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Ordinanza

Ordinanza n. 1888/2026 - Roma, Sezione 2

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del provvedimento n. 14278 -P del 02.12.2025 notificato in data 20.12.2025 - e relativo alla pratica n. 20250021984 avente ad oggetto il diniego di rilascio del visto di studio ad istanza del Sig. Khalid Muhammad Hassan presso l'Ambasciata Italiana di Islamabad - Pakistan;

Giustizia amministrativa202602113

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. IIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di rilascio del visto di studio adottato dall'Ambasciata d'Italia in Islamabad

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazione degli esteri)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego del visto di studio, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare. La domanda cautelare è stata valutata ai sensi dell'art. 55 c.p.a. Il giudice ha esaminato sommariamente la completezza dell'istruttoria amministrativa, con particolare riguardo alla capacità economica del richiedente di sostenere gli studi all'estero e alla composizione del suo nucleo familiare. L'amministrazione ha evidenziato che le somme presenti sul conto corrente erano state depositate, tra l'altro, poco prima della presentazione dell'istanza ed erano di incerta provenienza; inoltre, risultava incerta l'esatta composizione del nucleo familiare, elemento rilevante per valutare le esigenze economiche del richiedente.

La decisione

Il TAR ha respinto l'istanza cautelare per assenza del fumus boni iuris. Nella sommaria cognizione propria della fase cautelare, ha ritenuto emergere la completezza dell'istruttoria che aveva condotto al diniego e ha considerato non adeguatamente dimostrata la capacità economica del richiedente di sostenere gli studi all'estero, in ragione della provenienza incerta delle somme depositate sul conto corrente e dell'incertezza relativa alla composizione del nucleo familiare. Non è stata riconosciuta la sospensione dell'efficacia del provvedimento. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare è stata esaminata secondo i presupposti propri della tutela cautelare; il TAR ha negato la sospensione per l'assenza del fumus boni iuris.

Massime di principio

  • In sede cautelare, il diniego di un visto di studio può essere mantenuto quando, all'esito della cognizione sommaria, l'istruttoria amministrativa risulti completa e non emerga una capacità economica sufficientemente documentata del richiedente, anche a causa della provenienza incerta di somme depositate poco prima della domanda.
  • La valutazione della capacità economica del richiedente un visto di studio può tener conto dell'esatta composizione del nucleo familiare, quando tale elemento incida sulla determinazione delle esigenze economiche da sostenere all'estero.
  • L'incertezza sulla provenienza delle disponibilità finanziarie e sulla composizione del nucleo familiare può escludere il fumus boni iuris necessario per la sospensione cautelare del diniego del visto di studio.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareDifetto di istruttoriaOnere della prova e principio dispositivo

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