Cassazione Penale, Ordinanza n. 03095/2026 del 26/01/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (parte pubblica)
La controversia
Il difensore dell'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Bari del 21 gennaio 2025. Dal testo emerge che il ricorso riproponeva questioni di fatto e di diritto già esaminate in appello e ritenute dal giudice di merito risolte con motivazione immune da manifesta illogicità e conforme ai principi della giurisprudenza di legittimità. In particolare, veniva lamentata anche la recidiva, ma la Corte osserva che l'applicazione di tale circostanza non era stata oggetto di motivi di appello e quindi non poteva essere riproposta in cassazione.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende. La decisione si fonda sul rilievo che i motivi dedotti erano meramente reiterativi di censure già esaminate e che la questione della recidiva non era stata devoluta in appello, con conseguente preclusione alla sua deduzione in sede di legittimità.
Massime di principio
- In sede di legittimità non sono riproponibili questioni già devolute e decise nei gradi di merito quando la sentenza impugnata sia sorretta da motivazione non manifestamente illogica e conforme ai principi di diritto.
- Una questione che non sia stata specificamente dedotta con i motivi di appello non può essere introdotta per la prima volta in cassazione.
- La declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.
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