Cassazione Civile, Ordinanza n. 30661/2022 del 18/10/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente (convenuti)
La controversia
La controversia nasce da un giudizio introdotto da alcuni soggetti che rivendicavano la proprietà di un bar/ristorante e chiedevano il rilascio del bene, assumendo l'inefficacia di una donazione della nuda proprietà compiuta da uno dei precedenti intestatari in favore dei figli. I convenuti eccepivano e domandavano in via riconvenzionale l'usucapione, sostenendo un possesso ultraventennale, anche per unione del possesso del loro dante causa. Il Tribunale rigettava la domanda principale e accoglieva l'usucapione; la Corte d'appello riformava, ritenendo provata la proprietà degli attori e non provata l'usucapione. In Cassazione i convenuti proponevano due motivi: 1) omesso esame di un fatto decisivo ex art. 360, n. 5, c.p.c., censurando l'affermazione della Corte d'appello secondo cui il titolo di proprietà degli attori risalisse al 1951 o prima, senza indicazione adeguata della prova; la Corte di cassazione riqualificava il motivo come violazione di legge ex art. 360, n. 3, c.p.c. in relazione agli artt. 922, 1158 e 2697 c.c., sostenendo che la prova della proprietà non fosse stata adeguatamente dimostrata. 2) violazione degli artt. 244 e 245 c.p.c. per l'utilizzo di prove testimoniali asseritamente inammissibili, perché una resa da teste sostituito e l'altra de relato.
La decisione
La Corte ha accolto il primo motivo e rigettato il secondo. Ha affermato che, in una rivendicazione, la deduzione di usucapione da parte del convenuto non comporta automaticamente attenuazione dell'onere probatorio dell'attore; tale attenuazione opera solo se il convenuto riconosca, anche implicitamente o mediante mancata contestazione specifica, l'appartenenza del bene all'attore o ai suoi danti causa al momento dell'inizio del possesso. Poiché nel caso concreto non risultava alcun riconoscimento o mancata contestazione di tal tipo, la Corte d'appello avrebbe dovuto verificare rigorosamente la prova del titolo di proprietà degli attori e la catena dei danti causa, mentre la motivazione sul punto era ritenuta insufficiente e laconica. Quanto al secondo motivo, la Cassazione lo ha ritenuto infondato: la nullità della testimonianza sostitutiva non era stata tempestivamente eccepita, e la deposizione de relato poteva essere valutata insieme agli altri elementi probatori. La sentenza impugnata è stata quindi cassata limitatamente al motivo accolto e la causa è stata rinviata alla Corte d'appello di Salerno per nuovo esame della prova del titolo di proprietà e per le spese del giudizio di legittimità.
Norme richiamate
art. 360, n. 5, c.p.c.
La censura inizialmente formulata come omesso esame è stata riqualificata, in relazione al contenuto effettivo del motivo, come violazione di legge
art. 360, n. 3, c.p.c.
Il motivo è stato ricondotto alla violazione delle norme che regolano il perimetro dell'onere della prova nella rivendicazione
art. 922 c.c.
Richiamato quale norma che definisce il diritto di proprietà e il relativo acquisto
art. 1158 c.c.
Richiamato quale norma sull'usucapione, ai fini della verifica dei rispettivi oneri probatori
art. 2697 c.c.
Richiamato per il riparto dell'onere della prova nella rivendicazione e nell'eccezione/domanda di usucapione
art. 244 c.p.c.
Invocato per denunciare l'asserita inammissibilità di una prova testimoniale
art. 245 c.p.c.
Invocato per denunciare l'asserita inammissibilità di una prova testimoniale
art. 380-bis.1 c.p.c.
Richiamato per dichiarare tardiva la memoria depositata dai ricorrenti
art. 24292/2016
Cassazione citata sulla necessità di eccepire tempestivamente la nullità relativa della prova testimoniale
art. 28865/2021
Cassazione citata come principio di diritto sul rapporto tra rivendicazione, usucapione e attenuazione dell'onere probatorio
art. 14395/2004
Cassazione citata per affermare che la denuncia di successione ha solo efficacia fiscale e valore indiziario
art. 569/2015
Cassazione citata sul valore delle testimonianze de relato nel concorso di altri elementi probatori
art. 4036/2014
Cassazione citata sull'ammissibilità della riqualificazione del motivo di ricorso
art. 25557/2017
Cassazione citata in tema di riqualificazione del motivo
art. 26310/2017
Cassazione citata in tema di riqualificazione del motivo
art. 10862/2018
Cassazione citata in tema di riqualificazione del motivo
Massime di principio
- Nell'azione di rivendicazione, la mera proposizione da parte del convenuto di una domanda o eccezione di usucapione non attenua di per sé l'onere probatorio del rivendicante: l'attenuazione opera solo se il convenuto riconosca, anche implicitamente, o non contesti specificamente l'appartenenza del bene all'attore o ai suoi danti causa al momento in cui assume di avere iniziato il possesso.
- Se il convenuto non riconosce la precedente appartenenza del bene, l'attore in rivendicazione deve provare il proprio diritto risalendo nella catena dei danti causa fino a un acquisto a titolo originario oppure dimostrando il possesso utile all'usucapione in capo a sé o ai propri danti causa.
- La denuncia di successione, da sola, non è prova civile della proprietà di un bene, avendo efficacia principalmente fiscale e, al più, valore indiziario.
- Le nullità relative della prova testimoniale devono essere eccepite tempestivamente dalla parte interessata; in difetto, si considerano sanate.
- Le testimonianze de relato non sono automaticamente inutilizzabili: possono concorrere alla formazione del convincimento del giudice se corroborate da altri elementi oggettivi e concordanti.
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