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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 35045/2024 del 18/09/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che confermava la misura cautelare personale (massima) applicata per il reato di concorso in rapina aggravata, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. Il ricorrente sostiene che non sussisteva il vincolo unitario d'azione tra la sottrazione della res e la successiva violenza: non ci sarebbe stata fuga né inseguimento, ma solo un pedinamento da parte degli operanti per verificare eventuali ulteriori reati, sicché la condotta sarebbe più correttamente qualificabile come furto e non come rapina.

La decisione

Il ricorso è dichiarato inammissibile per essere fondato su un motivo non consentito dalla giurisprudenza di legittimità. La Corte di cassazione ha ritenuto che la censura proponesse una ricostruzione alternativa dei fatti e una diversa valutazione degli indizi, profili non sindacabili in questa sede se non quando sia dedotta la violazione di norme specifiche o la manifesta illogicità della motivazione. Non essendo stata dimostrata la "manifesta illogicità" della motivazione del tribunale, il ricorso è stato respinto. Il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende; è disposta la trasmissione di copia del provvedimento al direttore dell'istituto penitenziario per gli adempimenti di legge.

Norme richiamate

  • D.L. 137/2020

    Norma richiamata per la trattazione del ricorso con contraddittorio scritto; indicazione procedurale sulla trattazione del ricorso in Cassazione.

  • Codice di procedura penale

    Regola i motivi di cassazione; la Corte può sindacare la motivazione per manifesta illogicità come filtro per rimettere in discussione valutazioni di merito.

  • Codice di procedura penale

    Prevede la condanna alle spese processuali per il ricorrente in caso di inammissibilità del ricorso.

  • Disposizioni di attuazione del Codice di procedura penale

    art. 94, commi 1-bis e 1-ter

    Prevede l'inserimento nella cartella personale del detenuto della copia del provvedimento relativo a condanne accessorie o ad annotazioni, obbligo eseguito tramite comunicazione al direttore dell'istituto penitenziario.

Massime di principio

  • Il sindacato della Corte di cassazione sulle misure cautelari personali è limitato: la Corte verifica solo la presenza di ragioni giuridicamente significative nella motivazione e l'assenza di manifesta illogicità, senza riesaminare i fatti o la valutazione degli indizi.
  • Una censura che si risolve in una diversa ricostruzione fattuale o in una diversa valutazione degli elementi probatori è, di norma, inammissibile in Cassazione se non accompagnata dalla denunzia di violazione normativa specifica o dalla dimostrazione della manifesta illogicità della motivazione.
  • Per ottenere l'ammissione di un ricorso che contesti la sussistenza dei gravi indizi occorre dimostrare che la motivazione dell'organo di merito è manifestamente illogica in modo percepibile "ictu oculi", non semplicemente proporre una ricostruzione alternativa più plausibile.
  • Nelle fattispecie di qualificazione tra furto e rapina (o rapina impropria), l'esistenza di un vincolo unitario tra sottrazione e violenza (ad es. immediata prosecuzione del comportamento con fuga e impiego della violenza) è un elemento di fatto la cui valutazione resta normalmente riservata al giudice di merito; censure sulla sussistenza di tale vincolo devono mirare a dimostrare errori logico-giuridici manifesti per essere rilevanti in Cassazione.
  • Chi propone ricorso dovrebbe motivare specificamente e con argomentazione diretta la presunta manifesta illogicità della decisione impugnata, indicando punti precisi della motivazione che siano incoerenti o contraddittori in modo evidente.

Testo integrale

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