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Cassazione Civile, Ordinanza n. 10350/2026 del 20/04/2026

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)

La controversia

La controversia nasce da un avviso di accertamento IMU per l’anno 2016, notificato da Roma Capitale per l’omesso versamento dell’imposta relativa a un fabbricato edificato dalla società ricorrente su un terreno ricevuto in concessione con convenzione del 15 marzo 2007, ricompreso nel patrimonio indisponibile comunale. La contribuente ha impugnato l’atto sostenendo, in sostanza, di non essere soggetto passivo IMU perché non proprietaria del fabbricato, e comunque perché la convenzione aveva natura di appalto/rapporto obbligatorio e non concessoria in senso idoneo a far sorgere la soggettività passiva. Il ricorso per cassazione deduceva violazione e falsa applicazione dell’art. 9, comma 1, d.lgs. 23/2011, degli artt. 822 ss., 934 ss., 1021 e 1140 c.c., censurando la decisione di merito che aveva ritenuto il concessionario del bene patrimoniale indisponibile soggetto passivo dell’IMU anche senza proprietà del fabbricato.

La decisione

La Corte ha ritenuto infondato l’unico motivo di ricorso e ha confermato la sentenza di appello. Ha affermato che, ai fini dell’IMU, la soggettività passiva sussiste anche per il concessionario di beni del patrimonio indisponibile, in continuità con l’orientamento formatosi per l’ICI e con la ratio dell’art. 9, comma 1, d.lgs. 23/2011, che individua nel godimento del bene pubblico oggetto di concessione il presupposto dell’imposta. È stata considerata irrilevante la qualificazione civilistica del rapporto come appalto o concessione e, quindi, irrilevante anche il fatto che le opere realizzate siano poi acquisite al patrimonio indisponibile dell’ente. Il ricorso è stato rigettato; non sono state liquidate spese perché la resistente è rimasta intimata; è stato disposto l’ulteriore contributo unificato e la Corte ha escluso la sanzione ex art. 96, quarto comma, c.p.c.

Norme richiamate

  • art. 9, comma 1, d.lgs. 14 marzo 2011, n. 23

    Nel caso di concessione di aree demaniali, soggetto passivo è il concessionario

    La Corte lo interpreta nel senso che la soggettività passiva IMU si collega al godimento del bene pubblico concesso e si estende, per eadem ratio, anche alle concessioni di beni del patrimonio indisponibile.

  • art. 1, comma 743, legge 27 dicembre 2019, n. 160

    Nel caso di concessione di aree demaniali, il soggetto passivo è il concessionario

    È richiamato come conferma normativa della soluzione già accolta per l’IMU, ribadendo la centralità della posizione del concessionario.

  • art. 3, comma 2, d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 504

    Nel caso di concessione su aree demaniali soggetto passivo è il concessionario

    La disposizione, come novellata, è letta come norma che ha reso il concessionario obbligato d’imposta indipendentemente dalla natura reale o obbligatoria della concessione.

  • art. 934 c.c.

    È evocato per escludere che l’accessione del fabbricato incida sulla soggettività passiva, che resta radicata nella posizione di concessionario dell’area.

  • artt. 822 ss. c.c.

    Richiamati solo come norme evocative del regime dei beni demaniali e della distinzione rispetto ai beni patrimoniali indisponibili.

  • artt. 934 ss. c.c.

    Richiamati in relazione all’accessione e alla disciplina della costruzione sul suolo altrui.

  • artt. 1021 e 1140 c.c.

    Richiamati dal ricorrente per sostenere una diversa qualificazione della posizione di godimento; la Corte non li ritiene idonei a escludere la soggettività passiva IMU.

  • art. 96, terzo comma, c.p.c.

    Consente la condanna equitativa del soccombente, ma la Corte esclude di applicarla nel caso concreto perché la parte vittoriosa è rimasta intimata.

  • art. 380-bis, terzo comma, c.p.c.

    È richiamato per la decisione accelerata e per la possibile applicazione della sanzione ex art. 96 c.p.c., ma la Corte ne esclude l’automatismo.

  • art. 96, quarto comma, c.p.c.

    La Corte afferma che la sanzione non opera automaticamente e la esclude, valorizzando la particolare struttura del caso e l’orientamento giurisprudenziale recente.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115

    È applicato per dare atto dell’obbligo di versamento dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato in caso di rigetto del ricorso.

Massime di principio

  • Ai fini dell’IMU, il soggetto passivo va individuato nel concessionario del bene pubblico quando il presupposto impositivo sia il godimento del bene oggetto di concessione, indipendentemente dalla qualificazione civilistica della convenzione come rapporto reale o obbligatorio.
  • La disciplina dell’ICI e quella dell’IMU si leggono in continuità: il legislatore ha inteso spostare l’obbligazione tributaria sul concessionario del bene pubblico, senza richiedere un accertamento sulla natura reale della concessione.
  • La soggettività passiva del concessionario non viene meno per il solo fatto che sul bene venga realizzato un fabbricato poi acquisito per accessione al patrimonio dell’ente pubblico; ciò che rileva è la posizione di godimento esclusivo e temporaneo del bene pubblico.
  • Nei rapporti concessori relativi a beni demaniali o patrimoniali indisponibili, la funzione della convenzione e l’attribuzione del godimento da parte della pubblica amministrazione sono l’indice decisivo della capacità contributiva.
  • La sanzione processuale ex art. 96 c.p.c. nei procedimenti accelerati non opera in modo automatico, ma richiede una valutazione concreta delle caratteristiche della controversia e del comportamento processuale delle parti.

Come è indicizzato

MaterieAccertamentoContenzioso tributarioImmagini
RamiTributiProcesso civile
IstitutiOnere della provaGiudicato

Testo integrale

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