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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 12199/2023 del 23/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione del decreto che confermava la confisca preventiva di un'autovettura Mercedes Classe B, acquistata usata nel 2017 per euro 14.000, e di una quota di un fondo di investimento (Eurozona team) del valore di euro 1.098,98. Il ricorrente deduceva che la motivazione era apparente perché i beni erano stati acquisiti nel 2017, quando la condizione di pericolosità sociale sarebbe cessata, e contestava altresì la valutazione della sproporzione tra redditi leciti e beni disponibili.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato il provvedimento impugnato, disponendo il rinvio alla Corte di Appello di Reggio Calabria per nuovo esame in diversa composizione. Il Collegio ha ritenuto che la Corte di appello aveva esteso il vincolo a beni acquistati dopo il periodo di manifestazione della pericolosità senza dimostrare che la provvista usata per l'acquisto fosse stata accumulata durante il periodo di pericolosità. La Corte di appello si era limitata a un giudizio di sproporzione, giudizio che può giustificare una confisca allargata ma non una confisca di prevenzione relativa a beni acquistati dopo la cessazione della pericolosità; per questa ultima ipotesi è necessario dimostrare la derivazione delle acquisizioni patrimoniali dalla provvista formatasi nel periodo di attività illecita. Pertanto annullamento e rinvio per nuovo esame.

Norme richiamate

  • Cass. Sez. VI, n. 36421 del 06/09/2021 (Palmieri)

    Principio secondo cui, in tema di confisca di prevenzione, è ammissibile estendere il vincolo a utilità acquisite dopo il periodo di pericolosità solo se il giudice individua una pluralità di indici fattuali che dimostrino la derivazione patrimoniale dalle provviste accumulate nel periodo illecito; gli indici richiesti devono essere tanto più rigorosi quanto maggiore è il lasso di tempo trascorso.

  • Cass. Sez. VI, n. 5778 del 16/05/2019 (Cammarata)

    Conferma l'orientamento secondo cui l'estensione temporale della confisca richiede prova della provenienza delle risorse utilizzate per gli acquisti dall'epoca di manifestazione della pericolosità.

  • art. 623, comma 1, lett. a) c.p.p.

    Norma processuale richiamata per indicare la sede cui trasmettere gli atti dopo l'annullamento con rinvio: gli atti devono essere trasmessi alla stessa sezione che ha adottato il provvedimento, ovvero, in mancanza, alla corte di appello più vicina.

  • art. 34 c.p.p.

    Richiama il principio di incompatibilità dei giudici che si sono già pronunciati sulla questione: il rinvio deve essere affrontato da diversa composizione collegiale.

Massime di principio

  • La confisca di prevenzione non può essere automaticamente estesa a beni acquistati dopo il periodo di manifestazione della pericolosità senza prova che le somme impiegate derivino dalla provvista formatasi durante il periodo dell'attività illecita.
  • Un giudizio di sproporzione tra redditi leciti e patrimonio può giustificare misure ablative (confisca allargata), ma non basta per giustificare la confisca di prevenzione su beni acquisiti dopo la cessazione della pericolosità senza prova del nesso causale con provvista illecita.
  • Più lungo è il lasso temporale tra la cessazione della pericolosità e l'acquisto del bene, più stringenti e univoci devono essere gli indici e le prove della derivazione delle risorse dall'epoca illecita.
  • Per sostenere una confisca estesa il giudice deve indicare una pluralità di indici fattuali (es. flussi bancari, movimenti finanziari sospetti, conservazione di capitali in contanti, correlazione temporale tra attività illecita e accumulo di risorse) che colleghino la provvista agli acquisti contestati.
  • In caso di annullamento da parte della Cassazione, gli atti vanno rimessi alla stessa sezione della corte di appello, ma con diversa composizione, per rispettare il principio di incompatibilità dei giudici già intervenuti.
  • Per la difesa: contestare il nesso di causalità tra provvista e acquisto e richiedere l'esibizione di documentazione finanziaria dettagliata (bonifici, rendiconti, fatture) che provi la provenienza lecita delle somme.
  • Per l'accusa: procurare e documentare collegamenti bancari e patrimoniali che dimostrino la trasformazione del profitto illecito in beni successivamente acquistati, soprattutto quando gli acquisti avvengono dopo il periodo di pericolosità.

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