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Sentenza

Sentenza n. 14966/2026 - Roma, Sezione 5Q

Per l'annullamento per quanto riguarda il ricorso introduttivo, depositato il 20/5/2025: dell’atto di assenso paesaggistico condizionato della Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma, trasmesso con nota n. 14657-P del 19/3/ 2025, in parte qua; ove occorrer possa, della nota del Comune di Roma n. QI/2025/0049602 del 7/3/ 2025. Per quanto riguarda i motivi aggiunti depositati il 31\10\2025 : -previa tutela cautelare - della nota della Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma n. 47497-P del 21/8/ 2025; nonchè di tutti gli atti presupposti, connessi e conseguenziali, benché non conosciuti.

Giustizia amministrativa202506116

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: atto di assenso paesaggistico condizionato della Soprintendenza, relativo all'installazione di una stazione radio base, nonché nota comunale di sollecito e successive controdeduzioni

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (operatore economico)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha impugnato l'assenso paesaggistico condizionato rilasciato dalla Soprintendenza nell'ambito della conferenza di servizi semplificata per l'autorizzazione unica all'installazione di una stazione radio base. Il primo motivo deduceva la tardività dell'atto, con violazione degli artt. 43 e seguenti del d.lgs. 259/2003, dell'art. 14-bis l. 241/1990 e dell'art. 146 d.lgs. 42/2004, nonché eccesso di potere, difetto di istruttoria e motivazione. La società sosteneva che il termine applicabile fosse dimezzato a 45 giorni e non prorogabile, sicché la mancata tempestiva determinazione della Soprintendenza avrebbe comportato assenso senza condizioni; contestava inoltre la legittimità della nota comunale che aveva sollecitato e, secondo la ricorrente, rimesso tardivamente in termini la Soprintendenza. Nel merito, la ricorrente contestava le prescrizioni di compensazione ambientale, consistenti nella piantumazione e manutenzione di almeno quattro alberi ad alto fusto e nella rimozione dell'impianto in caso di inutilizzo, deducendone l'irragionevolezza e l'impossibilità pratica, poiché essa disponeva soltanto della porzione del torrino oggetto dell'intervento e non delle aree condominiali necessarie alla piantumazione. Deduceva altresì l'illegittimo aggravamento del procedimento, l'insufficienza della motivazione delle condizioni paesaggistiche e il difetto di istruttoria per la mancata considerazione delle varianti tecniche apportate al progetto.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso e i motivi aggiunti, annullando tutti gli atti impugnati. Ha ritenuto fondato anzitutto il motivo relativo alla tardività dell'assenso della Soprintendenza. Nell'ambito della conferenza di servizi semplificata prevista per il procedimento di autorizzazione unica alla realizzazione di infrastrutture di comunicazione elettronica, i termini dell'art. 14-bis l. 241/1990 sono dimezzati da 90 a 45 giorni. La mancata comunicazione della determinazione entro il termine equivale ad assenso senza condizioni e il termine non può essere prorogato dall'amministrazione procedente mediante un sollecito tardivo. Il giudice ha inoltre escluso che l'atto potesse essere sottratto a tale disciplina in quanto mero parere endoprocedimentale: l'assenso paesaggistico, per la sua funzione nel procedimento complesso destinato a concludersi con l'autorizzazione unica, ha natura sostanzialmente provvedimentale. Roma Capitale avrebbe quindi dovuto concludere il procedimento nei termini, senza rimettere in termini la Soprintendenza. Il TAR ha ritenuto fondate anche le censure rivolte al contenuto delle prescrizioni: la piantumazione in aree condominiali dipendeva da un nulla osta di soggetti terzi, estranei alla disponibilità della ricorrente, e poteva impedire in concreto la realizzazione dell'impianto; le condizioni risultavano irragionevoli, non adeguatamente motivate e istruite. La Soprintendenza non aveva spiegato perché l'impianto richiedesse proprio quelle misure compensative e non aveva esaminato le varianti tecniche apportate al progetto. Gli ulteriori motivi sono stati dichiarati assorbiti. Roma Capitale e Ministero della Cultura sono stati condannati in solido al pagamento delle spese, liquidate in euro 1.500 oltre accessori.

Norme richiamate

  • art. 14-bis l. 241/1990

    la mancata comunicazione della determinazione entro il termine di cui al comma 2, lettera c), ovvero la comunicazione di una determinazione priva dei requisiti previsti dal comma 3, equivalgono ad assenso senza condizioni

    Nella conferenza di servizi semplificata, la mancata tempestiva determinazione dell'amministrazione equivale ad assenso senza condizioni; il termine applicabile nel procedimento in esame è stato ritenuto non prorogabile mediante un sollecito dell'amministrazione procedente.

  • art. 44, comma 9, d.lgs. 259/2003

    la conferenza di servizi semplificata ex art.14-bis L 241/1990, nei relativi procedimenti, comporta il dimezzamento dei termini ivi indicati

    Per i procedimenti relativi all'autorizzazione unica delle infrastrutture di comunicazione elettronica, i termini della conferenza di servizi semplificata sono dimezzati; nel caso esaminato il termine complessivo è stato individuato in 45 giorni.

  • art. 44 d.lgs. 259/2003

    Il procedimento per l'installazione della stazione radio base deve concludersi con l'autorizzazione unica dell'amministrazione procedente, sulla base delle valutazioni acquisite nella conferenza di servizi.

  • art. 1, comma 2, l. 241/1990

    Le prescrizioni amministrative non possono aggravare il procedimento imponendo al privato l'acquisizione di un ulteriore assenso, rimesso alla discrezionalità di soggetti terzi, quando tale adempimento rende incerta o impossibile la realizzazione dell'intervento.

  • art. 146 d.lgs. 42/2004

    Il contributo paesaggistico della Soprintendenza, inserito nella conferenza di servizi relativa all'autorizzazione dell'intervento, deve essere reso nel rispetto dei termini procedimentali applicabili e adeguatamente motivato.

Massime di principio

  • Nei procedimenti per l'autorizzazione unica all'installazione di infrastrutture di comunicazione elettronica, i termini della conferenza di servizi semplificata sono dimezzati ai sensi dell'art. 44, comma 9, d.lgs. 259/2003; la mancata determinazione dell'amministrazione entro il termine comporta assenso senza condizioni ai sensi dell'art. 14-bis l. 241/1990.
  • Il termine assegnato alle amministrazioni partecipanti alla conferenza di servizi semplificata non può essere prorogato dall'amministrazione procedente dopo la sua scadenza mediante un sollecito o una nuova assegnazione del termine.
  • L'atto di assenso paesaggistico adottato nel procedimento complesso destinato al rilascio dell'autorizzazione unica può essere assoggettato alle regole temporali della conferenza di servizi anche se formalmente qualificato dall'amministrazione come parere endoprocedimentale, quando produce effetti determinanti sulla conclusione del procedimento.
  • Le prescrizioni paesaggistiche o ambientali sono illegittime quando impongono al richiedente obblighi la cui esecuzione dipende dall'assenso discrezionale di soggetti terzi estranei alla sua disponibilità, così da rendere incerta o potenzialmente impossibile la realizzazione dell'intervento.
  • Le condizioni apposte a un assenso paesaggistico devono essere specificamente motivate in relazione alla necessità, adeguatezza e proporzionalità delle misure imposte e devono tenere conto delle varianti tecniche del progetto rappresentate dall'interessato.

Come è indicizzato

MaterieTelecomunicazioni e impianti radioAutorizzazione paesaggisticaConferenza di servizi
RamiEnergia, infrastrutture e comunicazioniBeni culturali e paesaggioProcedimento amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneTermini del procedimentoDifetto di motivazioneDifetto di istruttoria

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