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Ordinanza

Ordinanza n. 4129/2026 - Roma, Sezione 5Q

per l’accertamento, previa sospensione dell'efficacia, - del silenzio inadempimento serbato dal Consolato generale d’Italia a Dubai formatosi sull’istanza di rilascio di visto turistico formulato, a mezzo pec, dal ricorrente in data 16.06.2025; e per il conseguente accertamento e la declaratoria - dell’obbligo dell’Amministrazione intimata di provvedere in ordine alla menzionata istanza e per la condanna - del Ministero degli Affari Esteri e della cooperazione Internazionale, in persona del Ministro p.t., a provvedere in ordine alla summenzionata istanza entro un termine non superiore a trenta giorni, con richiesta di nomina di un commissario ad acta ex art. 117 co.3;

Giustizia amministrativa202605838

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterOrdinanza cautelareAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio inadempimento del Consolato generale d’Italia a Dubai sull’istanza di rilascio di visto turistico presentata il 16 giugno 2025

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (richiedente visto)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha agito contro il silenzio inadempimento formatosi sull’istanza di rilascio di un visto turistico, chiedendo l’accertamento dell’obbligo dell’Amministrazione di provvedere e la condanna del Ministero a definire il procedimento entro un termine non superiore a trenta giorni, con eventuale nomina di un commissario ad acta ai sensi dell’art. 117, comma 3, c.p.a. In via incidentale è stata chiesta la sospensione dell’efficacia dell’atto impugnato. Il ricorso è stato ritenuto assistito dal fumus boni iuris in ragione della sussistenza dei presupposti per ordinare, già in sede cautelare, la lavorazione della domanda di visto e la conclusione del procedimento con un provvedimento espresso e motivato.

La decisione

Il TAR ha accolto l’istanza cautelare nei termini indicati in motivazione, ordinando all’Amministrazione la lavorazione della domanda di visto e la conseguente definizione del procedimento mediante un provvedimento espresso e motivato. La causa è stata rinviata alla camera di consiglio del 15 dicembre 2026 per la trattazione del merito. Le spese della fase cautelare sono state compensate. Dal testo non risulta la nomina immediata di un commissario ad acta né l’adozione di una decisione definitiva sull’obbligo di provvedere.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la tutela cautelare collegiale; il TAR ha ritenuto sussistente il fumus boni iuris e ha accolto l’istanza cautelare.

  • art. 117, comma 3, c.p.a.

    Richiamato per la richiesta di condanna dell’Amministrazione a provvedere entro un termine e di eventuale nomina di un commissario ad acta.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale base per l’oscuramento delle generalità della parte interessata a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati in relazione alla tutela dei dati personali e all’oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • In sede cautelare, il giudice amministrativo può ordinare all’Amministrazione di lavorare un’istanza e di concludere il relativo procedimento con un provvedimento espresso e motivato quando ravvisi il fumus boni iuris della pretesa a una definizione procedimentale.
  • La tutela cautelare avverso il silenzio dell’Amministrazione può essere accordata anche prima della definizione del merito, imponendo una condotta procedimentale volta alla conclusione espressa del procedimento, senza anticipare necessariamente il contenuto della decisione amministrativa.

Come è indicizzato

MaterieVigilanza bancaria, finanziaria e assicurativa
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneTutela cautelare

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