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Sentenza

Sentenza n. 6728/2026 - Roma, Sezione 2T

per l’annullamento a) del provvedimento di diniego al trasferimento del 22 dicembre 2022 a firma del Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza n.-OMISSIS- prot. Ufficio Personale n.-OMISSIS- del 23 dicembre 2022, notificato il 12 gennaio 2023, con il quale si comunica il rigetto della istanza di trasferimento prodotta dal ricorrente ai sensi dell’art. 33, comma 5, l. n.104 del 05/02/1992; b) della nota di comunicazione dei motivi ostativi all'accoglimento della istanza di trasferimento prot. -OMISSIS- Mo. (T) del 04/04/2022; c) di ogni altro atto ad essi presupposto, connesso e comunque consequenziale, ancorché di data e tenore sconosciuto, che incida sfavorevolmente sulla posizione giuridica del ricorrente.

Giustizia amministrativa202303138

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. I quaterSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego dell’istanza di trasferimento ex art. 33, comma 5, l. 104/1992, preceduto dalla comunicazione dei motivi ostativi

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente aveva impugnato il diniego, adottato dal Capo della Polizia, della domanda di trasferimento presentata ai sensi dell’art. 33, comma 5, della l. 104/1992, nonché la comunicazione dei motivi ostativi e gli atti connessi, chiedendone l’annullamento. Nel corso del giudizio ha rappresentato di essere stato successivamente trasferito, a domanda, dal Gabinetto interregionale di Polizia Scientifica di Roma al Gabinetto provinciale di Polizia Scientifica di Caserta, con decorrenza 10 gennaio 2025, conseguendo sostanzialmente il bene della vita perseguito. L’Amministrazione non si è opposta alla richiesta di definizione del giudizio.

La decisione

Il TAR ha preso atto del trasferimento sopravvenuto e ha riqualificato la richiesta del ricorrente, formulata come cessazione della materia del contendere, in termini di sopravvenuta carenza di interesse. Poiché il trasferimento successivo ha determinato il sostanziale conseguimento dell’utilità perseguita con il ricorso, è venuto meno l’interesse concreto e attuale alla decisione sull’impugnazione del diniego. Il ricorso è stato pertanto dichiarato improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse. Le spese di lite sono state compensate integralmente.

Norme richiamate

  • art. 33, comma 5, l. 104/1992

    Individua la base normativa dell’istanza di trasferimento presentata dal dipendente; il merito della sua applicazione non è stato esaminato per la sopravvenuta carenza di interesse.

  • art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.

    Richiamato tra le norme processuali applicabili alla definizione del giudizio; il ricorso è stato dichiarato improcedibile.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato dal giudice nel quadro delle disposizioni processuali applicabili alla decisione.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato in relazione alla trattazione dell’udienza straordinaria da remoto.

Massime di principio

  • Quando, nelle more del giudizio di annullamento, l’amministrazione adotta un successivo provvedimento o comportamento che realizza sostanzialmente il bene della vita perseguito dal ricorrente, viene meno l’interesse concreto e attuale alla decisione e il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.
  • La richiesta di cessazione della materia del contendere può essere riqualificata dal giudice come domanda di declaratoria di sopravvenuta carenza di interesse quando il risultato sostanziale perseguito sia stato conseguito, senza che occorra una decisione sul merito della legittimità dell’atto impugnato.

Come è indicizzato

MaterieTrasferimenti e impiegoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiForze armate e forze di poliziaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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