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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 00484/2026 del 08/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione per cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale di Taranto che aveva rigettato il riesame dell'ordinanza del G.I.P. che convalidava il sequestro preventivo di euro 22.600,00 rinvenuti presso l'abitazione del ricorrente. Il ricorrente deduceva: a) carenza o motivazione meramente apparente dell'ordinanza, in quanto la motivazione sarebbe stata una mera riproposizione del provvedimento del G.I.P.; b) assenza del nesso di pertinenzialità tra il denaro sequestrato e il reato, dato che il denaro sarebbe stato rinvenuto in luogo diverso rispetto alla sostanza stupefacente; c) mancanza di adeguata motivazione sul periculum in mora, poiché i giudici del riesame avrebbero indicato in via presuntiva la natura "in re ipsa" del pericolo di dispersione del denaro (fungibilità e facilità di occultamento) senza spiegare perché il denaro concretamente rischiasse di dissolversi nelle more del processo.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile e, comunque, manifestamente infondato. Ha ritenuto che l'ordinanza del Tribunale del riesame conteneva motivazione adeguata e non meramente apparente: il sequestro è stato giustificato sia in relazione al fumus commissi delicti (rinvenimento di oltre 12 kg di hashish, denaro e contabilità manoscritta, intercettazioni che documentavano il ruolo di distributore del ricorrente, assenza di elementi probatori a favore della provenienza lecita dei contanti), sia in relazione alla finalità di confisca allargata/per sproporzione prevista dagli artt. 85-bis D.P.R. 309/1990 e 240-bis c.p. Quanto al periculum in mora, la Corte ha ritenuto che il Tribunale aveva motivato il concreto pericolo di reinvestimento e dispersione del denaro in considerazione dell'ingente quantitativo di droga e dell'organicità del traffico. Per tali ragioni il ricorso non ha prospettato alcuna violazione di legge né un vizio motivazionale rilevante. In conseguenza il ricorrente è stato condannato alle spese e a una sanzione pecuniaria di euro 3.000,00 a favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p., aumentata ai sensi dell'art. 1, comma 64, L. n. 103/2017.

Norme richiamate

  • art. 606, comma 1, lett. b), cod. proc. pen.

    Norma invocata come base formale del ricorso per cassazione (motivi di diritto). La Corte richiama che il controllo in materia di misure cautelari reali è limitato alle violazioni di legge.

  • art. 325 cod. proc. pen.

    Richiamato per definire l'ammissibilità del ricorso per cassazione contro ordinanze in materia di appello e riesame di misure cautelari reali: è ammesso solo per violazione di legge e per gravi vizi motivazionali.

  • art. 321, comma 1, cod. proc. pen.

    Fondamento del sequestro preventivo a fini impeditivi: il Tribunale ha ritenuto sussistente il periculum in mora perché la disponibilità dei beni avrebbe potuto agevolare il reinvestimento nell'attività di spaccio.

  • art. 73, commi 1 e 4, D.P.R. n. 309/1990

    Norma che disciplina i delitti in materia di stupefacenti: il sequestro è stato disposto con riferimento al reato di droga contestato al ricorrente.

  • art. 85-bis, D.P.R. n. 309/1990

    Prevede la confisca allargata/per sproporzione in caso di condanna o patteggiamento per i reati di cui all'art. 73; la Corte ha ritenuto legittimo il sequestro anche in funzione di tale confisca.

  • art. 240-bis c.p.

    Norma collegata alla confisca per sproporzione: consente il sequestro di beni di valore sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati in assenza di credibile dimostrazione della provenienza lecita; la Corte ha richiamato tale ratio come autonoma rispetto al criterio di pertinenzialità.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina la condanna alle spese e la sanzione pecuniaria in caso di inammissibilità del ricorso: applicata per condannare il ricorrente.

  • art. 1, comma 64, L. n. 103/2017

    Autorizza l'aumento della sanzione pecuniaria oltre il massimo previsto dall'art. 616 c.p.p.; la Corte ha esercitato tale facoltà per fissare la sanzione in euro 3.000,00.

  • Corte Cost., n. 166 del 2025

    Richiamata per affermare la natura dei "reati spia" (tra cui i delitti di droga) come aventi potenzialità lucrogenetica, a supporto della liceità della confisca per sproporzione.

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione avverso ordinanze di riesame o appello in materia di misure cautelari reali è ammesso solo per violazione di legge o per vizi motivazionali radicali: doglianze generiche sulla motivazione sono inammissibili.
  • Il sequestro preventivo di denaro può essere giustificato sia per pertinenzialità rispetto al reato (strumentalità all'attività illecita) sia in funzione della confisca allargata/per sproporzione; quest'ultima non richiede prova diretta di pertinenzialità tra singolo reato e bene, ma una sproporzione non giustificata tra beni e redditi.
  • Per valutare la sussistenza del fumus commissi delicti e del periculum in mora il giudice può considerare elementi concreti quali: ingente quantitativo di droga, evidenze di attività di distribuzione (intercettazioni, contabilità), assenza di spiegazioni credibili sulla provenienza del denaro.
  • La natura fungibile del denaro e il rischio di reinvestimento nell'attività delittuosa possono legittimare il periculum in mora; il ricorrente deve però confrontarsi specificamente con le ragioni e le prove addotte dal giudice, non limitandosi ad affermazioni generiche.
  • In sede di cassazione è essenziale articolare censure specifiche e dimostrare il concreto vizio di legge o l'assenza totale/meramente apparente della motivazione; altrimenti il ricorso rischia l'inammissibilità e sanzioni pecuniarie.

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