Cassazione Civile, Ordinanza n. 29999/2023 del 30/10/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (fallimento)
La controversia
La controversia nasce dall'ammissione al passivo, in prededuzione, di un credito della società di leasing per indennità di occupazione di un immobile concesso in leasing immobiliare. Il contratto era stato sciolto nell'ambito di una procedura di concordato preventivo, su richiesta della debitrice, ma l'immobile era stato restituito solo in data successiva. Il Tribunale aveva ammesso il credito ex art. 1591 c.c. dal momento dello scioglimento fino alla riconsegna, ritenendo irrilevante la mancata messa in mora e considerando la dichiarazione di disponibilità alla riconsegna non sufficiente a escludere la mora. La curatela ha proposto ricorso per cassazione con tre motivi: 1) violazione dell'art. 1591 c.c. e omesso esame di fatto decisivo, sostenendo che la dichiarazione di disponibilità alla consegna e la clausola contrattuale sulle modalità di restituzione escludevano la mora; 2) violazione dell'art. 169 bis l.fall., deducendo che il Tribunale avrebbe confuso l'indennizzo da scioglimento con l'indennità di occupazione e avrebbe erroneamente fissato il dies a quo; 3) violazione dell'art. 111, comma 2, l.fall. e omessa pronuncia, sostenendo che la prededuzione non poteva fondarsi sul solo fatto cronologico della maturazione del credito, poiché la mancata restituzione dipendeva dalla sola inerzia del debitore e non da un'attività degli organi della procedura.
La decisione
La Corte ha dichiarato inammissibili il primo e il secondo motivo. Sul primo ha ribadito che l'obbligo ex art. 1591 c.c. non richiede costituzione in mora e persiste fino all'effettiva riconsegna del bene; ha inoltre ritenuto non sindacabile in cassazione la valutazione di fatto del giudice di merito sulla non serietà dell'offerta di restituzione e ha reputato non autosufficiente la censura sull'omesso esame della clausola contrattuale. Sul secondo ha affermato che l'indennizzo ex art. 169 bis l.fall. e l'indennità di occupazione ex art. 1591 c.c. sono voci ontologicamente diverse, sicché la doglianza era inconferente rispetto al thema decidendum. Ha invece accolto il terzo motivo, ritenendo che la prededucibilità ex art. 111, comma 2, l.fall. non possa essere riconosciuta per il solo dato cronologico, dovendo verificarsi se il credito sia riferibile all'attività degli organi della procedura; il Tribunale non aveva compiuto tale accertamento. Il decreto è stato quindi cassato con rinvio al Tribunale di Padova in diversa composizione anche per le spese del giudizio di legittimità.
Norme richiamate
art. 1591 c.c.
L'obbligo del conduttore di corrispondere il corrispettivo o l'indennità per ritardata restituzione permane fino all'effettiva riconsegna del bene e non richiede la costituzione in mora; la mera disponibilità dichiarata, se non concretamente circostanziata, non basta a escludere la mora.
art. 169 bis legge fall.
Lo scioglimento del contratto nel concordato rileva ai fini del rapporto, ma l'indennizzo ex art. 169 bis è concettualmente distinto dall'indennità di occupazione ex art. 1591 c.c.
art. 111, comma 2, legge fall.
La prededuzione richiede non solo che il credito sia sorto in occasione o in funzione della procedura, ma anche che sia riferibile all'attività degli organi della procedura; il solo criterio cronologico non è sufficiente.
art. 98 legge fall.
È la norma processuale richiamata per l'opposizione allo stato passivo nel cui ambito è stato emesso il decreto impugnato.
art. 360, comma 1, n. 4 c.p.c.
Richiamo al vizio di omessa pronuncia dedotto nel terzo motivo.
art. 360, comma 1, n. 5 c.p.c.
Il vizio di omesso esame di fatto decisivo è scrutinabile solo nei limiti rigorosi del paradigma legale e richiede specifica indicazione del fatto discusso e decisivo.
art. 360 bis c.p.c.
La Corte ha dichiarato inammissibili i motivi anche perché contrari a orientamenti consolidati di legittimità.
art. 380 bis.1 c.p.c.
Norma richiamata per il deposito della memoria in camera di consiglio.
Massime di principio
- Nel rapporto locatizio o assimilato, l'obbligo di corrispondere l'indennità per ritardata restituzione del bene perdura fino alla riconsegna effettiva, senza necessità di formale costituzione in mora del detentore.
- Una mera dichiarazione di disponibilità alla restituzione non integra, di per sé, un'offerta seria e affidabile idonea a escludere la mora, se non accompagnata da condotte concrete e circostanziate.
- L'indennizzo dovuto per lo scioglimento anticipato del contratto nel concordato preventivo è distinto, per natura e funzione, dall'indennità di occupazione dovuta per la mancata restituzione del bene.
- Ai fini della prededuzione ex art. 111, comma 2, l.fall., il criterio cronologico va integrato con la verifica della riferibilità del credito all'attività degli organi della procedura; non è sufficiente che il credito sia semplicemente insorto durante la procedura.
- In cassazione non è censurabile la valutazione di merito sulla serietà dell'offerta di restituzione se la doglianza si risolve in una diversa lettura del fatto e non in un vizio motivazionale nei limiti consentiti.
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