattuale commesso in concorso e in continuazione. In Cassazione ha dedotto, in via principale, la violazione di legge per asserita tardività della querela ai sensi dell'art. 124 c.p., sostenendo che il termine non fosse correttamente decorso. Con nota successiva la difesa ha inoltre precisato di aver rinunciato in appello a tutti i motivi di gravame salvo quello sulla tardività della querela, ed ha eccepito la nullità della sentenza impugnata per avere la Corte territoriale deciso anche su motivi ai quali si era rinunciato. La Corte ha ritenuto il ricorso manifestamente infondato sulla querela, osservando che la decorrenza del termine per proporla è questione di merito, fondata sulla conoscenza certa del fatto-reato da parte del titolare, e che la motivazione della sentenza d'appello era congrua. Ha inoltre ritenuto inammissibile la censura sulla nullità perché non dedotta nel ricorso principale, ma introdotta solo con motivo successivo non consentito, in quanto eccedente il perimetro dei motivi originari.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende. Ha ritenuto manifestamente infondata la doglianza sulla tardività della querela, perché la Corte d'appello aveva correttamente individuato, con valutazione di merito adeguatamente motivata, il momento di decorrenza del termine. Ha inoltre escluso la dedotta nullità della sentenza d'appello, rilevando che la relativa censura era stata proposta solo in una nota successiva e non nel ricorso principale, quindi fuori dai limiti dei motivi nuovi ammissibili.

Norme richiamate

  • art. 124 c.p.

    termine per la presentazione della querela

    Il termine decorre dal momento in cui il titolare ha conoscenza certa, sulla base di elementi seri e concreti, del fatto-reato nella sua dimensione oggettiva e soggettiva; la relativa individuazione è accertamento di merito se congruamente motivato.

  • art. 81 cpv. c.p.

    Richiamato nella descrizione del fatto per indicare la continuazione.

  • art. 110 c.p.

    Richiamato nella descrizione del fatto per indicare il concorso di persone.

  • art. 642, comma 2, c.p.

    Indicato come norma incriminatrice del reato contestato; dal testo non emerge ulteriore specificazione della fattispecie.

Massime di principio

  • Il termine per proporre querela decorre dal momento in cui la persona offesa ha acquisito conoscenza certa del fatto-reato nella sua dimensione oggettiva e soggettiva, sulla base di elementi seri e concreti.
  • La determinazione del dies a quo per la querela è un accertamento di merito: se la motivazione del giudice di merito è congrua e non manifestamente illogica, non è sindacabile in cassazione.
  • La mera adesione all'astensione collettiva degli avvocati non giustifica, in assenza di un diritto alla partecipazione all'udienza camerale, la richiesta di rinvio del giudizio di cassazione.
  • I motivi nuovi di ricorso per cassazione devono costituire sviluppo o migliore esposizione dei motivi originari; non possono ampliare il petitum introducendo censure nuove non tempestivamente dedotte.
  • La deduzione di una nullità della sentenza d'appello è inammissibile se la censura non è stata inserita nel ricorso principale e viene proposta soltanto con una successiva nota difensiva.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiPrescrizione del reatoNullità processuale

Testo integrale

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