Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 5072/2024 del 05/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Tribunale di Enna, in composizione monocratica, aveva dichiarato l'assoluta genericità e indeterminatezza del capo di imputazione (per violazione dell'art. 423 cod. pen.), decretandone la nullità e restituendo gli atti al Pubblico Ministero. Il Procuratore della Repubblica ha impugnato ritenendo la decisione abnorme: sosteneva che la restituzione configurasse una indebita regressione di fase, potenziale stasi irreversibile del procedimento e violazione del principio di irretrattabilità dell'azione penale; inoltre denunciava l'impossibilità di qualsiasi correzione a fronte della genericità rilevata.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando l'orientamento consolidato secondo cui non è 'abnorme' il provvedimento del giudice del dibattimento che dichiara la nullità del decreto di citazione a giudizio per indeterminatezza dell'imputazione e dispone la restituzione degli atti al Pubblico Ministero. Ha ritenuto che tale decisione rientri nei poteri del giudice e non determini una stasi irrecuperabile del procedimento, dal momento che al Pubblico Ministero resta comunque aperta la possibilità di integrare o precisare gli elementi fattuali e descrittivi dell'incolpazione.

Norme richiamate

  • art. 423 cod. pen.

    La norma è stata richiamata quale fondamento della censura sulla genericità/indeterminatezza del capo di imputazione; la Corte ha ritenuto legittimo che il giudice dibattimentale dichiari la nullità del decreto di citazione a giudizio quando l'imputazione risulti indeterminata.

  • principio di irretrattabilità dell'azione penale

    Il principio, evocato dal ricorrente per contestare la restituzione degli atti, è stato ritenuto non violato: la restituzione per integrazione o precisazione dell'imputazione non configura una regressione abnorme né una stasi irreversibile del procedimento.

Massime di principio

  • Il giudice del dibattimento può dichiarare la nullità del decreto di citazione a giudizio per indeterminatezza dell'imputazione e restituire gli atti al Pubblico Ministero senza che ciò risulti necessariamente 'abnorme'.
  • La restituzione degli atti non determina automaticamente una stasi irreversibile del procedimento: il Pubblico Ministero conserva la possibilità di integrare o precisare l'imputazione e proseguire l'azione penale.
  • Per il Pubblico Ministero è opportuno formulare l'imputazione con sufficiente precisione e indicare gli elementi fattuali essenziali per evitare la declaratoria di indeterminatezza e la restituzione degli atti.
  • La censura della genericità dell'imputazione può legittimare misure di tutela dell'imputato anche in fase dibattimentale; tuttavia la possibilità di correggere l'atto processuale esclude, di regola, l'illegittimità radicale del provvedimento di restituzione.
  • In casi simili, elevare ricorso per cassazione contro provvedimenti del giudice del dibattimento che ordinano la restituzione degli atti può risultare inammissibile se il provvedimento si colloca nella linea giurisprudenziale che ne riconosce la legittimità.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.