Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 03792/2026 del 29/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione del decreto di sequestro preventivo su un terreno di proprietà comunale per il riconoscimento del fumus del reato di occupazione abusiva. Il ricorrente ha sostenuto che l'occupazione era iniziata dal padre (deceduto) e che non vi sarebbe prova della riconducibilità al ricorrente di eventuali opere di ampliamento o consolidamento; ha dedotto violazione di legge (richiamando artt. 321 e 125, comma 3, cod. proc. pen., e gli artt. 633 e 639-bis cod. pen.) e censurato la valutazione del Tribunale sul fumus dell'illecito.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto sussistente il fumus del reato ex art. 633 c.p. per la persistente occupazione del terreno comunale da parte del ricorrente anche dopo il decesso del padre che aveva inizialmente occupato l'area. La Corte ha precisato che l'occupazione sine titulo integra l'elemento oggettivo del reato e che eventuali lavori di consolidamento o ampliamento rilevati dai giudici di merito non sono necessari per configurare il reato, dovendo servire solo a valutare l'intensità del dolo. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali (testo della sentenza interrotto, ma risulta la condanna alle spese).

Norme richiamate

  • art. 633 cod. pen.

    La Corte interpreta l'art. 633 come tutelante l'interesse pubblico alla inviolabilità del patrimonio immobiliare: l"invasione" è l"introduzione arbitraria non momentanea nel terreno o nell"edificio altrui allo scopo di occuparlo o trarne profitto. Non è richiesta violenza o clandestinità; l"arbitrarietà (contra ius) è il requisito decisivo. La permanenza dopo il decesso dell"assegnatario o il subentro autorizzato dal precedente detentore può integrare il reato qualora manchi un titolo legittimo.

  • art. 639-bis cod. pen.

    Richiamata dal ricorrente ma non sviluppatamente interpretata nella decisione; non è centrale nel dispositivo della sentenza.

  • art. 321 cod. proc. pen.

    Richiamato dal ricorrente come presunta violazione procedurale, ma la Corte non ha ritenuto fondati i motivi procedurali dedotti e non ha annullato il provvedimento impugnato per vizi di questo tipo.

  • art. 125, comma 3, cod. proc. pen.

    Censurato dal ricorrente come vizio formale; la Corte non ha ritenuto che tali profili ostassero al rigetto del ricorso, confermando la decisione di merito.

  • artt. 610, comma 5 e 611, comma 1-bis e ss. cod. proc. pen.

    Richiamati in relazione alla celebrazione del procedimento con contraddittorio scritto senza comparizione delle parti: la causa si è svolta per iscritto in mancanza di richiesta di trattazione orale nei termini previsti.

  • art. 1168 cod. civ.

    Richiamato nel ragionamento per distinguere la clandestinità come elemento dello spoglio civile; la Corte evidenzia che per il reato di invasione non è necessario lo spoglio civile.

Massime di principio

  • La permanenza e il godimento di un immobile o terreno di proprietà pubblica senza titolo legittimo, anche se iniziata per ospitalità o per rapporto di parentela con il titolare originario, può integrare il reato di invasione ex art. 633 c.p.
  • Non è necessario che l"introduzione o la permanenza nell"immobile avvengano con violenza o clandestinità: rileva l"arbitrarietà (assenza di diritto o titolo) della detenzione.
  • L"autorizzazione del precedente detentore, il pagamento di somme all"ente proprietario o l"iscrizione anagrafica non escludono automaticamente la configurabilità del reato; la legittimità dell"occupazione va valutata sulla base del titolo giuridico e delle procedure pubbliche di assegnazione.
  • Opere di miglioramento, consolidamento o ampliamento realizzate dall"avente causa non sono necessarie per configurare l"illecito originario ma possono rilevare ai fini della determinazione dell"intensità del dolo e di eventuali condotte autonome successive.
  • Se chi subentra nel godimento è entrato legittimamente in possesso (titolo trasferito o provato) ciò può escludere la configurabilità del reato; la valutazione è fattuale e richiede accertamento delle prove documentali e dell"esistenza di un titolo valido.
  • In casi analoghi, la difesa utile dovrebbe mirare a dimostrare l"esistenza di un titolo legittimo, di atti amministrativi che legittimano il possesso o di un trasferimento di detenzione riconoscibile ai fini civilistici/ amministrativi, nonché a contestare l"arbitrarietà della permanenza.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.