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Sentenza

Sentenza n. 4946/2026 - Napoli, Sezione 6

per la declaratoria di illegittimità e per l’annullamento del silenzio serbato sulla istanza di accesso a mezzo pec al Comune di Teverola in data 10.3.2026.

Giustizia amministrativa202602610

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VISentenzaAccesso agli atti

Atto impugnato: silenzio serbato dal Comune di Teverola sull'istanza di accesso documentale presentata via PEC il 10 marzo 2026

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (condominio)

Prevale il privato

La controversia

Il condominio, destinatario di una richiesta di pagamento di euro 6.739,00 relativa al servizio idrico integrato per l'anno 2020, ha chiesto al Comune l'accesso al contratto di fornitura, alla situazione dei pagamenti, alle fatture, agli avvisi di accertamento esecutivo, alle relazioni di notificazione, ai solleciti, agli atti di pignoramento, alle messe in mora e agli atti interruttivi della prescrizione. L'istanza era finalizzata a ricostruire l'iter seguito dall'amministrazione per l'adozione e la notificazione degli atti funzionali alla riscossione e a valutare l'eventuale esercizio di rimedi difensivi. Il Comune è rimasto silente e non si è costituito in giudizio. Il ricorrente ha dedotto la sussistenza dell'interesse diretto, concreto e attuale e della propria legittimazione all'accesso.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, ritenendo sussistente il diritto del condominio all'accesso. La documentazione richiesta è collegata alla pretesa creditoria azionata dal Comune e consente al soggetto passivo di verificare la correttezza e la legittimità dell'attività amministrativa, compresa l'adozione e la notificazione degli atti di riscossione. L'interesse all'accesso è diretto, concreto e attuale ai sensi dell'art. 22, comma 1, lett. b), l. 241/1990; inoltre, l'accesso difensivo può essere esercitato anche in funzione prodromica e preventiva, senza necessità che sia già pendente un giudizio di impugnazione e senza che la possibilità di acquisire documenti nel successivo processo escluda l'interesse all'accesso. Il silenzio dell'amministrazione ha quindi leso l'interesse conoscitivo del condominio. Il Comune è stato ordinato di esibire la documentazione e consentire l'estrazione di copia entro trenta giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza, ovvero di attestare l'inesistenza o il mancato possesso dei documenti. In caso di inerzia, è stato nominato commissario ad acta il Prefetto di Caserta o un dirigente da lui delegato, con termine di ulteriori trenta giorni per l'esecuzione. Le spese sono state compensate, anche in considerazione del fatto che alcuni documenti avrebbero potuto essere già nella disponibilità del condominio.

Norme richiamate

  • art. 22, comma 1, lett. b), l. 241/1990

    interesse diretto, concreto e attuale

    La posizione legittimante all'accesso sussiste quando i documenti richiesti sono collegati alla situazione giuridica del richiedente, quale soggetto destinatario della pretesa creditoria, e la conoscenza è necessaria per verificarne la fondatezza e predisporre eventuali difese.

  • art. 34, comma 1, lett. c), c.p.a.

    delle misure idonee a tutelare la situazione giuridica soggettiva dedotta in giudizio

    La sentenza di accoglimento dell'azione di accesso può imporre le misure necessarie a rendere effettiva la tutela, inclusi gli ordini di esibizione e di rilascio di copia.

  • art. 34, comma 1, lett. e), c.p.a.

    le misure idonee ad assicurare l'attuazione del giudicato compresa la nomina di un commissario ad acta

    Il giudice può nominare già in sede di cognizione un commissario ad acta, subordinandone l'intervento all'inutile decorso del termine assegnato all'amministrazione per adempiere.

Massime di principio

  • Il soggetto destinatario di una pretesa creditoria della pubblica amministrazione ha un interesse diretto, concreto e attuale ad accedere agli atti relativi all'adozione, notificazione e riscossione della pretesa, quando la conoscenza dei documenti è funzionale alla verifica della sua legittimità e all'esercizio delle proprie difese.
  • L'accesso difensivo può essere richiesto anche in funzione prodromica e preventiva rispetto a un eventuale giudizio; non è necessario che sia già pendente un processo né che il richiedente abbia già deciso di impugnare l'atto amministrativo.
  • La possibilità di acquisire i documenti nell'ambito di un eventuale successivo giudizio non esclude l'autonoma sussistenza dell'interesse all'accesso procedimentale, quando l'accesso consente al privato di valutare previamente se e come esercitare le proprie prerogative difensive.
  • In caso di accoglimento dell'azione avverso il silenzio sull'istanza di accesso, il giudice può ordinare all'amministrazione l'esibizione dei documenti e l'estrazione di copia, imponendo altresì di attestare l'inesistenza o il mancato possesso degli atti richiesti.
  • Il giudice amministrativo può nominare già nella sentenza di cognizione un commissario ad acta, destinato a intervenire dopo l'inutile decorso del termine assegnato all'amministrazione per eseguire l'ordine di accesso.

Come è indicizzato

MaterieAccesso documentaleAccesso difensivoGiudizio di ottemperanza
RamiAccesso e trasparenzaProcesso amministrativo
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrereEffetto conformativo e riedizione del potereOttemperanza e commissario ad actaSilenzio della pubblica amministrazione

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