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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 47006/2024 del 19/12/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il testo fornito non riporta l'esito della decisione (la parte conclusiva della sentenza non è presente), pertanto dall'estratto non è possibile determinare l'esito definitivo del ricorso

Esito

Favorevole al non determinabile

La controversia

Panaro impugna la decisione del giudice dell'esecuzione sostenendo che la Corte distrettuale ha rideterminato la durata dell'isolamento diurno superando i limiti posti dall'art. 72, comma 1, c.p. Il ricorrente deduce che le condanne indicate come sub 3 e sub 4 facevano già parte di un unico rapporto esecutivo nel quale era già stato cumulato l'isolamento diurno, per cui l'ultimo provvedimento di unificazione non poteva reincludere reati commessi anteriormente alla cessazione della precedente detenzione (fatti anteriori al 2006). In sostanza contesta la possibilità di aumentare l'isolamento diurno in relazione a pene successive o a condanne riferite a fatti anteriori alla precedente esecuzione

Norme richiamate

  • art. 72 cod. pen.

    Dal testo emerge la contestazione secondo cui l'art. 72 cod. pen. pone un limite alla durata dell'isolamento diurno e che tale limite sarebbe stato superato dal giudice dell'esecuzione nel rideterminare la misura in sede di nuovo rapporto esecutivo

  • art. 125 cod. proc. pen.

    La norma processuale è richiamata in relazione alle modalità di cumulo e di formazione del nuovo rapporto esecutivo; dal testo si evince che il ricorrente contesta la corretta applicazione delle regole processuali per l'unificazione delle pene

  • art. 663 cod. proc. pen.

    Richiamato come norma procedurale attinente alle impugnazioni o all'attività del giudice dell'esecuzione; dal brano emerge che il ricorrente invoca profili procedurali e di motivazione relativi al cumulo e alla rinnovata determinazione della misura dell'isolamento

Massime di principio

  • Verificare sempre l'esistenza di un rapporto esecutivo preesistente: se più condanne erano già ricomprese in un unico rapporto esecutivo con cumulazione di misura (es. isolamento), non è lecito ricalcolare e aumentare la misura per gli stessi fatti quando si forma un nuovo rapporto a meno che non vi siano ragioni giuridiche che lo giustifichino
  • Distinguere temporalmente i fatti: reati commessi anteriormente alla cessazione di una precedente esecuzione non dovrebbero normalmente essere riutilizzati per aumentare misure già applicate, salvo diversa previsione normativa o motivazione adeguata del giudice
  • Controllare i limiti legali delle misure: l'art. 72 c.p. (e norme correlate) pone limiti alla durata di misure come l'isolamento diurno; il giudice dell'esecuzione deve rispettare tali limiti quando ridetermina o cumula misure
  • Accertare la correttezza formale del procedimento di unificazione/cumulo: l'applicazione delle norme processuali (es. artt. del codice di procedura penale richiamati) deve essere motivata e trasparente; vizi di motivazione possono costituire motivo di impugnazione
  • Quando si contesta una rideterminazione, indicare con chiarezza quali condanne si intendono ritenere ormai 'assorbite' nel precedente rapporto esecutivo e produrre, se possibile, la documentazione che dimostri la precedente cumulazione
  • In caso di dubbio sull'interpretazione delle norme di cumulo o sull'effetto delle unificazioni, valutare tempestivamente rimedi processuali (istanze al giudice dell'esecuzione, impugnazioni) e controllare la normativa e la giurisprudenza più recente sul tema

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