Cassazione Penale, Sentenza n. 7808/2025 del 26/02/2025
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il pubblico ministero impugnava l'ordinanza che, pur avendo confermato la gravità degli indizi per associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio e reati connessi, aveva sostituito la custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari presso l'abitazione di un familiare a Capannori. Il PM contestava che il tribunale non aveva adeguatamente motivato la scelta di tale misura e del relativo luogo, non considerando il coinvolgimento di altri membri della famiglia Coppola e la persistenza dell'attività illecita fino al 2023, elementi che aumentavano il concreto e attuale pericolo di reiterazione e rendevano inidonei gli arresti domiciliari in quel domicilio.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del pubblico ministero, annullando l'ordinanza impugnata e rinviando per nuovo giudizio al Tribunale di Cagliari, ad altra sezione, affinché sia riesaminato il quadro cautelare con rinnovata valutazione dell'intensità del pericolo di reiterazione (anche alla luce del protrarsi dell'attività illecita fino al 2023) e dell'adeguatezza della misura. Ha rigettato il ricorso presentato nell'interesse di Pasquale Coppola e, conformemente, disposto la condanna di quest'ultimo al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 274 cod. proc. pen.
Richiamato dalla difesa per contestare la sussistenza delle esigenze cautelari; la Corte ha valutato che la doglianza non era fondata rispetto alla motivazione del pericolo di reiterazione.
art. 309, comma 7, cod. proc. pen.
Norma richiamata per individuare la competenza del Tribunale di Cagliari alla quale rinviare il nuovo esame della misura cautelare.
art. 616 cod. proc. pen.
Norma invocata per la condanna alle spese processuali del ricorrente soccombente (Coppola) a seguito del rigetto del suo ricorso.
art. 416-bis cod. pen.
Norma penale relativa all'associazione di tipo mafioso o associazione per delinquere; nel caso è indicata come reato centrale per il quale sussistevano gravi indizi nei confronti di Coppola.
art. 512-bis cod. pen.
Norma penale relativa al riciclaggio; richiamata tra i reati-fine per i quali sono stati ritenuti gravi indizi.
Decisione quadro 2008/829/GAI (GAI) e d.lgs. n. 36 del 2016
Richiamate dalla difesa in relazione alla possibilità di applicare misure alternative/transfrontaliere (es. arresti domiciliari all'estero); la Corte ha osservato che la richiesta di domiciliaria in Germania era stata implicitamente rinunciata dal ricorrente quando propose l'abitazione in Capannori, rendendo la censura priva di interesse.
Massime di principio
- Quando sussistono gravi indizi insieme a elementi che indicano la persistenza dell'attività illecita fino a tempi recenti, il pericolo di reiterazione può giustificare misure cautelari più afflittive rispetto agli arresti domiciliari.
- La scelta del luogo per gli arresti domiciliari deve tener conto del contesto familiare e relazionale: domiciliare in prossimità di persone coinvolte nell'indagine può rendere inidonea la misura per il contenimento del pericolo di reiterazione.
- La motivazione del giudice sulle esigenze cautelari deve essere completa e coerente: omissioni o valutazioni contraddittorie sulla durata e sulla recente prosecuzione dell'attività criminale possono portare all'annullamento dell'ordinanza cautelare.
- Decisioni di altri procedimenti penali relative a fatti cronologicamente successivi non necessariamente incidono sulla valutazione del pericolo cautelare in un procedimento diverso, se non sono direttamente pertinenti al compendio indiziario esaminato.
- Se il difensore propone e ottiene un domicilio specifico per gli arresti domiciliari, le doglianze successive sulla scelta del luogo possono essere limitate dalla rinuncia implicita ad altre soluzioni alternative (ad es. domiciliaria all'estero).
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