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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39787/2022 del 20/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della ordinanza del Tribunale di Salerno che, in sede di riesame, aveva annullato il decreto di convalida del sequestro probatorio (autovettura Jeep Renegade targa FV952VZ) e disposto la restituzione alla proprietaria. Il sequestro era stato disposto per approfondimenti tecnici sul veicolo ritenuto "clone" di un'altra vettura immatricolata in Spagna. Il ricorrente aveva dedotto violazione di legge (art. 325, comma 1, cod. proc. pen.), sostenendo che il dissequestro fosse errato: la proprietaria era terza acquirente di buona fede e non soggetto alle misure di avviso previste dall'art. 114 d.a. cod. proc. pen., non essendo stata né deferita per il reato di cui all'art. 648-bis cod. pen. né iscritta nel registro ex art. 335 cod. proc. pen.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso manifestamente inammissibile per difetto di interesse concreto all'impugnazione. Ha ritenuto il motivo generico e privo di indicazione di un pregiudizio effettivo suscettibile di essere eliminato dall'accoglimento del ricorso; inoltre gli accertamenti tecnici necessari sul veicolo risultavano già eseguiti. La Corte ha quindi confermato l'ordinanza del riesame che aveva disposto la restituzione dell'autovettura alla Olivieri.

Norme richiamate

  • art. 325 cod. proc. pen., comma 1

    Norma invocata come vizio di diritto nella cassazione; la Corte però ha deciso l'inammissibilità per difetto di interesse concreto, evidenziando che l'articolazione del motivo non ha indicato un pregiudizio eliminabile con l'impugnazione.

  • art. 648-bis cod. pen.

    Richiamato nel contesto per spiegare che la proprietaria non era stata deferita per il reato di ricettazione di veicolo clonato; ciò è stato usato dal ricorrente per sostenere la non necessità di avvisi, ma la Corte ha ritenuto la questione non idonea a fondare l'interesse al ricorso.

  • art. 335 cod. proc. pen.

    Richiamato per sottolineare che la proprietaria non era stata iscritta nel registro degli indagati; ciò incide sul piano degli avvisi e sulla qualificazione soggettiva della persona nei confronti del sequestro.

  • art. 114 d.a. cod. proc. pen.

    Citate le disposizioni attuative relative all'avviso da dare alla persona sottoposta ad indagini; il ricorrente sosteneva che tale avviso non fosse dovuto alla terza acquirente di buona fede. La Corte ha osservato che la questione circa la qualifica di indagata/non indagata della Olivieri non costituisce di per sé interesse concreto all'impugnazione.

Massime di principio

  • Per proporre ricorso in Cassazione è necessario dimostrare un interesse concreto e attuale all'impugnazione: non basta contestare astrattamente la correttezza giuridica della decisione.
  • Il Pubblico Ministero deve indicare quale pregiudizio concreto verrebbe eliminato dall'accoglimento del ricorso e in che modo la decisione favorevole creerebbe una situazione pratica più vantaggiosa.
  • Il sequestro probatorio finalizzato ad accertamenti tecnici può essere revocato e i beni restituiti se gli approfondimenti sono stati eseguiti o se non sussiste più la esigenza cautelare; l'assenza di esami residui riduce l'interesse al mantenimento del sequestro.
  • L'avviso previsto dalle disposizioni attuative (art. 114 d.a.) riguarda la persona sottoposta alle indagini; il terzo acquirente di buona fede, non iscritto nel registro degli indagati, non gode automaticamente delle stesse formalità, ma la qualificazione soggettiva va valutata caso per caso.
  • In fase di impugnazione è importante specificare i profili fattuali e giuridici che dimostrano l'esistenza di un pregiudizio concreto (ad es. necessità di mantenere il bene per ulteriori accertamenti non eseguiti) e non limitarsi a contestazioni teoriche sulla qualificazione giuridica della parte avversa.

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