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Sentenza

Sentenza n. 9535/2026 - Roma, Sezione 3T

per l'esecuzione della Sentenza Tribunale di Frosinone n. 2088/2024 pubbl. il 05/12/2024 RG n. 2879/2024 passata in giudicato

Giustizia amministrativa202511104

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. III terSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Frosinone n. 2088/2024, passata in giudicato

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (dipendente scolastica)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha proposto giudizio di ottemperanza deducendo l'inadempimento dell'Amministrazione all'obbligo derivante dalla sentenza del Tribunale di Frosinone n. 2088/2024, passata in giudicato. L'Amministrazione, pur costituita in giudizio per alcune articolazioni, non ha fornito chiarimenti o indicazioni idonei a dimostrare la corretta esecuzione del giudicato. È stata inoltre chiesta la condanna al pagamento di una penalità di mora ai sensi dell'art. 114, comma 4, lettera e), c.p.a.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso di ottemperanza. Rilevato l'inadempimento allegato e l'assenza di chiarimenti dell'Amministrazione sull'esecuzione della sentenza, ha riconosciuto l'obbligo dell'amministrazione scolastica di dare esecuzione al giudicato, senza rimettere in discussione i presupposti della pretesa già accertata nel titolo. Ha ordinato l'adempimento entro 60 giorni dalla notificazione o comunicazione della sentenza. Per l'eventuale ulteriore inerzia, ha nominato sin d'ora quale commissario ad acta il direttore generale dell'Amministrazione resistente preposto alla direzione competente, con facoltà di delega e senza compenso, per un ulteriore termine di 60 giorni decorrente dalla scadenza del termine assegnato all'Amministrazione e previa richiesta della ricorrente. È stata invece respinta la domanda di penalità di mora: l'esercizio della relativa potestà è discrezionale e la nomina del commissario ad acta è stata ritenuta una ragione esimente rispetto all'astreinte. L'Amministrazione è stata condannata al pagamento delle spese di lite, liquidate in euro 400,00 oltre accessori, con distrazione.

Norme richiamate

  • art. 114, comma 4, lettera e), c.p.a.

    La condanna al pagamento di una penalità di mora nel giudizio di ottemperanza è oggetto di valutazione discrezionale del giudice, che può ravvisare ragioni ostative; nel caso concreto, la nomina del commissario ad acta per l'ipotesi di persistente inadempimento è stata considerata ragione esimente.

  • art. 112 c.p.a.

    null

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, quando l'amministrazione non dimostra né chiarisce di avere dato corretta esecuzione al giudicato e l'inadempimento allegato dal ricorrente risulta non contrastato, il giudice può ordinare l'esecuzione del titolo entro un termine assegnato.
  • Nel giudizio di ottemperanza non possono essere rimessi in discussione i presupposti della pretesa già riconosciuta dal giudicato, che costituisce il parametro vincolante dell'attività amministrativa successiva.
  • Il giudice dell'ottemperanza può nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta, destinato a intervenire dopo l'inutile decorso del termine assegnato all'amministrazione, anche prevedendo la facoltà di delega e senza compenso.
  • La condanna alla penalità di mora prevista dall'art. 114, comma 4, lettera e), c.p.a. non è automatica, ma richiede una valutazione discrezionale delle ragioni ostative; la nomina del commissario ad acta per l'eventuale persistente inadempimento può costituire ragione esimente dall'astreinte.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaOnere della prova e principio dispositivo

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