Sentenza del 22/11/2017 n. 4799 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia
Imposta di registro - Rettifica di valore dell'immobile - Presumibile uso dell'immobile - Presunto aumento della metratura calpestabile - Illegittimità - Sussiste.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha contestato la rideterminazione del valore degli immobili compravenduti ai fini dell'imposta di registro. L'Ufficio aveva fondato l'accertamento su assunzioni relative a un possibile aumento della metratura calpestabile e al presumibile diverso utilizzo dell'immobile, senza fornire elementi probatori concreti. Inoltre, per le aree fabbricabili, il valore era stato determinato mediante il confronto con aree ritenute non omogenee rispetto a quella oggetto della compravendita.
La decisione
La pretesa dell'Ufficio è stata ritenuta illegittima. Un avviso di accertamento che rettifica il valore degli immobili deve essere adeguatamente motivato e fondato su dati concreti, coerenti con le caratteristiche e la disciplina urbanistica dell'immobile. Non sono sufficienti supposizioni circa un possibile incremento della superficie calpestabile, soprattutto quando risultino contrarie alle norme che regolano l'uso e le caratteristiche del bene. È inoltre illegittimo stimare un'area fabbricabile mediante comparazione con aree aventi caratteristiche non omogenee, perché il confronto deve riguardare beni effettivamente comparabili.
Massime di principio
- La rettifica del valore dichiarato ai fini dell'imposta di registro deve essere sostenuta da una motivazione concreta, verificabile e coerente con le caratteristiche urbanistiche, edilizie e funzionali dell'immobile.
- Le mere presunzioni circa un possibile utilizzo più intenso del bene o un aumento della superficie calpestabile non sono sufficienti se non sono supportate da prove tecniche, documentali o urbanistiche.
- La stima comparativa delle aree fabbricabili è attendibile solo quando i beni utilizzati come termine di confronto siano realmente omogenei per ubicazione, destinazione urbanistica, edificabilità, consistenza e caratteristiche economiche.
- Quando l'Amministrazione fonda l'accertamento su elementi incompatibili con la disciplina normativa dell'immobile, la motivazione può risultare illogica e l'atto può essere annullato.
- In situazioni analoghe, il contribuente dovrebbe verificare la corrispondenza tra la stima dell'Ufficio, la documentazione catastale e urbanistica e i parametri dei beni comparabili, contestando assunzioni non dimostrate o confronti effettuati con immobili disomogenei.
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