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Sentenza

Sentenza n. 761/2026 - Palermo, Sezione 3

per l’annullamento del provvedimento n. 101 del 2 luglio 2024, notificato in data 9 luglio 2024 con il quale il Comune di Palermo ha accertato ai sensi dell’art 31 del d.P.R. 380/2001 l’inottemperanza all’ingiunzione a demolire n. 7 del 9 gennaio 2008, nonché l’acquisizione dell'immobile sito in Palermo in Cortile della Gomena 8, identificato al Catasto Fabbricati al fg. 25 p.lla 4006 sub. 8 ed ha una superficie catastale pari a mq 93, nonché di ogni altra atto presupposto; - del rapporto di inadempienza “allegato A” al predetto provvedimento - degli allegati B e C dello stesso provvedimento; -ove occorra del verbale della Polizia Municipale redatto a seguito di sopralluogo effettuato in data 14 febbraio 2023 attestante l’inadempienza all’ordine di demolizione; - ogni altro atto presupposto e/o connesso;

Giustizia amministrativa202401393

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Provvedimento comunale di accertamento dell’inottemperanza all’ingiunzione di demolizione e di acquisizione dell’immobile e dell’area di sedime al patrimonio comunale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento con cui il Comune di Palermo, ai sensi dell’art. 31 del d.P.R. 380/2001, ha accertato l’inottemperanza all’ingiunzione di demolizione del 2008 e disposto l’acquisizione dell’immobile abusivo e dell’area di sedime. Ha dedotto: a) la violazione dell’art. 31 del d.P.R. 380/2001, perché l’accertamento dell’inottemperanza non sarebbe stato effettuato in contraddittorio e senza valutare le ragioni della mancata demolizione; b) la violazione dell’art. 4 della l. 689/1981, sostenendo che la mancata demolizione sarebbe stata determinata da uno stato di necessità e dalla condizione di disabilità del ricorrente; c) eccesso di potere per violazione del legittimo affidamento, in ragione del notevole tempo trascorso dalla realizzazione dell’abuso e dall’ingiunzione; d) violazione dell’art. 31, comma 3, del d.P.R. 380/2001, per avere il Comune acquisito un’area ulteriore senza adeguata motivazione. Dagli atti emergeva che l’abuso, inizialmente consistente nella realizzazione di una struttura in cemento armato di 83 mq, non era stato demolito e che il sopralluogo del 2023 aveva rilevato ulteriori modifiche e ampliamenti, con una superficie complessiva abusiva rimodulata in 123 mq.

La decisione

Il TAR ha respinto tutti i motivi. Ha ritenuto che, ai fini dell’acquisizione gratuita dell’immobile abusivo, sia sufficiente l’accertamento dell’inerzia del proprietario rispetto all’ordine di demolizione, senza che l’amministrazione debba previamente valutare le ragioni soggettive della mancata ottemperanza o instaurare uno specifico contraddittorio su tali ragioni. L’eventuale impossibilità di demolire, anche parzialmente, può rilevare attraverso un’apposita istanza di fiscalizzazione dell’abuso, nei presupposti e alle condizioni dell’art. 34 del d.P.R. 380/2001, ma non impedisce di per sé il trasferimento della titolarità dell’immobile al Comune. Ha escluso che la disabilità del ricorrente o il dedotto stato di necessità possano giustificare la permanenza dell’illecito edilizio, rilevando anche l’assenza di prova di richieste di assegnazione di un alloggio popolare o di proposta di pagamento di un canone per l’occupazione dell’immobile. Ha escluso la lesione del legittimo affidamento, poiché il mero decorso del tempo non sana l’abuso edilizio né rende tutelabile l’affidamento alla conservazione dell’immobile abusivo. Ha infine ritenuto adeguatamente motivata l’acquisizione dell’ulteriore area di sedime: i 10 mq acquisiti erano inferiori al 10% della superficie utile abusiva di 123 mq e la necessità di conformazione della particella risultava collegata alla vicinanza del cimitero e al relativo vincolo richiamato nel provvedimento. Il ricorrente è stato condannato alle spese di lite, liquidate in euro 2.000,00 oltre accessori.

Norme richiamate

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    L’accertamento dell’inottemperanza all’ordine di demolizione e la conseguente acquisizione gratuita dell’immobile e dell’area di sedime presuppongono la constatazione dell’inerzia del proprietario; non è necessario che l’amministrazione valuti le ragioni soggettive della mancata demolizione.

  • art. 34 d.P.R. 380/2001

    L’impossibilità di demolire, anche solo parzialmente, può essere fatta valere mediante istanza di fiscalizzazione dell’abuso, nei casi e alle condizioni previste dalla norma, ma non impedisce di per sé l’acquisizione dell’immobile abusivo.

  • art. 4 l. 689/1981

    La deduzione dello stato di necessità e la condizione di disabilità del proprietario non giustificano la permanenza di un illecito edilizio permanente né impediscono l’acquisizione dell’immobile abusivo.

Massime di principio

  • Ai fini dell’acquisizione gratuita prevista dall’art. 31 del d.P.R. 380/2001 è sufficiente che l’amministrazione accerti l’inerzia del proprietario rispetto all’ordine di demolizione; non è necessario valutare, nell’ambito dell’accertamento dell’inottemperanza, le ragioni soggettive che hanno determinato la mancata demolizione.
  • La prova dell’impossibilità di procedere alla demolizione, anche parziale, non impedisce automaticamente l’acquisizione dell’immobile abusivo al patrimonio comunale, potendo assumere rilievo mediante un’apposita istanza di fiscalizzazione dell’abuso ai sensi dell’art. 34 del d.P.R. 380/2001.
  • La disabilità del proprietario e il dedotto stato di necessità non giustificano la mancata esecuzione dell’ordine di demolizione né consentono la permanenza di un illecito edilizio permanente.
  • Il mero decorso del tempo non sana l’abuso edilizio e non determina un affidamento tutelabile del privato alla conservazione dell’immobile abusivo.
  • L’acquisizione di un’area ulteriore rispetto al sedime dell’opera abusiva è legittimamente motivata quando l’area rispetta il limite quantitativo previsto dalla legge e la sua estensione è giustificata da esigenze di conformazione del lotto o da vincoli urbanistici o territoriali risultanti dal provvedimento.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniInvalidità del provvedimento
RamiEdiliziaProcedimento amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizioneAcquisizione gratuita al patrimonio comunaleDecorso del tempo e affidamento del responsabile
IstitutiLegittimo affidamentoProporzionalità e ragionevolezzaEfficacia ed esecutorietà

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