Cassazione Penale, Sentenza n. 25372/2023 del 13/06/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente impugnava la conferma di condanna per frode nelle pubbliche forniture per aver usato, nella refezione scolastica aggiudicata alla GAM s.r.l., alimenti diversi da quelli indicati nel capitolato. Proporre tre motivi: 1) nullità della sentenza di primo grado per presunta omessa lettura del dispositivo e carenze del verbale (mancata indicazione degli orari di ritiro e lettura); 2) vizio di diritto e di motivazione: la condotta contestata sarebbe stata un'omissione di controllo (mancato controllo sui compiti delegati) non idonea a integrare il reato di frode (art. 356 c.p.), e inoltre l'uso di prodotti congelati era documentato, annotato e giustificato (salute pubblica/influenza aviaria), per cui si tratterebbe al più di inadempimento contrattuale (art. 355 c.p.); 3) applicazione dell'art. 131-bis c.p. previa derubricazione ad art. 355 c.p.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato nei limiti indicati. Ha respinto la censura sulla presunta nullità della sentenza di primo grado: l'omissione degli orari nel verbale non prova l'assenza di lettura del dispositivo e non determina nullità rilevante, anzi il ricorso in Cassazione era comunque tempestivo. Quanto al merito, la Corte ha escluso che la condotta integri il reato di frode nelle pubbliche forniture (art. 356 c.p.), richiedendo la giurisprudenza dominante la presenza di una malafede contrattuale consistente in un espediente ingannevole idoneo a far apparire conforme l'esecuzione del contratto; nel caso di specie mancava quel quid pluris: l'imputato non aveva posto in essere atti idonei a ingannare l'ente e, anzi, gli alimenti difformi risultavano annotati e reperibili ai controlli. Verificata altresì l'impossibilità di ricondurre la fattispecie al più lieve reato di inadempimento nelle pubbliche forniture (art. 355 c.p.), poiché l'inadempimento non aveva cagionato una compromissione del servizio pubblico né il venir meno di beni necessari allo svolgimento del servizio di refezione scolastica. Conseguentemente la sentenza di condanna è stata annullata senza rinvio (perché il fatto non integra reato nella forma accertata).
Norme richiamate
art. 356 cod. pen.
La norma richiede una condotta fraudolenta, un quid pluris rispetto al mero inadempimento contrattuale: deve sussistere malafede contrattuale con espediente ingannevole idoneo a far apparire conforme l'esecuzione del contratto.
art. 355 cod. pen.
Il reato di inadempimento nelle pubbliche forniture punisce l'inesatto adempimento solo se di gravità tale da far mancare in tutto o in parte cose o opere necessarie a uno stabilimento pubblico o a un pubblico servizio; è quindi richiesta una compromissione apprezzabile del servizio pubblico.
art. 131-bis cod. pen.
Norma sul trattamento sanzionatorio sostitutivo e riduzione della pena applicabile previa derubricazione: rilevante solo se il fatto fosse stato ricondotto ad una fattispecie meno grave.
art. 97 Cost.
Richiamata dalla censura in relazione al corretto esercizio della funzione giurisdizionale e alla legalità del procedimento; la Corte ha ritenuto che non vi sia stata lesione del diritto di difesa.
Massime di principio
- Il reato di frode nelle pubbliche forniture (art. 356 c.p.) richiede, oltre al dolo, un elemento aggiuntivo di inganno o espediente idoneo a far apparire conforme l'esecuzione contrattuale; il semplice inadempimento contrattuale non è sufficiente.
- Il silenzio o la mancata comunicazione sulla difformità della prestazione non equivalgono automaticamente a condotte ingannevoli; è necessario provare atti positivi volti a creare un'apparenza di conformità.
- Quando i beni forniti siano comunque idonei e di buona qualità e il servizio pubblico non risulti compromesso, l'ipotesi penalmente rilevante è difficilmente configurabile e la controversia resta principalmente di natura contrattuale/amministrativa.
- L'art. 355 c.p. (inadempimento nelle pubbliche forniture) si applica solo se l'inadempimento provoca una perdita o carenza di beni necessari allo svolgimento del servizio o una compromissione apprezzabile dello stesso.
- Le censure procedurali formali (es. omissione di orari nel verbale) non determinano nullità se non incidono effettivamente sul diritto di difesa o sulla regolarità essenziale del procedimento; la tempestività degli atti di impugnazione è rilevante.
- Per evitare qualificazioni penali è importante la trasparenza documentale: annotazioni corrette, registri chiari e disponibilità alla verifica attenuano l'ipotesi di frode e possono dimostrare assenza di malafede.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 13 giu 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 25314/2023 del 13/06/2023
- Sentenza penale · 13 giu 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 25315/2023 del 13/06/2023
- Sentenza penale · 13 giu 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 25316/2023 del 13/06/2023
- Sentenza penale · 13 giu 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 25317/2023 del 13/06/2023
- Sentenza penale · 13 giu 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 25318/2023 del 13/06/2023
- Sentenza penale · 13 giu 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 25319/2023 del 13/06/2023
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →