Cassazione Penale, Sentenza n. 36394/2023 del 31/08/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava l'ordinanza della Corte di Appello di Catania che aveva rigettato la sua richiesta di riabilitazione rispetto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, applicata ed eseguita per un anno e sei mesi. Deduceva violazione di legge e vizio di motivazione, sostenendo che la motivazione della Corte fosse meramente apparente.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto che, alla luce dell'art. 70 d.lgs. n. 159/2011 e del rinvio alle disposizioni del codice di procedura penale (in particolare l'art. 678, comma 1-bis, che rimanda all'art. 667, comma 4), il ricorso dovesse essere qualificato come opposizione avverso un provvedimento adottato de plano dal giudice dell'esecuzione. Ne è conseguita la trasmissione degli atti alla Corte di Appello di Catania per il prosieguo nel rito dell'incidente di esecuzione (art. 666 c.p.p.), con convocazione delle parti per udienza; pertanto la Cassazione non ha esaminato il merito della riabilitazione, limitandosi a disporre il rimando per la trattazione nel giusto rito.
Norme richiamate
art. 70 d.lgs. n. 159 del 2011
Stabilisce che la riabilitazione per soggetti sottoposti a misure di prevenzione segue, in quanto compatibili, le disposizioni del codice di procedura penale; la Corte interpreta questo richiamo come estensivo alle norme sul procedimento di riabilitazione del codice di procedura penale
art. 678, comma 1-bis, cod. proc. pen.
introdotto dal d.l. n. 146/2013, conv. con l. n. 10/2014
Il richiamo norma che, nella materia dell'istanza di riabilitazione, il giudice procede secondo l'art. 667, comma 4; la Cassazione lo usa per qualificare il ricorso come procedimento eseguito de plano dal giudice dell'esecuzione
art. 667, comma 4, cod. proc. pen.
Regola il procedimento che il giudice dell'esecuzione può svolgere de plano, ossia senza fissare udienza di comparizione, e che i provvedimenti possono essere adottati senza le formalità ordinarie; la Corte evidenzia che ciò impone la qualificazione dell'impugnazione come opposizione
art. 666 cod. proc. pen.
Disciplina l'incidente di esecuzione: la Corte ricorda che il rimedio esperibile contro provvedimenti adottati de plano è l'opposizione avanti lo stesso giudice dell'esecuzione, che deve trattare la questione con le forme dell'incidente, previa convocazione delle parti per udienza
Massime di principio
- Se una corte dell'esecuzione o un giudice adotta un provvedimento di reiezione della riabilitazione de plano, senza fissare udienza, il ricorso in cassazione può essere qualificato come opposizione e gli atti devono essere trasmessi per l'ulteriore corso nel rito dell'incidente di esecuzione.
- Il richiamo dell'art. 70 d.lgs. 159/2011 alle disposizioni del codice di procedura penale comporta che, salvo diversa disposizione, si applicano le regole procedurali ordinarie sulla riabilitazione previste dal codice, inclusa la disciplina sulla trattazione de plano e sull'opposizione.
- Il rimedio corretto contro un provvedimento assunto de plano è l'opposizione avanti lo stesso giudice dell'esecuzione ai sensi dell'art. 666 c.p.p., con richiesta di convocazione delle parti in udienza e possibilità di discutere il merito in contraddittorio.
- In casi analoghi, chi impugna dovrebbe tempestivamente chiedere che la questione sia trattata con le forme dell'incidente di esecuzione e predisporre nel nuovo giudizio la produzione di elementi e deduzioni sul vizio di motivazione o sulla violazione di legge, poiché la Cassazione può limitarsi a rinviare per rito se il procedimento originario è irregolare.
- La qualificazione procedurale è decisiva: prima di chiedere controllo di legittimità in Cassazione, verificare se il provvedimento impugnato sia compatibile con il rito previsto o se debba essere impugnato mediante opposizione davanti al giudice dell'esecuzione.
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