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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 46358/2023 del 16/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza del 01/03/2023 con la quale il Tribunale di Sorveglianza aveva dichiarato inammissibile l'istanza volta alla concessione delle misure alternative (artt. 47 e 47-ter ord. pen.), inclusa la semilibertà, ritenendo applicabile la preclusione prevista dall'art. 58-quater, comma 7-bis, ord. pen., in relazione a pregresse concessioni di affidamento in prova e detenzione domiciliare per reati con recidiva aggravata ex art. 99, comma 4, c.p.; il ricorrente censurava l'estensione della preclusione anche alla semilibertà nonostante egli non avesse mai beneficiato in passato di tale misura e denunciava il difetto di motivazione per l'omessa pronuncia sulla specifica istanza di semilibertà.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato: ha confermato che il Tribunale aveva correttamente applicato lo schema della preclusione rispetto all'affidamento in prova e alla detenzione domiciliare, ma ha annullato l'ordinanza limitatamente alla semilibertà perché il Tribunale non si è pronunciato in alcun modo sull'istanza subordinata di semilibertà (assente anche in epigrafe e non valutata nella motivazione). Ha disposto il rinvio al Tribunale di Sorveglianza affinché esamini e decida specificamente sulla concessione della semilibertà.

Norme richiamate

  • art. 58-quater, comma 7-bis, ordinamento penitenziario

    l'affidamento in prova al servizio sociale nei casi previsti dall'articolo 47, la detenzione domiciliare e la semilibertà non possono essere concessi più di una volta al condannato al quale sia stata applicata la recidiva prevista dall'articolo 99, quarto comma, del codice penale

    La norma preclude la ripetuta concessione delle misure alternative per il soggetto a cui sia stata applicata la recidiva aggravata; tuttavia, secondo la giurisprudenza costituzionale e di legittimità, l'effetto preclusivo opera pienamente solo quando, cumulativamente, la prima misura alternativa sia stata sperimentata ed è seguita da un nuovo reato commesso dopo la conclusione di tale sperimentazione e per il quale sia stata nuovamente applicata la recidiva (cioè la preclusione non deve essere estesa automaticamente a misure mai precedentemente concesse).

  • art. 47 ord. pen. (affidamento in prova al servizio sociale)

    Disciplina l'affidamento in prova al servizio sociale come misura alternativa alla detenzione; quando già concessa e seguita da nuova condanna con applicazione della recidiva aggravata, concorre ai presupposti di cui all'art. 58-quater comma 7-bis per la possibile preclusione di nuove concessioni.

  • art. 47-ter ord. pen. (semilibertà)

    Regola la semilibertà quale misura che consente al condannato di svolgere l'attività lavorativa o di soggiornare fuori dall'istituto in particolari condizioni; se non era mai stata concessa in passato, l'effetto preclusivo dell'art. 58-quater comma 7-bis non può essere automaticamente esteso senza un esame specifico e motivato.

  • art. 99, comma 4, Codice Penale (recidiva aggravata)

    Individua la recidiva aggravata che, ove applicata, incide sull'accesso a benefici o misure alternative; per attivare la preclusione prevista dall'art. 58-quater comma 7-bis occorre che la recidiva sia stata applicata sia rispetto alla precedente misura alternativa sia rispetto al nuovo reato.

  • Corte costituzionale, sentenza n. 291/2010

    Ha dichiarato la conformità costituzionale della norma a condizione che sia interpretata nel senso che l'esclusione dal beneficio operi in modo assoluto solo quando il reato espressivo della recidiva reiterata sia stato commesso dopo la sperimentazione della misura alternativa, accordando quindi una lettura restrittiva e cumulativa dei presupposti dell'effetto preclusivo.

Massime di principio

  • La preclusione di cui all'art. 58-quater, comma 7-bis, opera solo se ricorrono cumulativamente: (a) una precedente sperimentazione della misura alternativa concessa con riferimento a una condanna in cui era stata applicata la recidiva aggravata; e (b) la commissione di un nuovo reato dopo la conclusione di quella sperimentazione, per il quale sia stata nuovamente applicata la recidiva.
  • Se il richiedente non ha mai beneficiato in passato della specifica misura alternativa (es. semilibertà), il giudice non può automaticamente estendere la preclusione prevista dall'art. 58-quater a quella misura senza un esame motivato: va valutata la concedibilità della misura caso per caso.
  • Il giudice di merito deve pronunciarsi espressamente su ciascuna istanza di misura alternativa: l'omessa o generica valutazione comporta vizio di motivazione e conduce, in sede di legittimità, all'annullamento con rinvio della pronuncia afferente alla misura non valutata.
  • La presenza di un piano di trattamento (es. che preveda solo proseguimento intramurario) costituisce un elemento rilevante nella valutazione della semilibertà, ma non sostituisce la necessità di una decisione motivata sul singolo richiesto beneficio.
  • In situazioni analoghe conviene distinguere accuratamente le misure gia' sperimentate da quelle mai concesse: per le prime la preclusione potrebbe trovare applicazione; per le seconde il richiedente conserva il diritto a un esame specifico e motivato della richiesta.

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