Cassazione Penale, Sentenza n. 35456/2023 del 23/08/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso avverso l'ordinanza del 22/08/2022 del Tribunale di Bari che aveva rigettato l'istanza di riesame e confermato la custodia cautelare in carcere disposta dopo il fermo del 22/07/2022. Il ricorrente ha proposto undici motivi (più motivi nuovi) invocando: nullità della misura per presunto superamento del termine delle 48 ore dalla richiesta di convalida del fermo; inutilizzabilità delle intercettazioni per presunta carenza dei decreti autorizzativi; insufficienza e contraddittorietà della prova indiziaria circa la riconducibilità del GPS e il ruolo di Consalvo; mancato superamento della soglia del tentativo punibile (atti meramente preparatori); mancanza di disponibilità di armi e di funzione di vedetta; dedotta desistenza volontaria; esclusione delle aggravanti (metodo mafioso/art.416-bis.1 e premeditazione); e carenza delle esigenze cautelari (pericolo di fuga, di inquinamento probatorio, reiterazione).
La decisione
La Corte ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondato o inammissibile ciascun motivo: 1) la presunta nullità per il superamento del termine delle 48 ore è infondata perché la giurisprudenza consente al giudice di decidere sulla misura anche oltre tale termine e, in ogni caso, la successiva conferma da parte del GIP ha sanato la posizione; 2) le intercettazioni sono utilizzabili poiché depositati in udienza i relativi decreti autorizzativi con motivazione congrua; 3) le censure sulla valutazione degli indizi sono in gran parte rimandate alla discrezionalità del giudice del merito e quindi inammissibili in Cassazione; 4) il Tribunale di Bari ha correttamente ritenuto superata la soglia del tentativo, avendo gli indagati posto in essere atti idonei e non equivoci diretti ad eseguire l'omicidio; 5) è esclusa la desistenza volontaria perché l'interruzione dell'azione è dovuta all'intervento delle Forze dell'ordine e non ad una scelta volontaria; 6) l'aggravante del metodo mafioso e la premeditazione possono essere ritenute, sul piano indiziario, anche nei confronti di Consalvo se consapevole della finalità agevolativa o del disegno criminoso; 7) le esigenze cautelari (pericolo di fuga, inquinamento probatorio, reiterazione) sono state adeguatamente motivate e giustificano la custodia in carcere. Conseguentemente è stata confermata la custodia cautelare in carcere.
Norme richiamate
art. 391 cod. proc. pen.
termine massimo di 48 ore per la convalida dell'arresto/fermo
La scadenza delle 48 ore non comporta invalidità automatica della successiva ordinanza cautelare; il giudice conserva il potere di decidere oltre tale termine e la successiva conferma può sanare la posizione
art. 27 cod. proc. pen.
Richiamato in relazione alla conferma della custodia cautelare da parte del GIP di Bari (norma procedurale relativa alla competenza o alla conferma delle misure)
art. 309 cod. proc. pen.
Norma che disciplina l'istanza di riesame; applicata per l'azione del ricorrente e per il giudizio del Tribunale di Bari
art. 606, comma 1, lett. b), c), e), cod. proc. pen.
Disposizioni che individuano i motivi di ricorso per cassazione (violazione di legge, vizio motivazionale, ecc.): la Corte ha ritenuto molte censure inammissibili o rientranti in valutazioni di merito
art. 275, comma 3, cod. proc. pen.
Riferimento alla presunzione di sussistenza delle esigenze cautelari e all'adeguatezza della custodia in carcere; il Tribunale ha ritenuto sussistere la doppia presunzione
art. 416-bis.1 cod. pen.
Aggravante relativa all'uso del "metodo mafioso" e all'agevolazione di associazioni mafiose: la Corte conferma che su base indiziaria può essere attribuita anche al concorrente consapevole della finalità agevolativa
art. 56, terzo comma, cod. pen.
Regole sulla desistenza volontaria/recesso attivo: la Corte ricorda che la desistenza è rilevante solo se volontaria e non determinata da cause esterne come l'intervento delle Forze dell'ordine
Massime di principio
- Il superamento delle 48 ore per la convalida del fermo non determina automaticamente la nullità della misura cautelare: il giudice può decidere successivamente e la conferma successiva legittima la misura se adeguatamente motivata.
- Le contestazioni sulle intercettazioni (nullità dei decreti) richiedono l'esame documentale dei decreti autorizzativi; se in dibattimento/deposito risultano motivati, le intercettazioni risultano in linea di principio utilizzabili.
- In sede di cassazione è limitata la riedizione dei fatti: le controvalutazioni degli indizi e la riconsiderazione del merito sono, salvo vizi logici evidenti, inammissibili.
- Per configurare il tentato omicidio non è richiesto che l'evento si sia quasi materialmente avviato; possono essere sufficienti atti esecutivi o atti preparatori che dimostrino che l'esecutore aveva iniziato l'attuazione del piano con concreta probabilità di realizzazione.
- La desistenza volontaria esclude la punibilità solo se la cessazione dell'azione è frutto di scelta autonoma dell'agente, non se dipende da fattori esterni (es. intervento delle forze dell'ordine).
- L'aggravante del metodo mafioso e la premeditazione possono essere estese al concorrente quando vi sia, anche su base indiziaria, consapevolezza del disegno criminoso o della finalità intimidatoria/agevolativa.
- Le esigenze cautelari (fuga, inquinamento probatorio, reiterazione) si valutano con giudizio prognostico ancorato a elementi concreti e recenti: la mancanza di precedenti non esclude automaticamente la custodia cautelare se emergono altri indizi concreti.
- In fase di impugnazione in Cassazione è fondamentale concentrare i motivi su profili di diritto o su vizi logici della motivazione: le richieste di nuova valutazione probatoria o di fatto sono spesso rigettate.
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