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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22317/2023 del 23/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Baglione ha impugnato il decreto della Corte di appello che confermava la misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno e la confisca di un appartamento cointestato alla moglie, contestando la mancanza o apparente carenza di motivazione sia sul giudizio di pericolosita attuale sia sulla sproporzione tra redditi dichiarati e valore dellimmobile. La difesa ha evidenziato il lungo intervallo temporale dallultimo reato associativo, il periodo di detenzione e percorso rieducativo, la presunta assenza di prova di un ruolo di rilievo nel sodalizio, la data di acquisto dellimmobile anteriore al primo reato associativo e produzione di fatture e dichiarazioni reddituali a sostegno della legittima provenienza dei mezzi impiegati per lacquisto.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la Corte di appello avesse adeguatamente motivato la ricostruzione della appartenenza e del livello di coinvolgimento di Baglione nella consorteria mafiosa, la sussistenza della pericolosita attuale sulla base di plurime condanne e della mancata prova di abbandono delle logiche criminali, nonche la sproporzione tra redditi e spese accertata dalle indagini economico-patrimoniali. Quanto alle fatture prodotte dalla difesa, la Corte ha ritenuto che fossero parziali e insufficienti a dimostrare la capacità economica netta necessaria per giustificare lacquisto. Conseguentemente il ricorso e stato dichiarato inammissibile e il ricorrente e stato condannato alle spese processuali e al versamento di 3.000,00 euro alla cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • d.lgs. n.159 del 2011, art. 1 e art. 4

    Definisce le categorie rilevanti per le misure di prevenzione e include tra esse gli indiziati di appartenenza allart. 416-bis; la Corte ha ritenuto Baglione ricompreso in tali categorie sulla base delle condanne.

  • d.lgs. n.159 del 2011, art. 6 comma 1

    Richiede la valutazione della concreta pericolosita sociale; la Corte ha applicato la previsione compiendo una valutazione prognostica per la probabilita di reiterazione.

  • d.lgs. n.159 del 2011, art. 24 comma 1

    Stabilisce il presupposto della confisca di prevenzione per beni di valore sproporzionato rispetto ai redditi o frutto di attivita illecite; la Corte ha ritenuto sussistente la ragionevole presunzione di origine illecita o di sproporzione.

  • d.lgs. n.159 del 2011, art. 10 comma 3

    Limita il ricorso per cassazione avverso misure di prevenzione alle sole violazioni di legge; la Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile trattandosi di censura motivazionale non rientrante in vizi di legge.

  • d.lgs. n.159 del 2011, art. 27 comma 2

    Rimanda la possibilita di impugnazione in Cassazione ai limiti di cui allart. 10 comma 3; la Corte ha richiamato tale limite per dichiarare inammissibile il ricorso.

  • art. 606 comma 1 lett. b) ed e) cod. proc. pen.

    Norme che individuano i motivi di ricorso per cassazione; la difesa ha invocato tali letture per lamentare mancanza di motivazione, ma la Corte ha ritenuto la motivazione delle decisioni di merito sufficiente.

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Limiti alla esposizione della motivazione in cassazione; il Collegio ha sintetizzato i motivi nel rispetto di tale disposizione.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede loneredei del ricorrente in caso di inammissibilita del ricorso; la Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese e a una somma alla cassa delle ammende.

Massime di principio

  • La sorveglianza speciale prevista dal d.lgs. 159/2011 richiede tre condizioni: appartenenza alla categoria prevista, pericolosita concreta e attualita della pericolosita; le condanne pregresse possono essere valorizzate purché la motivazione colleghi logicamente tali condanne alla persistente pericolosita.
  • Il fattore temporale (anni trascorsi dallultimo reato o periodo di detenzione) non esclude automaticamente la pericolosita: il giudice deve valutare complessivamente ruolo svolto, persistente capacita operativa del gruppo criminale e assenza di elementi che attestino un effettivo abbandono delle logiche criminali.
  • Per la confisca di prevenzione laccertamento della sproporzione tra redditi ufficiali e patrimonio necessita di indagini economico-patrimoniali approfondite; l onere di allegazione e di prova della legittima provenienza grava sul difensore, che deve fornire documentazione completa e congrua a dimostrare redditi netti effettivi.
  • Fatture o documentazione di incasso, se prodotte in modo parziale e prive di documentazione delle relative spese e costi produttivi, possono essere ritenute insufficienti a dimostrare la capacita economica netta richiesta per giustificare lacquisto di beni sospetti.
  • In Cassazione, contro provvedimenti di prevenzione, la censura e limitata a questioni di diritto: i vizi meramente motivazionali o la diversa valutazione degli elementi di fatto sono in genere inammissibili se la motivazione di merito risulta logicamente congrua.
  • La mancata richiesta di sequestro in precedenti provvedimenti di prevenzione non assume automaticamente carattere decisivo a favore della difesa; va valutata nel contesto probatorio e temporale complessivo e puo essere giustificata da diverse ragioni istruttorie.

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