Cassazione Penale, Sentenza n. 32400/2023 del 26/07/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il Pubblico Ministero ha impugnato l'ordinanza di non convalida dellarresto sostenendo che il GIP avesse erroneamente applicato la legge e motivato in modo illogico. In particolare ha contestato che il giudice, invece di eseguire il controllo di mera ragionevolezza previsto per la convalida ex art. 381 c.4 c.p.p., ha svolto un sindacato di merito sovrapponendo la propria valutazione a quella della polizia giudiziaria, definendo il quantitativo di cocaina rinvenuto (64,75 g, pari a circa 130 dosi) come modesto e configurando la fattispecie di lieve entita ex art. 73 c.5 DPR 309/90. Il PM ha richiamato elementi nel verbale di arresto indicativi di attivita di spaccio non marginale: quantitativo, modalita di presentazione, materiale per pesatura e confezionamento, somme in contanti frazionate, trasferimenti per approvvigionamento, servizi di osservazione con GPS. Ha inoltre rilevato la contraddizione del GIP che non convalidava larresto ma poi applicava misure cautelari basate sulla gravita del fatto e sulla pericolosita dellindagato, e lerronea ricostruzione della presunta collaborazione dellindagato.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Procuratore e ha annullato senza rinvio lordinanza del GIP. I giudici di legittimita hanno ritenuto fondati gli argomenti del PM: il GIP non ha effettuato il controllo di mera ragionevolezza imposto dallart. 381 c.4 c.p.p., ma ha indebitamente rivalutato il merito della qualificazione della condotta come fatto lieve. Il contenuto del verbale di arresto, che indicava quantitativo rilevante, materiale per il confezionamento, denaro contante, spostamenti per approvvigionamento e servizi di osservazione, era incompatibile con la conclusione di lieve entita e con la valutazione di collaborazione. La Cassazione ha inoltre precisato che lannullamento della non convalida in questa fase va disposto senza rinvio, poiche la verifica riguarda la correttezza delloperato della polizia giudiziaria in una fase perempta.
Norme richiamate
art. 381 comma 4 cod. proc. pen.
Larresto facoltativo in flagranza e subordinato alla gravita del fatto o alla pericolosita del soggetto. Il giudice della convalida deve operare un controllo di mera ragionevolezza sulluso discrezionale dei poteri da parte della polizia giudiziaria, verificando se lesito dellarresto rientrasse nellambito della discrezionalita degli agenti senza sindacare il merito della responsabilita penale.
art. 73 DPR 9 ottobre 1990 n. 309, comma 1
Norma che disciplina i reati in materia di sostanze stupefacenti. La sua richiamata applicazione segnala che, in presenza degli indici di spaccio risultanti dal verbale, il fatto rientra nella tipologia sanzionatoria ordinaria dellarticolo richiamato.
art. 73 DPR 9 ottobre 1990 n. 309, comma 5
Prevede lassegnazione della attenuazione per il fatto lieve. Nel caso esaminato la Corte ha ritenuto che la qualificazione del fatto come lieve non fosse giustificata alla luce degli elementi fattuali emersi e che il GIP non potesse decidere questo punto in sede di controllo di convalida sostituendosi alla valutazione della polizia.
art. 391 cod. proc. pen.
Richiamato nel ricorso come limite al sindacato del giudice sulla convalida; in linea generale delimita il perimetro del controllo giudiziale nella fase cautelare e di convalida.
Giurisprudenza della Corte di Cassazione
Sez. 4, n. 17435 del 06/04/2006; Sez. 5, n. 21577 del 27/03/2009; Sez. 5, n. 1814 del 26/10/2015 e altre richiamate
Costante orientamento secondo cui la convalida dellarresto va valutata con riferimento alluso ragionevole dei poteri discrezionali della polizia giudiziaria e che solo in caso di eccesso di tale discrezionalita il giudice puo non convalidare, dando adeguata motivazione. Inoltre la Corte ha precisato che lannullamento della non convalida, atteso il carattere perentorio della fase, puo essere disposto senza rinvio.
Massime di principio
- Il giudice della convalida deve svolgere un controllo di mera ragionevolezza sulloperato della polizia giudiziaria e non puo sostituirsi a essa in una rivalutazione di merito della notizia di reato.
- Elementi descritti nel verbale di arresto quali quantitativo della sostanza, modalita di confezionamento, strumenti di pesatura, denaro frazionato, trasferimenti per approvvigionamento e attivita di osservazione costituiscono indici rilevanti della gravita del fatto e della pericolosita del soggetto e devono essere considerati nel giudizio di convalida.
- Se il giudice non convalida larresto ma dispone misure cautelari motivate dalla gravita della condotta e dalla pericolosita del soggetto, sussiste una contraddizione che indebolisce la decisione di non convalida.
- In caso di annullamento da parte della Corte di Cassazione di unordinanza di non convalida concernente una fase perempta, lannullamento puo essere pronunciato senza rinvio, trattandosi principalmente di una verifica della correttezza dellazione della polizia giudiziaria.
- Nelle situazioni borderline rispetto alla configurazione del fatto lieve ex art. 73 c.5 DPR 309/90, il giudice della convalida deve privilegiare le valutazioni di ragionevolezza basate sugli elementi contingenti raccolti dalla polizia piuttosto che una rivalutazione completa della qualificazione del reato.
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